Copenhagen a piedi: itinerari per tre giorni

Per noi che siamo due grandi camminatori, il piacere di scoprire una città nuova a piedi è senza pari.

È una di quelle cose rigeneranti che sempre mettiamo in preventivo alla vigilia di un viaggio e Copenhagen, con le sue dimensioni minute e le sue mille cose da vedere, si è prestata molto bene allo scopo.

Vi andiamo a proporre degli esempi di itinerari che calzano bene per visite della città a piedi, ma volendo ci si può avvalere dell’aiuto dei mezzi pubblici, che come vi avevamo accennato, funzionano alla grande.

Giorno 1- La Copenhagen del potere: castelli, torri, giardini

Cominciamo la nostra visita di Copenhagen partendo dall’antica residenza reale. Con la metro arriviamo a Nørreport e visitiamo il Rosenborg Slot. In realtà, con il bel sole di oggi preferiamo restare all’aperto, nei Giardini Reali o Kongens Have.

dsc_0776dsc_0787Raggiungiamo a piedi Købmagergade dove svetta la Torre Circolare, o Rundetarn, uno degli osservatori astronomici più antichi d’Europa, costruito nel 1642 per volere di Re Christian IV.

È alta 209 metri e da lassù si può godere di una bella vista sulla città intera. Il biglietto d’ingresso costa 25DKK per gli adulti, 5 per i bambini.

Proseguiamo a piedi per lo Strøget, il viale dello shopping, pieno di gente ed artisti di strada.

dsc_0888dsc_0886Davanti la piazza dove spicca la Fontana degli Aironi c’è il Parlamento, il Palazzo di Christiansborg, dove hanno girato la serie tv “Borgen” e vicino lo strano edificio della Borsa, con una torre attorcigliata che termina in tre draghi.

dsc_0802dsc_0807dsc_0812dsc_0817dsc_0823dsc_0826dsc_0833Se si attraversa il ponte pedonale si raggiunge l’isola di Christiania. Noi costeggiamo la Borsa per andare a vedere la Biblioteca Nuova, un avveniristico edificio nero lucido che si chiama The Black Diamond. È il moderno proseguimento dell’antica Biblioteca Reale, che è proprio lì, dall’altra parte della strada. Entriamo nel cortile interno dove ci sono tanti bambini a caccia di Pokémon.

dsc_0834Oltrepassiamo le spesse mura di questo edificio e ci ritroviamo lungo H.C.Andersen Boulevard che porta dritti dritti ai Giardini di Tivoli, e proseguendo oltre, al Copenhagen City Hall e alla Stazione Centrale.

dsc_0868Dopo il pranzo all’Hard Rock Cafè, siamo tornati al Kongens Nytorv, dove c’è il celebre canale Nyhavn, con le sue casette e i suoi locali dalle facciate variopinte, credo uno dei luoghi più evocativi di questa città.

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dsc_0945Prima di inoltrarvi a piedi per questo delizioso angolo di mondo, fate caso al Charlottesborg, proprio all’imbocco del Nyhavn, un antico castello oggi adibito a centro espositivo di opere d’arte contemporanee. In questi giorni un artista ghanese l’ha completamente ricoperto di teli di iuta sporchi e mezzo rattoppati, sembrano stracci, e l’impatto è molto suggestivo. Ve ne parleremo in seguito.

Alla fine del canale c’è una spaziosa darsena accanto l’elegante edificio della Royal Danish Playhouse, con panche e tavoli per godere della vista che avrete davanti: Papirøen, dove avevano sede le fabbriche di carta stampata, ormai divenuta il cuore dello street food per tutti i gusti e il ponte pedonale sulla destra che vi porterà nel cuore di Christiania, ciminiere di industrie in lontananza e pale eoliche. Non bella come vista, ma dà l’idea di una città vibrante e sempre in fermento. Stanchi morti torniamo a Frederiksberg con la metro.

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Giorno 2- A spasso tra le architetture danesi: affascinanti simmetrie tra vecchio e nuovo

Con la metro scendiamo a Kongens Nytorv, ma invece di andare verso il Nyhavn proseguiamo per Amalienborg.

Questo viale elegante è pieno di gallerie d’arte, caffè, boutique di design, concessionari di auto che sembrano prototipi, direttamente dal futuro.

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dsc_0044Qui si trova il Palazzo Reale di Amalienborg, con le giovanissime guardie ai quattro lati della piazza pronte per il cambio.

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Di fronte, come incastonata tra i palazzi, la Marmokirchen, già vista nel film The Danish Girl, a ingresso gratuitoSe siete stati a Parigi noterete una certa somiglianza con il Duomo…

dsc_0985Davanti ancora la banchina che affaccia sull’Opera, in una sorta di cannocchiale visivo, uno inanellato nell’altro, perfettamente simmetrici.

img_20161014_202450Passando per moderni giardini lastricati in marmo a ridosso del mare, arriviamo alla Fontana di Gifion che sprona i suoi figli trasformati in buoi a lavorare affinchè, secondo il mito, il re di Svezia le potesse concedere un appezzamento di terra grande quanto quella che la donna sarebbe riuscita ad arare in una notte.

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dsc_0047Proseguite oltre per la Sirenetta, statuetta minuscola, è vero, ma tanto bellina, sembra quasi voler essere lasciata in pace dai flash con quello sguardo assorto e rattristato.

 

Siete a due passi dal Castellet, un’antica fortificazione a pianta esagonale completamente circondata da un fossato a forma di stella. Si può visitare gratuitamente ed è una delle cose che più mi sono piaciute della città. Oltre alle tipiche casette rosse, ancora più brillanti con il foliage dei salici circostanti, troverete anche una chiesa anglicana, la Saint Alban.

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dsc_0096Torniamo indietro passando accanto al Museo del Design quindi siamo di nuovo a Nyhavn.

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dsc_0142Proseguiamo affamati verso l’isola di Papirøen, dove un vecchio capannone è stato adibito a mega contenitore di chioschi che propongono street food al tepore di vecchie stufe a legna. Cibo da tutte le parti del mondo, dalla pasta italiana, ai tacos messicani, dagli smørrebrod locali, ai wraps vegani. Assaggiamo anche un dolce tipico danese, una specie di manicotto di marzapane ripieno di cacao. Una delizia.

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Passiamo per Christiania per andare a riprendere la metro fino a casa.

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Giorno 3-A spasso per il quartiere di Frederiksberg

E’ il quartiere dove abbiamo soggiornato e vale senz’altro una visita. Si può scendere alla fermata della metro omonima o a Fasenveji e da lì cominciare a girare a piedi.

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La fabbrica della Carlsberg si trova qui e si può visitare al costo di 70 DKK (circa 9 euro). Avevo letto che i tour guidati, perchè ce ne sono di più tipi, si devono prenotare in anticipo e che alla fine di ogni visita ti offrono una birra.

Prendete per Gammel Kongeveji se avete voglia di acquisti o di un boccone. Si tratta di una larga strada elegante piena di ristoranti, soprattutto italiani e negozi, anche di oggettistica di design.

JpegSe invece volete andare al Frederiskberg Have, proseguite su Sondre Fasanveji, che condurrà dritti dritti a questo meraviglioso parco, dove ha sede la residenza del principe Federico II. All’interno vi è lo Zoo di Copenhagen, ma non lo abbiamo visitato, come vi abbiamo scritto qui.

dsc_0738dsc_0733dsc_0730dsc_0725È considerato un quartiere tranquillo ed elegante servito da mezzi, farmacie, supermercati. Se dovessimo mai tornare a Copenhagen, non ci dispiacerebbe soggiornare di nuovo qui.