#AleVale&SamiToCapeTown: riflessioni di due genitori in viaggio

Di partenze ne abbiamo fatte tante, ma nessuna come questa. Essere genitori ti cambia visceralmente e per una insicura come me significa avere dubbi, su dubbi, su dubbi…(ho detto dubbi?)

Essere genitori, si sa, cambia anche il tuo modo di viaggiare.

Il tuo bagaglio viene ridotto al minimo (in pratica, solo le mutande), mentre per il pupo, tra pappe, body e tutine per le quattro stagioni, bavaglini, giocattoli, biberon e compagnia bella, si potrebbe aprire un bazar.

In aereo puoi anche scordarti quelle maratone di film con cui ti piaceva tanto passare il tempo. Io ero capace di guardarne anche 3-4 per volta, entrando in un inquietante loop che quasi mi faceva odiare il pilota quando avvisava dell’imminente atterraggio, magari bloccandomi il finale.

Con un bambino l’unica cosa che conta è riuscire a farlo stare il più possibile comodo, lui che ha viaggiato sulle nostre gambe per tutto il tempo, intrattenendolo con giochi e chiacchiere. A terra si fa attenzione a tutte quelle facilities a prova di mammifera, e quindi fasciatoi, passeggini di cortesia, dove poter scaldare la pappa nel più breve tempo possibile, tanto che in futuro non mi dispiacerebbe scrivere un post al riguardo. Ma ho ancora troppa poca esperienza.

Per il momento dico solo che ho passato giorni a chiedermi come Samuele avrebbe preso questo lungo viaggio, cosa avrei potuto fare in aereo e in aeroporto per cercare di alleviargli la fatica ma, come spesso succede, il nodo si scioglie da sè ed è sempre il bambino a indicarti come fare, è lui che conosce le risposte e te le indica in maniera chiara, lineare, e tu non devi far altro che ascoltare. Mi sono quasi sentita stupida ad aver avuto tutti quei dubbi…

Per quel che riguarda noi “grandi”, possiamo dire che tutte le nostre aspettative, molte delle quali raccontate qui,  sono state ampiamente soddisfatte… Anzi, forse anche qualcosina di più, considerando che questo è nato come un viaggio di lavoro.

Di sicuro io che prima di partire pensavo che una settimana intera sarebbe stata troppa da dedicarle, ora posso dire che sette giorni sono troppo pochi, e che per vedere città e dintorni per bene e capire Cape Town, immergendosi nella sua straordinaria cultura, necessita di ben più tempo.

Io non sarei più andata via. Ho persino vagheggiato all’idea di trasferirmi qui, un giorno…

Più in là arriveranno post utili, anche per chi viaggia con minori, e approfondimenti vari, ma per ora vi lasciamo leggere le pagine del diario come sempre scritto in presa diretta, a caldo, correlato da foto.

Abbiamo provato a dividerlo in puntate, per evitarvi dei papiri e rendere la lettura più snella. Tuttavia, speriamo di non annoiarvi troppo…;)

Buona lettura,

AleVale&Sami.