#CittàdelCuore: Colmar

Scrivere di Colmar ci procura un piacere particolare. L’abbiamo scoperta in poco più di mezza giornata, ma non saremmo voluti andare più via. Come i bambini, che pur di non scendere da una giostra non fanno che ripetere “ancora un giro, l’ultimo”. Sono poche le città al mondo in cui è possibile trovare una simile atmosfera. Un po’ perché sembra uscita da un libro di fiabe, tanto è incantevole aggirarsi per i suoi viottoli e i suoi canali, un po’ per l’aria che si respira, da sana e rilassata cittadina di campagna, rustica e sofisticata allo stesso tempo.
Colmar è la perla dell’Alsazia. Ai piedi del massiccio dei monti Vosgi, è la città francese in cui piove meno e questo bel clima ha un inevitabile impatto anche sugli abitanti e il loro carattere, il loro modo di porsi. Provenendo, come abbiamo fatto noi, in macchina dal confine tedesco, si oltrepassa il Reno, con il suo lungofiume vivace, e si entra immediatamente in una terra dolce e fertile, fatta di ampi campi coltivati a vite e tante, tante cicogne le quali, dall’Africa, scelgono proprio questa parte asciutta d’Europa per venire a svernare.

Quello della cicogna è fin dai tempi antichi un simbolo legato alla fortuna e alla fertilità e pensare che Colmar abbia proprio questo elegante uccello dalle zampe lunghe come suo emblema non può che essere di buon auspicio per il visitatore stesso. Come se all’ingresso alla città ci fosse un immaginario cartello con su scritto “Qui Solo Cose Belle”.

Perché ce ne sono di cose belle, eccome. A cominciare dalle case a graticcio, tutte colorate, con le loro finestre adorne di fiori o i loro balconcini stortignaccoli, dove trovano posto gli oggetti più disparati, da vecchie sedie di paglia, ad antichi attrezzi da giardino, alle forme di rame per cuocere il kougelhopf, un dolce tipico alsaziano, una specie di ciambellone alto con scanalature laterali.

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Parlando di architettura, particolari sono due palazzi storici, la Maison des Tetes e la Maison Pfister.

La prima, al 19 di Rue des Tetes, ha una facciata color ocra e spicca per il suo stile rinascimentale.

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La seconda, che prende il nome dall’ultima famiglia che la abitò e che finanziò il suo restauro, è un edificio tipico in pietra e legno, con facciate affrescate e una bella torretta ottagonale che le conferisce un aspetto quasi da castelletto nel bel mezzo del centro storico.

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Ve la troverete sulla destra, scendendo fino al numero 11 di Rue des Marchands, proprio ad angolo, lasciando alle vostre spalle la splendida Cattedrale e la sua ampia piazza.

La Collegiata di San Martino, ma per gli abitanti di Colmar è la “Cattedrale“, è una chiesa gotica che si erge al centro della piazza omonima, ricca di caffè, patisserie, locali dove mangiare i famosi bretzel ricoperti di formaggio filante e artisti di strada, dai clown giocolieri ai suonatori di fisarmonica. Pittoresco davvero.

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Seguendo il flusso di turisti si arriva in Place de l’Ancienne Doaune dove, sotto un pergolato ricoperto di rampicanti, in agosto si svolge il Festival dei Vini dell’Alsazia, un appuntamento importante che tende a promuovere e far conoscere le eccellenze vinicole del territorio.

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Il corso d’acqua che serpeggia lungo il viale principale vi condurrà al Marché Couverte, in Quai de la Poisonnerie, il mercato rionale dove è anche possibile mangiare un boccone al volo in una delle tante brasserie. Qui abbiamo assaggiato una fetta di quiche lorraine deliziosa (una torta rustica ripiena di uova, cipolla e pancetta) e la tarte flambée, un piatto tipico alsaziano simile a una pizza con formaggio, pomodoro, cipolla, pancetta… Davvero molto buona..

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Fuori, ad uno degli angoli del mercato, c’è una bella fontana di bronzo del Bartholdi, un fanciullo intento a bere da una fiaschetta, quindi perdetevi nella Petite Venise, il lato romantico di Colmar.

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È possibile fare un tour in barca lungo i canali dove, per passare sotto alcuni ponti bisogna persino chinare la testa…

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A noi questa città ha fatto semplicemente sognare.

E voi siete mai stati a Colmar? O qualcuno di voi ha sperimentato località meno note, ma altrettanto interessanti, in Alsazia? Se sì lasciateci le vostre impressioni nei commenti qui sotto.