Nuova Zelanda: 15 giorni nella Terra di Mezzo

La Nuova Zelanda intimorisce e mette soggezione.

Anche dopo giorni sul posto il mio rapporto con essa era timido, quasi referenziale, come a non volerci ancora credere che effettivamente fossimo lì, cioè, per davvero.

Non ho mai osato metterla in una wishlist perché mi sembrava troppo, qualcosa di innominabile, una di quelle mete che tutti i viaggiatori prima o poi sognano, ma che per un motivo o per un altro, rimane difficile da realizzare.

Lontana, aspra, selvaggia, rievoca immaginari collettivi di avventure senza tempo, complice il successo planetario de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, certo, ma queste due isole, messe lì in mezzo al Pacifico, portano con sé anche tutto il fascino della cultura maori. E a me, passata l’incredulità dei primi giorni, ha letteralmente conquistato.

Sia chiaro, il mio rapporto con lei non è stato per niente facile.

In certi giorni l’ho maledetta. Per il troppo freddo, per la troppa pioggia, per le esagerate ore di fuso orario che mi hanno mandato fuori di testa. Mi ha fatto battibeccare con Valerio sul perché l’avessimo scelta come meta per il nostro viaggio di nozze (“sempre cose difficili noi, se no non siamo contenti“) lasciando a casa il nostro marmocchietto (che ci è mancato come mancano poche cose al mondo). Mi ha fatto imprecare, mi ha fatto avere nostalgia del caldo e di casa. Alti e bassi con la Nuova Zelanda, come nelle migliori storie d’amore. Ma alla fine, con quei panorami che si ritrova, sa come farsi perdonare, la ragazza!

La Nuova Zelanda lascia a bocca aperta per la varietà dei panorami che sa offrire. Ecco, varietà, la parola chiave.

Si passa dall’eleganza di Auckland, alle coste frastagliate della penisola di Coromandel. Dai pascoli fertili di Matamata, ai paesaggi lunari di Rotorua. Dall’affascinante desolazione del Tongariro National Park alla struggente bellezza dell’Abel Tasman.

La cosa davvero difficile da decidere è stata cosa vedere in due settimane, quale delle due isole prediligere. È più bella quella nord o la sud?

Noi abbiamo dato precedenza a quella nord, perché è  impossibile in 15 giorni vederle entrambe. Un po’ per comodità , atterrando ad Auckland, un po’ perché d’inverno è molto più praticabile della sud, ricoperta com’è di ghiaccio. Vista la nostra mancanza di attrezzatura (e la nostra preparazione atletica pari a quella di un bradipo obeso) abbiamo optato per la nord. 😉

15 giorni, 2000 km. Se vorrete seguirci in quest’avventura, presto arriveranno i racconti legati a ciascuna tappa. Intanto vi lasciamo la mappa completa del nostro itinerario. A presto!

  1. Auckland (3 notti)
  2. Penisola di Coromandel- Hahei Beach (Cathedral Cove) 1 notte
  3. Verso Matamata (Hobbiton) per Rotorua (2 notti)
  4. Tongariro National Park (2 notti)
  5. Wellington (2 notti)
  6. Picton (Isola Sud) fino a Abel Tasman National Park (2 notti)
  7. Ritorno a Auckland con aereo da Blenheim e si torna a casa