#ConoscoUnPosticino…The Mariner’s Wharf

A Città del Capo abbiamo mangiato bene un po’ovunque, soprattutto la carne, dal manzo, al coccodrillo, al facocero, in tutte le sue declinazioni: stufata, grigliata, essiccata, come ripieno per le quiche…

Ma il Sudafrica è famoso anche per il suo mare e il posticino di cui vogliamo parlarvi oggi è specializzato in pesce. Ma il pesce quello buono buono e in una location da favola.

Come vi abbiamo raccontato nel nostro diario di viaggio, il quinto giorno a Cape Town siamo andati alla scoperta del Chapman’s Peak, e tornando, abbiamo fatto una breve deviazione per Hout Bay.

Questa spiaggia ci piace da subito, piena come è di vita e di gente, incastonata tra il mare, un pittoresco porticciolo, dove potrete ammirare magnifiche creature (vi ricordate di Mr. Brown?) e il locale di cui vi avevamo accennato qui.

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Il Mariner’s Wharf è un grande contenitore tuttofare. Un po’ mercato del pesce, un po’ negozio di souvenir , friggitoria al piano terreno e, al piano di sopra, uno dei migliori ristoranti di pesce al mondo.

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Non la stiamo sparando grossa. C’è un articolo di giornale messo sotto teca che lo annovera tra i migliori su tutto il globo, ma c’è da dire che il trafiletto è ingiallito dal tempo e magari nel frattempo le cose sono cambiate.

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Quello che secondo noi non è cambiato è la bellezza di questo posto. Non siamo entrati in un locale, siamo saliti a bordo di una nave.

Gli ambienti sono tutti in legno, grandi assi che cigolano sotto i nostri passi, divanetti imbottiti dello stesso materiale usato per le sedute in barca, oblò e boccaporti al posto delle finestre, tutti rivestiti rigorosamente in ottone.

La stessa insegna del Mariner’s è ricavata da una barca vera appesa lungo la terrazza panoramica, con lo scafo mezzo arrugginito e i gabbiani che la usano come trespolo.

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Lo staff, o meglio, l’equipaggio, è  tutto in divisa, pantalone navy alla zuava, maglietta a righe bianche e blu, berretto in stile Popeye, con pon-pon rosso.

Il cameriere che si occuperà  di noi è  un ragazzone di colore di nome Michael. Ci chiede da dove veniamo e quando gli rispondiamo”Rome” ripete tutto contento “Totti! Totti! Francesco Totti!” (c’è già simpatico…).

Ci apparecchiano fuori, davanti la vista mozzafiato del mare, da qui possiamo sentirne l’odore, e ci fa accomodare su pesantissime sedie di piombo a prova di mareggiata.

Ordiniamo delle ostriche freschissime, un chowder con pesci locali e un cocktail di gamberi con avocado. Un filetto di kingklip, un pesce a carne bianca gustosissimo, tipico di questi mari, un curry di gamberi e due golosi sundae con amarena, come lo servono qui, e non con il consueto cioccolato.

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Ostriche, shrimp cocktail e seafood chowder.

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Kingklip con burro al limone

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Shrimp curry.

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Sundae

Menzione d’onore per la birra, prodotta artigianalmente dal locale, una chiara dal nome e il logo assolutamente calzanti, The Olde SeaDog (avrei pensato si dicesse Sea Wolf, e invece no.. strani sti inglesi).

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Ahoy!

La soddisfazione è totale, anche dopo il conto. Se siete a Cape Town non avete scuse per non allungarvi fin qui 😉.