Lussemburgo e le sue luci di Natale

Mai considerato il Lussemburgo come meta turistica? No? Beh, ad essere sinceri neanch’io. Nel senso che se l’Università non mi ci avesse mandato per lavoro probabilmente non lo avrei mai visto.

Invece, destino ha voluto che spedissero me e un mio collega per tre giorni, a ridosso del Ponte dell’Immacolata, per un convegno pieno zeppo di cose da fare che ha lasciato poco spazio a visite approfondite, ma che comunque non mi ha impedito di farmi un’idea generale della città.

La capitale del Gran Ducato di Lussemburgo è fortificata e conserva un cuore tutto medievale fatto di stradine acciottolate e spaziose piazze.

In questo periodo dell’anno il freddo è pungente e può arrivare a toccare anche quota -5°C, ma questo non scoraggia i moltissimi visitatori e cittadini che si riversano nelle piazze principali della città per il consueto Winter Light Festival.

Jpeg

Rami ghiacciati di prima mattina

Si tratta di una manifestazione che dal 23 novembre fino al 7 gennaio prevede l’illuminazione a festa delle piazze del centro, degli alberi e degli eleganti edifici che le incorniciano, come il Municipio in Place d’Armes, con la caratteristica torretta.

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Con l’inaugurazione delle luminarie si dà il via ai tradizionali mercatini di Natale, una serie ordinata di casette di legno che propongono golosi dolci di marzapane,  i Kurtos, cilindri di pasta dolce e zuccherata pare originari dell’Ungheria, involtini di cioccolato, street food a base di caldi wurstel, bretzel, frittelle di patate, vino caldo e birra a fiumi.

Jpeg

Jpeg

JpegAltre espongono articoli di tutti i tipi, dalle decorazioni natalizie, agli oggettini di lana cotta,  dalla piccola maglieria artigianale, ai giocattoli.

Al centro di Place Guillame, l’altra grande piazza nel centro storico, una pista di ghiaccio è a disposizione per chi volesse concedersi una pattinata, mentre una festosa ruota panoramica in Place de la Costitution vi farà godere la città dall’alto…nebbia permettendo!

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Jpeg

 

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Ho potuto vedere i mercatini solo di sera e non sempre il freddo e, appunto, la nebbia hanno permesso delle foto decenti…

Quello che mi ha colpito di più è stata l’internazionalità di Lussemburgo. Tra le vie della città, in particolare lungo la Rue, sono moltissimi i locali e i ristoranti che propongono qualsiasi tipo di cucina, da quella brasiliana alla indiana, dalla italiana alla vietnamita.

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Abbiamo sempre mangiato benissimo (e con il mio collega non poteva essere altrimenti, eheheh), anche se un vero e proprio piatto tipico non ce n’è, o quantomeno non l’abbiamo trovato. Probabilmente la cucina locale non è altro che il riflesso di una cultura e tradizione prettamente mitteleuropea, che risente moltissimo di echi per lo più francesi, ma anche belgi e tedeschi.

Tra i posti provati vi segnalo un ristorante-churrascheria, il Batucada, che fa delle porzioni abbondantissime, e il Cyrano, dove abbiamo mangiato dell’ottima carne (tanto per cambiare).

Jpeg

Jpeg

Jpeg

Credo valga la pena inserire il Lussemburgo come meta da approfondire perché secondo me ha parecchio da offrire, soprattutto nella stagione calda.

Con i suoi castelli, circondata da verdi vallate e con un misterioso labirinto di caverne di roccia sotterranee da poter visitare (ovunque ho trovato pubblicità di tour a tema… mannaggia a non aver avuto più tempo), il Lussemburgo promette fascino inaspettato.