Una settimana a Creta

Creta non è stato uno dei nostri soliti viaggi, passati a scoprire un posto nuovo ogni giorno, spesso macinando chilometri.

Creta è stata una vacanza all’insegna del relax, quello vero, quello delle sveglie comode e delle colazioni abbondanti che profumano di uova e caffè, quello dell’acqua infinitamente blu di una piscina e dell’odore di crema solare, quello del segno del costume e delle cene al fresco.

Creta è stata la location perfetta per la seconda parte del nostro viaggio di nozze, quella pensata per noi tre, per riprendere fiato dopo due settimane a zonzo per la Nuova Zelanda.

Potremmo dire che abbiamo girato poco per via del bambino, che ci siamo dovuti adattare ai suoi tempi, pisolini e pappe, ma non è così.

Abbiamo proprio scelto una vacanza del genere, che magari non è da vero blogger sempre sul pezzo, ma che (non pensavo l’avrei mai detto, sto decisamente invecchiando!) ci serviva proprio per riprenderci da tutta la fatica dell’ultimo periodo.

Tuttavia, pur passando molto tempo in albergo e nella nostra stanza (che avreste fatto voi con una piscina privata a vostra disposizione?!), in questo articolo ci piacerebbe parlarvi di quello che siamo riusciti a vedere, scambiare con voi qualche considerazione e magari provare a darvi qualche consiglio… In attesa del diario vero e proprio 😉

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Noi siamo stati solo una settimana, ed essendo Creta la più grande tra le isole greche, è impossibile riuscire a vederla tutta in così poco tempo.

Da Roma e Milano Malpensa partono voli diretti a Chania e Heraklion, la capitale, gestiti dalla Aegean, la compagnia di bandiera, con la quale ci siamo trovati molto bene, soprattutto dal punto di vista intrattenimento per bambini. Hanno dato a Samuele album e matite per colorare, adesivi, spillette … Avrebbero fatto presa se Sami fosse stato più grande, però insomma, l’impegno da parte loro c’è stato.

Importante è avere con sé una macchina per visitare l’isola. Se si viaggia con bambini, ma in generale per evitare di dover aspettare per tempi biblici i mezzi pubblici.  Abbiamo visto intere carovane di turisti alla ricerca disperata dell’ombra che non c’è alle tante fermate incontrate lungo la strada.

Abbiamo trovato prezzi un po’ alti chiedendo più preventivi alle varie compagnie di noleggio auto, probabilmente per l’alta stagione. Il più vantaggioso ci sembrava quello proposto dalla Economy, ma avendo letto delle recensioni pessime in giro su internet, non ci siamo fidati e abbiamo alla fine scelto la Budget.

Abbiamo soggiornato a Kolymbari, un piccolo villaggio a mezz’ora di macchina da Chania (che si pronuncia Xania), nella parte ovest dell’isola, in una città-albergo enorme, l’Avra Imperial Beach Resort &Spa (qui la nostra recensione su TripAdvisor).

Di solito non mi piacciono gli alberghi così grandi e impersonali… Preferisco di gran lunga la piccola struttura, raccolta, familiare, ma in questo caso mi sono dovuta ricredere, specialmente se quel che si cerca è la tranquillità.

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Ho trovato Creta, o almeno, la parte di costa che abbiamo visitato, più cara per il mangiare rispetto all’altro posto visto in Grecia, Rodi, dove se ti fermavi in una taverna alla buona per la strada non si arrivava a spendere più di 20€ in due. Non c’è stata una volta a Creta in cui siamo riusciti a spendere meno di 50 euro, cene semplici a base di meze, i loro sfiziosi antipasti, il corrispettivo greco delle tapas spagnole.

Abbiamo in generale trovato Creta bellaselvaggia, piena di turisti e un po’ trascurata.

La zona intorno a Elafonisi, per esempio, rinomatissima spiaggia di cui vi parleremo in seguito, ha un’unica strada per accedervi piena di buche, sabbia e massi, mentre il vicino Monastero di Chrisoskalitissas è in mezzo a un groviglio di piante spontanee, tra cumuli di immondizia, calcinacci, auto abbandonate lungo il sentiero.

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Il Monastero di Chrisoskalitissas

E’ vero che ne è passato di tempo dal nostro viaggio a Rodi (era il 2008), quindi forse non dovrebbe neanche sorgere il paragone, ma l’isola era splendida e ben tenuta ovunque. Probabilmente i segni della crisi economica sono nel frattempo emersi drammaticamente, nei numerosi negozi chiusi, negli scheletri delle case lasciate a metà perché sono finiti i soldi, nei tetti dai quali ancora sbucano pericolosi cavi metallici che chissà quando e se verranno mai coperti.

Quel che rende particolare Creta però è la sua anima turca.

L’isola infatti è stata sotto il dominio saraceno fino ad appena un secolo fa e gli echi di questo recente passato sono ovunque, nel cibo, nella musica, nelle architetture.

D’accordo le spiagge, ma le città di Creta sono bellissime!

Noi abbiamo visitato Chania e Rhètymno, due città portuali a cavallo tra Turchia e Venezia, l’altra grande dominatrice di questi mari, due città particolari con viali stretti, balconi a bovindo rivestiti in legno, taverne all’ombra di verande fatte di bounganville o foglie di vite.

Dedicheremo dei post a parte per le città, anche perché abbiamo una miriade di foto che ci piacerebbe condividere con voi.

Intanto vi segnaliamo alcune spiagge che secondo noi meritano una visita e qualche indirizzo per soddisfare la gola (che non guasta mai):

  1. Spiaggia di Elafonisi.

Partiamo con una facile. E’ la spiaggia più famosa di tutta l’isola, potete immaginare la moltitudine di turisti nelle ore più affollate e proprio per questo abbiamo preferito vederla nel tardo pomeriggio.

A differenza di molte altre spiagge cretesi, tutte di ciottoli, Elafonisi è coperta di morbida sabbia, ideale per chi viaggia con famiglie e bambini piccoli anche per via del fondale, basso per parecchi metri. Inoltre è attrezzata di lettini e ombrelloni, docce e servizi igienici, bar e taverne alla buona. Paesaggisticamente ce l’aspettavamo più sensazionale, viste tutte le foto che si trovano in giro riguardo il rosa di quella sabbia.

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Non credo sia la più bella spiaggia di Creta, ma senz’altro una delle più comode.

Bellissima la strada in macchina per raggiungerla da Kolymbari, invece, un percorso che si inerpica su e giù per la montagna, tra ulivi, caprette, villaggi addormentati e gallerie strettissime ad una sola corsia che ricordano i tunnel usati dai minatori.

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Suggestivo è il vicino Monastero di Chrisoskalitissas, come accennato sopra. La scalinata per giungervi è composta da novanta gradini di pietra, ma secondo la tradizione solo chi è puro di cuore riuscirà a vederne uno d’oro.

C’è una tale quantità di cani e gatti randagi non solo qui, ma per tutta l’isola, che avevamo preso l’abitudine di portare con noi un po’ di cibo e acqua in più. Se vi va fatelo perché secondo noi è una bella cosa.

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Per cena fermatevi alla Sunset Tavern. Vi apparecchieranno su una terrazza vista tramonto mare (e monastero) coperta solo da tralci di vite.

Il cibo è ottimo (credo potrei vivere di insalate greche e mizithra, una appetitosa crema di formaggio fresco), la birra Mythos ghiacciata al punto giusto e lo staff gentilissimo. “Kalespeeeera!

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2. Spiaggia di Ravdoucha

Lungo la strada per Kissamos abbiamo preso la deviazione per questa spiaggia incuriositi da una bianca chiesetta con annesso cimitero abbarbicato sui monti. Si spalancherà davanti a voi il mare, un’abbagliante distesa blu a perdita d’occhio, quindi continuate a scendere, e tornante dopo tornante, tra gli ulivi, noterete questa piccola spiaggia di ciottoli con un minuscolo porticciolo.

E’ talmente nascosta che l’ho trovata ideale per una fuga romantica. E’ selvaggia, ma comunque attrezzata. Ci sono lettini da noleggiare mentre gli ombrelloni sono gratuiti.

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3. Spiaggia di Afràta

Tra queste è la mia preferita. Proseguendo oltre Kolymbari vi imbatterete in un piccolo porto, poi la strada si fa sempre più in salita e dall’alto potrete scorgere i vari anfratti e le calette nascoste in questo impervio tratto di costa.

Il panorama da quassù è tra i più belli visti in questa vacanza e vi troverete a fare foto con timidi greggi di capre e leprotti che si aggirano sotto gli ulivi, talmente protesi verso il vuoto che sembrano volersi tuffare anche loro.

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Si arriva a un piccolo paesino di montagna, Afràta appunto, dove c’è una tavernetta favolosa all’aperto gestita da una famigliola, madre, padre e figlia adolescente, di una gentilezza e cortesia uniche.

Si chiama Tis Litsas Ta Kamomata.

All’interno vendono souvenir tra i quali sale marino, miele al timo, tipico dell’isola, cosmetici a base di burro di avocado.

A tavola ci sono piaciute le dakos, una specie di panzanella con pomodoro fresco e formaggio feta, l’insalata di avocado e aringhe, quella di polpo e lenticchie, i bulbi, croccanti radici di gelso sotto olio e aceto.

Tutti offrono a fine pasto il raki, una grappa tipica cretese, l’ouzo e una porzione di baklava.

Alla fine di questo pasto luculliano proseguite in macchina scendendo, vi sembrerà, nel cuore della montagna. E poi, eccola lì, una spiaggetta minuscola che è un gioiello incastonato tra le rocce, attrezzata e pulita. E’ gestita da un bar-taverna che organizza brevi gite in barca per i turisti. La spiaggia di Afrata è romanticissima e di notte, come l’abbiamo vista noi, ha un non so che di intimo e misterioso.

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Torneremo senz’altro per approfondire il discorso. Sentiamo come di avere un conto in sospeso con Creta.

E voi ci siete mai stati? Cosa ci consigliereste di non perdere assolutamente in occasione di una seconda volta sull’isola?