Tutti i taxi di Dubai: racconto breve di uno scalo lungo

Ci eravamo ripromessi di trascorrere a Dubai un weekend lungo prima o poi, incuriositi da cosa celasse uno dei più rampanti poli economici al mondo , ma il caso ha deciso per uno scalo lungo, di ritorno dalla Nuova Zelanda, quindi ci siamo detti “perché no?“, e usciti dall’enorme aeroporto con un timbro in più sul passaporto (cosa che ci riempie sempre di gioia), abbiamo chiamato un taxi per cominciare l’esplorazione.

Se si dispone di poco tempo il taxi è il mezzo ideale per visitare Dubai. Costa poco, copre l’intera area cittadina (dalla cartina mica avevo capito quanto fosse grande questa città) e soprattutto… c’é l’aria condizionata!

Ah ragazzi, quanto si suda a Dubai! Alle 6 del mattino, quando cioè siamo usciti dall’aeroporto, c’erano già 38 gradi! Un caldo umido, appiccicaticcio e spossante che subito dà alla testa. E io che pensavo di approfittare delle ore più fresche…

Il nostro taxi è guidato da una donna. Porta grandi occhiali da sole, trucco pesante e ha un velo rosa a coprirle la testa, come il tettuccio della macchina che guida. Fa parte di una compagnia che arruola solo autiste donne, in modo da dare un’immagine più moderna al mondo e contemporaneamente pagandole meno rispetto ai colleghi uomini (?). Mi lascio andare al mio flusso di pensieri (maligni) mentre dal finestrino scorrono le immagini di una città ancora mezza addormentata.

Dubai è un susseguirsi di opere futuristiche (come la metropolitana sopraelevata, guidata solo da computer), e prodotti di lusso come automobili, accessori firmati, alberghi. Sì, anche loro entrano di diritto nella lista dei beni da ostentare, una gara tra ricchi a chi ce l’ha… più alto, quasi un gioco, una versione araba di Monopoli piena di eccessi.

Ci facciamo portare al suk. Vorrei partire dalle basi, cercare di indovinare come fosse Dubai prima della scoperta del petrolio e lasciarmi affascinare dal contrasto tra vecchio e nuovo, tra passato e presente. Ma il suk è un po’una delusione e non è affatto come mi aspettavo. Intanto è  tutto chiuso. La ragazza ci dice che non aprirà niente prima delle 10, orari un po’ comodi per il mercato di spezie e tessuti che mi ero immaginata. Ma qui intorno non ci sono aree per  bancarelle e mercanti. Ci sono solo negozi di elettronica,  condomini sgarrupati e le strade sono gremite di uomini vestiti di bianco che si muovono in gruppo.

Chiedo alla tassista che fine abbiano fatto le donne, sembra una città di soli uomini e lei mi risponde che il Ramadan è  finito ieri e che oggi la prima preghiera del mattino è solo per i capi famiglia che si accingono a uscire dalle moschee.

Sono tanti quelli incuriositi dal passaggio di questo taxi mezzo rosa guidato da una donna. Molti tirano bacetti in modo provocatorio, altri urlano contro di lei (o noi) qualcosa di incomprensibile, ma la tassista è tosta e si fa strada strombazzando il clacson a più non posso.

Ci facciamo condurre al grattacielo più alto del mondo, il Burj Al Khalifa, vicino il Dubai Mall. Sembra l’opera di un bambino che si è divertito a inserire i suoi lego cilindrici l’uno sull’altro per la bellezza di 829 metri, ma è sicuramente d’impatto, soprattutto con i giochi d’acqua della fontana alla base, a quest’ora spenta.

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Muoio per mangiare qualcosa, ma anche il mall è ancora deserto, quindi non possiamo far altro che chiamare un altro taxi per andare a vedere la “Vela“ovvero il Burji Al Arab.

Me lo aspettavo più grande, anche se è indubbiamente bello. Avevo letto da qualche parte che è l’unico albergo a sette stelle del mondo, e sbirciando sul suo sito internet scopriamo anche perché. Al suo interno ogni appartamento dispone di  un maggiordomo h24 per soddisfare qualsiasi richiesta.

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Immagino questo poveretto impalato in corridoio come una guardia ad aspettare i capricci di qualche paperone e alle case-caserma che abbiamo  visto poco fa nella parte vecchia e penso che ormai il gap economico è tristemente incolmabile…

Per fare una foto decente ci si deve allontanare. L’area è blindata e si può  accedere solo se ci si soggiorna o se si ha un tavolo prenotato in uno dei ristoranti stellati al suo interno.

Il tassista ci chiede se alloggiamo qui, non so se per comunicarlo agli uomini in guardina e quindi per permetterci di entrare o per spillarci più soldi per la corsa (visto che non ha fatto partire il tassametro). Gli rispondiamo ridendo che non siamo così ricchi e lui senza dire una parola, ma con evidente delusione, si accosta e ci fa scendere. Anzi che non ci ha fatto scendere in corsa…

Per fotografare la Vela dalla spiaggia i due guardiani ci suggeriscono di proseguire a sinistra costeggiando un parco di divertimenti acquatico. Ma la spiaggia è lontana e constatando che persino chi aspetta l’autobus sta meglio di noi (le fermate sono delle comode cabine con aria condizionata), chiamiamo un terzo taxi per raggiungere La Palma.

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La Palma dall’alto. L’immagine è tratta da Google Images, ma a meno di non avere a disposizione un drone o un elicottero, è impossibile fare una foto d’insieme della struttura.

Questo è  un mastodontico complesso alberghiero completamente costruito sull’acqua. Metri e metri cubi di sabbia sono stati portati via dai fondali del Golfo Persico (mi chiedo se qualche ambientalista si sia fatto sentire e, in caso affermativo, se la notizia è  stata opportunamente taciuta) per dare vita a questa città che dall’alto ha proprio la forma di una palma.

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Vista del Burj Al-Arab dalla Palma

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L’anello esterno della Palma

Da fuori non mi piace nessuno di questi alberghi. Sono un mix di vari generi architettonici, ma sembrano finti, artefatti, come quelle costruzioni che si trovano a Gardaland. E poi sono talmente grandi che mi domando se mai riusciranno a riempirli tutti.

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L’ingresso al monumentale Atlantis the Palm.

Mi viene in mente Las Vegas, un’altra città nel deserto dove si contano più alberghi che case, ma qui è tutto diverso.

Dubai non ha l’aria scanzonata e ironica di Las Vegas che, al contrario , non si prende mai sul serio. Dubai è un po’ secchiona, vuole essere la prima della classe a tutti i costi e forse per questo mi risulta un po’ antipatica.

Ci facciamo lasciare dal nostro quarto autista in zona Marina.

All’inizio l’uomo sembra timido e taciturno, ma quando gli chiediamo quando è  stata l’ultima volta che è piovuto non la smette più di parlare, trovando la nostra domanda divertente. La pioggia c’è stata solo due volte in un anno, ininterrotta, tra gennaio e febbraio, due giorni vissuti come un incubo per via della totale assenza di rete fognaria. E ci credo, poveracci.

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La Marina è la zona dove i turisti vanno a villeggiare. C’è la spiaggia e anche se è  presto comincia a vedersi qualcuno in giro con costumi e teli mare, oltre a qualche pazza che fa jogging spingendo il passeggino con dentro un povero bimbo disidratato che ha avuto la sfortuna di avere come mamma una fissata per gli sport, a queste temperature direi quasi estremi.

C’è un locale aperto che fa solo centrifughe, spremute e smoothie (sì, vi prego datemi da bere!) quindi davvero molto stanchi per le tante ore di volo e per l’abbigliamento non proprio estivo, ci rifugiamo in aeroporto.

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Street art a Dubai

Non so se mai tornerò a Dubai, ma di certo mi è rimasta la curiosità di vederla di notte, per vedere l’effetto che fa.

Credo mi annoierei a morte per periodi più  lunghi di soggiorno, all’ennesimo centro commerciale, all’ennesimo super hotel, ma se dovesse ricapitare un stop over lungo non esiteremmo a girarla di nuovo (visto quanto è semplice entrare e uscire dall’aeroporto, senza visti provvisori o chissà quali permessi) e meglio, magari sperando di capitare a un orario in cui la città sia un po’ più viva e… meno calda (?).

 

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

24 pensieri riguardo “Tutti i taxi di Dubai: racconto breve di uno scalo lungo

  1. Da come l’hai descritta credo che neanche io riuscirei a stare a Dubai a lungo. Non nego che la curiosità di vedere una città così moderna è forte ma l’idea di passare da un’aria condizionata all’altra non mi entusiasma.

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  2. Addirittura condomini sgarrupati?! Dubai insomma si conferma come la destinazione più deludente fra blogger! Da come la descrivete tutti l’aeroporto è in effetti la parte più emozionante 😛
    Diciamo che il timbro sul passaporto è stata l’unica cosa positiva! ^_^
    Comunque mamma mia…l’afa riesco a percepirla anche dal cielo delle tue foto!

    PS: io davvero non ci posso pensare…il maggiordomo a 7 stelle e non hanno la rete fognaria??!!

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    1. Hai detto bene Daniela, maggiordomo 7 stelle e manco le fogne. Ci sono dei camion che passano per ogni albergo, per ogni palazzo, a raccogliere i reflui che poi vengono portati nel deserto. Avevo letto un articolo su un quotidiano tempo fa, di come queste file di camion pieni di m*** provocassero lunghe code e disagi sulle loro autostrade. Io lo trovo un sistema allucinante. Dubai è allucinante…Le foto che vedi sono le poche che siamo riusciti a scattare visto che l’obiettivo si appannava in continuazione…😦 Ciao e grazie!

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  3. Questa roba dell’albergo a 7 stelle mi lascia senza parole: non riesco nemmeno a immaginarmi il lusso che possa esserci in un posto del genere – magari hanno i rubinetti d’oro? E chissà i prezzi! A un certo punto tutto quel lusso diventa quasi immorale, soprattutto considerando che poi non ci sono le fogne.
    Buona giornata 🙂

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  4. Ecco…diciamo che se avevo una mia idea di Dubai, ora, dopo aver letto il tuo post posso confermare che non sarebbe posto che fa per me. Non riesco a trovare qualcosa di positivo che mi faccia dire che valga la pena andarci apposta…un grande parco divertimenti (per pochi) dove tutto e’ finto e costruito ad hoc per ostentare opulenza…giustamente avete approfittato dello scalo lungo e penso sarebbe l’unica occasione per rendersi conto di cos’è Dubai

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  5. Anche a me Dubai non attira molto, però sì se dovessi avere uno scalo lungo probabilmente non esiterei a visitarla. Davvero si può entrare senza particolari visti?
    Riguardo la faccenda del lusso sfrenato, andando in Thailandia abbiamo fatto uno scalo di un paio d’ore all’aeroporto di Doha (Qatar) e dagli scarichi del wc veniva giù acqua calda! A questo punto spero che i tubi fossero all’esterno al sole… ma non ne sono poi così sicura! 🙂

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    1. Mai usciti da un aeroporto con più facilità, Giulia. Si vede che vogliono incentivare il più possibile le visite e quindi danno un’occhiata fugace ai passaporti e via, sei già in giro per le strade di Dubai.
      Voglio davvero sperare che fossero al sole quei tubi…altrimenti sai che spreco inutile di energia….mah…
      Sei tornata prima dall’Albania poi?
      Ciao Giulia, grazie.

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      1. Buono a sapersi per il prossimo scalo di lunga durata. Sì, alla fine ho prenotato il traghetto per giovedì sera, dovrei arrivare venerdì mattina in Puglia. Mi dispiace non essere rimasta di più in Albania, veramente un posto carinissimo, ma ho poco tempo purtroppo. Buona serata!

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  6. 38 gradi alle 6 del mattino?! No no, non è proprio la città che fa per noi.
    Però sicuramente è interessante, potrebbe sembrare come un universo a parte dove le cose si sono già evolute parecchio, forse le cose più delle persone ecco.
    Non so perché ma non mi attira più di tanto, non spenderei i miei soldi per farmi un’intera vacanza in quel di Dubai come ho visto fare a molti anche più di una volta.
    Mettiamo caso che Dubai fosse un negozio , è una vetrina di gran lusso, con prodotti che a stento puoi guardare per quanto costano ma che ti fanno rimanere a bocca aperta sicuramente. Io però preferisco i piccoli negozi vintage, con la roba colorata e all’esterno fiori che si arrampicano sulla facciata del negozio. 🙂

    Forse Dubai è uno di quei posti che nel mondo non possono piacermi.
    Ps. Scusate se siamo assenti in questo periodo ragazzi, ma il sito ci sta portando via tutte le energie. ❤️

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    1. Hai fatto un paragone perfetto Lou. Io l’ho trovata un po’ sfacciata, sai quelle ricche signore a cui piace ostentare? Ecco, così. Però dovrei vederla di notte, tutta illuminata, con lo skyline al massimo della forma prima di demolirla del tutto. Le darei un’altra possibilità, ma solo se capitasse un altro scalo lungo. Mi romperei troppo le scatole a Dubai! 😉 Sono molto curiosa di vedere il nuovo blog. Ho letto che vi sta facendo impazzire. Mi spiace non capirci niente, altrimenti avrei provato a darvi una mano. A presto ragazzi, e grazie 😍

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  7. Dubai mi incuriosisce moltissimo, però forse non da pianificarci un’intera vacanza! Prima o poi spero di riuscire a incastrarci uno stop-over come avete fatto voi, ma non credo che resisterei lì più di uno o due giorni!

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    1. Quello dello stop over rimane una buona soluzione per soddisfare la curiosità di vedere come è Dubai….Altrimenti, anche noi, mai l’avremmo considerata come tappa definitiva di un viaggio….;) Ciao Dile, grazie!

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  8. Un ennesimo no per Dubai quindi…o meglio Ni. In effetti non so quale fascino debba contenere una città costruita a tavolino, ma se dovesse passarci credo che visiterei delle zone li nelle vicinanze. Bell’articolo!

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  9. Ciao Ale, anche io prenderei al volo l’occasione di uno scalo lungo per visitare Dubai, ma anche Abu Dhabi, di più non mi attira. Il caldo, la sua artificialitá…non penso facciano per me, mi piacciono posti più semplici e meno moderni! Una mia amica per un periodo ha fatto la hostess emirates, postava foto assurde, gente che per fare la spesa prendeva la Maserati! !! E poi 3000 regole per le donne, dal non poter bere dalla bottiglietta a non poter mangiare chewingam in metro! !!

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    1. Beh,chi non prende la Maserati per andare a fare la spesa? 😂 No vabbè, cose assurde… Ostentazione alla massima potenza… Decisamente non fa per me… Eppure conosco tanta gente che sceglie Dubai proprio per passarci le ferie, per il suo mare che però a me non è sembrato granché. Mah…il mondo è bello perché è vario…o avariato (?) 😂

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      1. Due settimane a Dubai! ?! Non ci sono mai stata ma per così tanti giorni non mi ispira proprio! Anzi non mi ispira per più di uno scalo lungo! Questa ragazza era rimasta allucinata, dopo pochi mesi si licenziò e tornò in Italia!

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