#ISpyWithMyEye: Barcellona

Ho sempre considerato la fotografia una specie di magia, un mezzo potentissimo per ricreare una connessione spazio-temporale, qualcosa che vada aldilà della “registrazione permanente e statica delle emanazioni luminose di oggetti presenti nel mondo fisico, selezionate e proiettate da un sistema ottico su una superficie fotosensibile” (fonte Wikipedia).

Deve esserci qualcos’altro oltre le emulsioni chimiche o i sensori digitali se io con un solo sguardo su un pezzo di pellicola riesco a ricordare i particolari dello scatto,  l’indecisione sull’immortalare questo o quel panorama, questo o quel dettaglio, e in certi casi addirittura i profumi e le sensazioni di quell’istante.

Stamattina, non so perchè, mi sono svegliata con in testa Barcellona.

Sarà che per ora rimane l’unico posto al mondo dove sia tornata due volte (a parte certi posti cari in Italia) ed entrambe le volte sono tornata in ruoli diversi, anzi direi diametralmente opposti.

Alla fine degli anni ’90, appena diciottenne in gita con i compagni di liceo, e l’anno scorso in versione neomamma, alle prese con il primo viaggio in aereo fatto con il piccolo Sami.

Sarebbe interessante un post che mettesse a paragone la stessa città nel passato e nel presente, ma la verità è che ho troppe poche foto della Barcellona da ragazza, visto che all’epoca i miei soggetti preferiti erano i compagni di classe, le foto di gruppo con le immancabili corna e le camere d’albergo messe a soqquadro, manco fosse passata un’orda barbarica.

Diciamo pure che non ho il coraggio di pubblicare certe immagini di una me “pischella” con occhiali da nerdacchiona e mise grunge

Per ora dovrete contentarvi della Barcellona del presente 😉

Io provo a raccontarvela in pochi scatti. Questo il nostro #ISpyWithMyEye.

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