#Exploreading: i libri che ci fanno viaggiare da fermi

Chi dice che “non viaggia mai“mente. Tutti viaggiamo. Tutti i giorni. E non intendo il tram o la macchina per andare in ufficio tutte le mattine.

Per viaggiare non occorre sempre e solo chiudere una valigia, alzare i tacchi e andarsene, fisicamente, via.

Spesso si viaggia da fermi, senza muoversi. Io, da questo punto di vista, viaggio tutti i giorni.

A Roma oggi è piovuto e l’odore della terra bagnata mi ha riportata a quando ero piccola, in campagna, nella casa di mio nonno, quei temporali estivi che restavo a guardare al riparo del portico, smaniosa di tornare sulla mia altalena il prima possibile.

Il caffè mi fa spesso tornare con la mente a Napoli, il gusto perfetto del caffè alla nocciola del Gambrinus in compagnia di una cara amica che ho frequentato per un periodo, ma che ora non vedo più, forse perchè prese da troppe cose, pigrizia in cima.

La musica mi fa viaggiare da ferma.

Alle Prese con Una Verde Milonga di Paolo Conte, ad esempio, esercita su di me questa magia particolare. Non importa dove io sia o cosa stia facendo. Io quando ascolto quella canzone sono nella savana africana, nell’afa della giungla indiana, in compagnia di qualche animale esotico, al caldo.

Non ultima, la lettura. Un vecchio amore che dura ancora.

Io e Vale siamo due lettori seriali, anche se lui è più disciplinato di me. Solo un libro per volta, meglio se di Stephen King o Arthur Clarke, anche se non disdegna Ken Follett e il genere Fantasy.

Io sono capace di leggere più libri, spesso di generi diversi, nello stesso momento. In questo periodo, ad esempio, sto terminando la biografia di Nelson Mandela,  Long Walk To Freedom, un saggio biografico di Michela Marzano sull’anoressia, Volevo Essere Una Farfalla, e ho da poco iniziato l’ultimo romanzo di Bill Bryson, Piccola Grande Isola.

#Exploreading è un progetto che parla di un matrimonio felice, quello tra libri e viaggi (se non lo avete ancora fatto iscrivetevi alla omonima pagina Facebook).

Nato da due blogger instancabili, Agnese di I’ll Be Right Back e Martina di Martinaway, questo tag ha l’intento di raccogliere tutti quei titoli che sono riusciti a farci viaggiare da fermi, con la mente e la fantasia. E queste sono le nostre scelte.

L’Origine Perduta-Matilde Asensi

La storia si apre a Barcellona, dove un promettente etnologo viene portato in ospedale in preda a deliri e allucinazioni. Il fratello della vittima, poco convinto delle diagnosi dei medici, comincia a indagare per conto proprio, in particolare sulla misteriosa lingua aymara, oggetto di studio del fratello prima del malore. Le sue ricerche lo condurranno in Bolivia, fin nelle zone più selvagge e inesplorate della Foresta Amazzonica, portandolo in città sconosciute e a contatto con antiche civiltà, forse l’unica speranza che gli rimane per salvare la vita del fratello.

Avvincente fino alla fine, mai banale, specialmente nella scelta della Bolivia come sfondo di questo romanzo avventuroso, a metà tra giallo e storia. Se vi piace il genere, la scrittrice spagnola è una garanzia.

22.11.63- Stephen King

Il tema del viaggio nel tempo viene riproposto in questo romanzo in chiave del tutto nuova, con risvolti, finalità e modalità sorprendenti.

Stephen King riesce a portarci direttamente a rivivere i meravigliosi anni ’50 della provincia americana, quella fatta di Pink Cadillac, gelati nei diner, musica rockabilly dai juke box.

Il protagonista della vicenda si trova involontariamente coinvolto in una missione per cercare di salvare il Presidente J.F.Kennedy (e forse l’umanità intera?) da morte certa. Sarà costretto a vivere 4 anni in questo varco temporale in attesa del fatidico 22.11.63 inventandosi dal nulla una vita, con tutti gli incontri che inevitabilmente lo attenderanno e sconvolgeranno.

Venuto al Mondo-Margaret Mazzantini

Lo scenario tragico della guerra dei Balcani fa da sfondo alle vicende personali di Gemma. L’amicizia con il poeta Gojko, l’amore per Diego, il racconto intrecciato della Sarajevo del 1984, bella e tirata a lucido in occasione delle Olimpiadi Invernali, e quella del lungo assedio dal 1992 al 1996.

La Mazzantini ha questo potere straordinario di coinvolgimento del lettore. La sua è una scrittura che arriva subito allo stomaco, delicata come una carezza o violenta come un pugno. Mi piace perchè non ci sono mezze misure. E io questo romanzo l’ho dovuto leggere pian pianino, un po’ per volta, tanto erano vivide le immagini degli stupri e dei bombardamenti, della disperazione e della miseria.

I Malavoglia-Giovanni Verga

Non sono mai stata in Sicilia, eppure leggendo questo romanzo di Verga, vengo di colpo catapultata su questa isola che profuma di arance e di mare.

Avrei potuto scegliere uno qualsiasi degli autori siciliani che ho letto e amato negli anni e che hanno parlato inevitabilmente di Sicilia nei loro lavori, seppur in modi diversi (mi vengono in mente Sciascia, Camilleri o Pirandello), ma Verga è  un ritrattista.

Non si possono immaginare i suoi personaggi aldi fuori del contesto Sicilia. Anche loro entrano a far parte del panorama, quei panorami aridi di calura estiva e fichi d’India, una immobilità quasi ancestrale che permea le vicende dei protagonisti.

Verga è capace di scavare nell’animo dei suoi siciliani, umili, spaventati e incapaci di agire di fronte al nuovo che avanza,  legati visceralmente al proprio territorio, alla propria cultura popolare, fatta di superstizioni e proverbi che in poche battute sanno spiegare più di mille parole,  alle abitudini sicure e certe che si ripetono di generazione in generazione.

La sua Sicilia potrà sembrare arretrata, retrograda, addirittura caricaturale, eppure per certi aspetti, ancora drammaticamente moderna e attuale.

Olive Kitteridge-Elisabeth Strout

Non è scattato vero amore con questo libro, nonostante il Premio Pulitzer, nonostante la mini serie tv (che comunque ho apprezzato più del libro) con l’immensa Frances McDormand.

Sarà che a differenza degli altri libri l’ho letto su formato Kobo (la variante economica del Kindle) e forse per questo non è scattata la magia.

Ma allora perché inserirlo in questo elenco?

Per le ambientazioni.

Tutta la storia si svolge nella immaginaria città di Crosby, ma i paesaggi, gli scenari, i colori sono tutti del Maine. E io, lo ammetto, ho un debole per tutto ciò che sia New England. Leggere questo romanzo mi ha riportata là, nel Parco dell’Acadia, al faro di York, alle foreste di abeti che sembrano volersi gettare dalla scogliera di Pemaquid, alle balene di Cape Cod (che è nel Massachusetts, ma sempre di New England si parla 😉).

Queste sono le nostre scelte, fatte un po’ di “pancia”, senza starci a pensare su troppo. Ma se dovessero venirci in mente altri titoli vi aggiorneremo, in quel salotto virtuale che è la pagina Facebook Exploreading.

Se volete partecipare per dire la vostra usate l’hashtag #Exploreading e condividete sui social taggando le ideatrici del progetto, Agnese del blog I’ll Be Right Back e Martina di Martinaway.

Ciao a tutti, al prossimo tag! 😉