Una settimana a Cape Town: Kirstenbosch

Stamattina Vale sarà impegnato al centro conferenze quindi ne approfitto per recuperare un po’ di forze restando in camera con il piccolo il quale, profondamente addormentato, mi permette di buttar giù qualche riga.

Alle 14:00 papà torna a casa e anche se il tempo non è dei migliori, anzi, minaccia di piovere, con i nostri amici saliamo sulle colline a est di Cape Town per visitare i Giardini Botanici di Kirstenbosch.

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Fondato nel 1913, questo importante giardino ospita circa 7000 specie autoctone e, come tale, è unico nel suo genere. È enorme, sono quasi 60 ettari, ma la visita è semplificata dalla presenza di cartelli che vi sapranno indicare il cammino tra piante di origine desertica o da habitat umido e lussureggiante. E tutto in cambio di una piccola offerta.

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All’interno c’è una esposizione permanente di sculture, mentre ogni domenica è possibile seguire concerti en plein air.

Mi piace che gli abitanti della città lo considerino il loro parco, e anche oggi, nonostante la giornata uggiosa, sono moltissimi quelli che se ne stanno all’aria aperta a rilassarsi facendo un picnic.

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Ci fermiamo per un tè caldo al baretto accanto l’ingresso. Gentile come sempre il personale che vedendo il bambino ci regala una barretta di cioccolato. Diamo un’occhiata al bellissimo negozio di souvenir dove si possono trovare tanti articoli per la casa, di abbigliamento, giocattoli, tutti prodotti artigianalmente per aiutare le comunità locali. E i prezzi sono ovviamente convenientissimi vista la valuta…

Torniamo in albergo giusto il tempo di far sfogare la pioggia, quindi usciamo per andare in centro a cena nel famoso ristorante Mama Africa.

Si trova lungo Long Street, un originale palazzo ad angolo le cui facciate sono completamente dipinte e affrescate con i caldi colori della terra. Il simpatico bodyguard all’ingresso ci demoralizza un po’ quando ci spiega che molti prenotano un tavolo addirittura un mese prima e noi che siamo in quattro più un bambino nutriamo ben poche speranze di trovare posto. Ci raggiunge il manager del locale, un giovane ragazzo molto gentile, che ci invita a tentare una altra volta, visto che gli unici posti disponibili sono al banco del bar e per di più vicini alla band che si sta esibendo dal vivo. Suoni di percussioni provengono dall’interno, ovattati, come l’atmosfera che sembra regnare qui dentro, posso indovinarla scrutando tra le vetrine, luci soffuse e odore gradevolissimo di cibo. Purtroppo domani partiamo quindi non avremo altre possibilità, ma ringraziamo il proprietario e torniamo alla macchina, parcheggiata a pochi metri da qui.

Il tragitto è breve, ma a me è sembrato infinito visto che veniamo raggiunti da un ragazzo bianco che improvvisamente attraversa la strada con noi e ci segue. Ha barba e capelli incolti, forse ha problemi psichici, e tiene costantemente una mano nascosta sotto il cappotto, tanto da aver pensato terrorizzata a una possibile arma pronta da sguainare qualora non fossero arrivati i soldi tanto reclamati. Fortunatamente il nostro amico, che viene proprio affiancato dallo sconosciuto, ha preso l’abitudine di girare con qualche spicciolo nelle tasche, e gliene dà una quantità che sembra soddisfarlo. Come se non bastasse anche il parcheggiatore accorre in nostro aiuto e scaccia il ragazzo urlandogli qualche frase incomprensibile. 

Con l’aria di chi ha appena scampato un pericolo, e forse è così per davvero, torniamo nella rassicurante zona del Waterfront, a esplorare la parte aldilà della ruota panoramica, ricca anche essa di locali e bei negozi di souvenir. C’è anche un pittoresco ponte levatoio tutto illuminato a festa che permette l’accesso alla banchina del porto dove ci si può imbarcare per raggiungere Robben Island.

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Accanto al pontile per gli imbarchi fate caso alle dolcissime foche barbute, tipiche del Sud Africa, che allieteranno l’attesa in coda. A quest’ora la maggior parte se ne sta pigra a oziare satolle di pesce, ma qualcuna si concede una nuotatina notturna al riparo del molo.

Cominciamo ad avere fame, quindi entriamo nel vivace mall per scegliere il ristorante dove mangiare. Il locale si chiama Cafè Grill, un posto accogliente con tavoli in ebano e interi pezzi di biltong in vetrina…Slurp!

Ordiniamo della carne squisita, si potrebbe tagliare con lo sguardo, e assaggiamo anche il facocero e il coccodrillo, quest’ultimo per me sorprendentemente buono e saporito.

Penso con incipiente nostalgia che domani a quest’ora saremo in viaggio di nuovo verso casa e nonostante la bella serata mi prende un po’ di tristezza.

Tornati in camera ci mettiamo subito a fare i bagagli. Domani il check out sarà alle 10:00 (argh!!) e abbiamo timore di dimenticare inevitabilmente qualcosa, soprattutto del bambino. Stremati andiamo a dormire all’una passata. Con poca, pochissima voglia di chiudere le valige.

Giorno 0: in viaggio verso il Sud Africa

Giorno 1: Victoria&Alfred Waterfront

Giorno 2: Western Cape&Cape of Good Hope

Giorno 3: Table Mountain e il calore del popolo africano

Giorno 4: Long Street, BoKaap e Waterfront

Giorno 5: Chapman’s Peak

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

13 pensieri riguardo “Una settimana a Cape Town: Kirstenbosch

  1. Mamma mia ogni volta le immagini son più emozionali dei post precedenti!
    Questi luoghi sono proprio da film! Le prime, in particolare, sembrano tratte da King Kong di Peter Jackson!
    Anche io non avrei mai voluto fare i bagagli…

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  2. Sono stata assente per un po’ quindi ho dovuto riprendere articoli del vostro viaggio che mi ero persa… complimenti per il racconto!mi piace modo di raccontare le cose, così semplice e genuino… il calore del popolo africano mi sembrava di sentirlo anche sulla mia pelle! Sarà che mi piacciono molto i fiori, ma i giardini botanici sembrano stupendi! 🙂

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    1. Ciao Martina! Quando sei tornata? Ho visto che hai pubblicato un articolo su Taichung… Me lo sparo stasera subito appena metto il pupo a nanna 😉 Io ho un debole per i giardini botanici, ma devo dire che questi, incastonati come sono tra quelle montagne verdi, sono davvero una bellezza. Grazie per essere passata, sei sempre gentilissima! Un bacio, buon weekend!

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  3. Immagini sempre più belle ragazzi! Il vostro viaggio ci ha colpito e ci ha permesso di scoprire una parte d’Africa che davvero vorremmo visitare! Ma davvero la carne di coccodrillo è così buona?! Oddio, non so se riuscirei a mangiarla!!! Ahahah
    Che bellissime esperienze ragazzi! ❤️

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    1. Ho avuto qualche dubbio, ma Vale ha insistito nel farmela assaggiare a tutti i costi che alla fine ho ceduto… Avete presente quei bei polletti ruspanti e saporiti? E tenerissimo poi…Ah, se ci ripenso…;)

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  4. Quello che mi ha colpito di più è la foto chr avete scattato di notte con tutte le lucine che fanno brillare le strutture. 🙂 Beh il coccodrillo andava assaggiato anche se al posto tuo non so se ci sarei riuscita! Ahahah Buon rientro!

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