#NellaMiaCittà: il Parco degli Acquedotti

Domenica di sole dicembrino. Il cielo è talmente sereno a Roma che restarsene a casa è peccato mortale così, comprati pizza e supplì, partiamo per un picnic al Parco degli Acquedotti.

Ne avevo solo sentito parlare. Non c’ero mai stata e ancora adesso mi chiedo come sia possibile.

Il Parco degli Acquedotti è di una bellezza straordinaria.

Tu vai per una semplice passeggiata in mezzo al verde, ma quello che ti trovi di fronte è… Tanta roba!

Si estende per 240 ettari, tra i quartieri Appio Claudio e Quadraro, tra via Tuscolana, via delle Capannelle e la ferrovia Roma/Cassino/Napoli.

E’ facilmente raggiungibile con la metro A alle fermate Lucio Sestio, Giulio Agricola o Subaugusta, ma noi, in macchina, abbiamo parcheggiato in via Lemonia, dove si trova uno degli ingressi.

Qui sorgono sei acquedotti, molti dei quali sovrapposti e sotterranei, di epoca romana più uno di età rinascimentale, l’Acquedotto Felice.

Immaginate lo splendore di fare una corsetta tra antiche ville e tombe (Villa delle Vignacce, il Casale di Roma Vecchia, la Tomba dei Cento Scalini), una pedalata accanto a vecchie porzioni di Via Appia tornate alla luce, portare a spasso il cane vicino a trasparenti laghetti frutto di sorgenti ipogee.

Si respira storia qui. E che storia. Se si vuole avere un’idea della grandezza di Roma Antica senza passare per gli itinerari classici del Foro o del Colosseo bisogna venire qui, all’ombra di queste arcate secolari, stupefacenti opere di ingegneria, il tutto contornato da pini ricurvi dal tempo, non solo meteorologico… E io adoro i pini! È la prima immagine che mi viene in mente se penso a Roma.

img_20161218_131701804img_20161218_131528777img_20161218_131147729img_20161218_131128828img_20161218_130635228img_20161218_130556328img_20161218_131814131img_20161218_132519431img_20161218_133118456img_20161218_133058116img_20161218_133154159img_20161218_133214147img_20161218_140819202img_20161218_140725833img_20161218_140649713img_20161218_140619846img_20161218_140518451img_20161218_140451015_hdrimg_20161218_133327334img_20161218_133221861img_20161218_140911001_hdrimg_20161218_141046508img_20161218_141118562Va detto che tutta questa area è risorta soprattutto grazie ai numerosi volontari del Parco Regionale dell’Appia che l’hanno riportata agli antichi splendori a partire dagli anni ’80.

Prima di allora tutto il parco è stato interessato da fenomeni di abusivismo, vere e proprie baraccopoli, definite al tempo “borghetti”, erano sorte all’ombra dell’Acquedotto Felice.

Erano soprattutto meridionali con le loro famiglie, dalla Calabria, dalla Basilicata, dalla Sicilia, venuti a Roma in cerca di uno stipendio più decoroso che permettesse loro almeno un affitto, senza riuscirvi.

Don Roberto Sardelli, della vicina parrocchia di San Policarpo, si interessò alla loro causa e per conoscere (e far conoscere) da vicino il problema andò a vivere nelle baracche.

Qui testò il reale disagio di mancanza di beni di prima necessità come acqua corrente (un paradosso, non trovate? Erano proprio sotto un acquedotto…) ed elettricità, il costante pericolo di malattie, con la vicina “marrana” usata come discarica da tutto il quartiere, l’emarginazione e l’arretratezza culturale.

C’è un documentario di Fabio Grimaldi, si intitola Non Tacere, che parla di queste vicende. Secondo me varrebbe la pena vederlo perché a parlare di quanto è bella Roma, quella “patrizia”, del centro, sono tutti capaci, mentre per le periferie sono ancora poche le voci del coro.

Alcune aree del parco sono ancora oggi destinate all’allevamento del bestiame e alla coltivazione di ortaggi, e molte delle specie di flora locali sono state pazientemente catalogate dai volontari, tanto è che sopra ogni albero o arbusto è riportato il cartellino con sopra il proprio nome botanico e comune.

Ho trovato tutto molto pulito e ordinato, tenuto bene, con molti spunti per vivere questo spazio privilegiato al meglio. Ci sono palestre all’aperto, campi di calcio, calcetto, tennis e, a pagamento, anche un bel campo da golf.

Esiste anche un punto ristoro che propone pasti a menù fisso, si chiama Fermentum, ma non avendoci mangiato non posso esprimermi in giudizi.

Se non conoscete questo parco, o non ci siete mai stati, vi consiglio di venirlo a scoprire.

Come l’acqua, anche tutta la storia presente e passata di Roma è passata da qui.

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

24 pensieri riguardo “#NellaMiaCittà: il Parco degli Acquedotti

  1. Che bello questo luogo, l’anno scorso ci sono andata pochi giorni prima di Natale. C’era un sole splendido, io e il mio compagno ci siamo piazzati su un muretto, occhi chiusi e viso rivolto al sole. Rigenerante 🙂 Un abbraccio!

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  2. Anche io quando penso a Roma la associo ai pini, forse perchè quando veniamo dalla Campania via autostrada riconosciamo subito di essere nel Lazio proprio per la loro presenza!
    Che giornata meravigliosa, il cielo che hai fotografato fa venir voglia di uscire! Immagino che anche pizza&supplì fossero felicissimi di essere nel menù! 😀
    Non ho mai visto quel documentario ma mi riprometto di guardarlo. Se è vero che tutto quello che sta accadendo generi tanta indignazione, è anche vero che nessun popolo è indenne alla “ricerca di uno stipendio più decoroso”.
    Grazie per questo spunto di riflessione Alessia, direi che è quanto mai opportuno oggi!
    Ti rinnovo i miei auguri di Buon Natale! Per Capodanno tanto ci risentiamo dalle Strade di S.Francisco! 😉

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    1. Mi ha stupito la realtà della Roma di quegli anni…Notare che i disadattati, gli emarginati, fossero italiani..non stranieri ma connazionali che comunque “ci vengono a rubare il lavoro”…l’odio procurato dalla diffidenza e l’ignoranza era lo stesso.E in quel contesto di disagio socio-culturale ecco questo sacerdote coraggioso, che ha portato istruzione e speranza… Una storia potente…Che si dovrebbe vedere nelle scuole perché parla di riscatto, di appartenenza, di radici da non rinnegare e di lotta…
      Scusa il commento lunghissimo.
      Buon Natale cara, un abbraccio!
      PS: pizza&supplì, che te lo dico a fà?😉

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  3. nn cè angolo che possa venir dimenticato ..una città incantevole e dai mille volti che vorrei un giorno scoprire tutti…
    invece l ho visitata solo tre giorni ..
    mi rifarò dai…
    mille auguri di un sereno natale
    daniela

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  4. Bellissimo questo parco di Roma!
    L’ho visitato per la prima volta quando facevo l’accademia fotografica, andai lì proprio per un servizio fotografico ad inizio dicembre!
    Si respira aria buona…non conoscevo la storia e le vicende che lo hanno interessato!
    Davvero interessante! ❤

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    1. Io pure ne avevo solo sentito parlare, eppure questo parco mi ha colpito positivamente. Ti sembra di essere in aperta campagna, lontano anni luce dalla città, e forse è questo che mi è piaciuto più di tutto. La storia di Don Roberto e la sua Scuola 725 è toccante e lascia increduli se pensiamo che è successo appena negli anni’70. Avremmo bisogno di più persone come lui per rilanciare le periferie.
      Un abbraccio ragazzi, e tanti auguri di buon Natale!❤

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  5. Ci credi che pur conoscendo il parco non sapevo nulla della sua storia soprattutto quella più recente? Ci andavo spesso da bambina con i miei genitori ma credo che dopo tanti anni sia ora di rifarci un salto! Complimenti per le foto Ale, la luce invernale le rende ancora più belle!

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  6. Che spettacolo che è questo posto! Ci pensi che in Italia abbiamo cose così strepitose e quasi le snobbiamo? Noi passeggiamo sulla storia e non sempre riusciamo ad apprezzarlo. Che voglia di tornare a Roma che mi hai fatto venire

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  7. Ho vissuto a Roma per tanti anni eppure non sono mai stata al parco degli acquedotti. L’ho sempre visto da lontano e mi dicevo che un giorno ci sarei andata, dandolo per scontato. La prossima volta che capito in città non me lo lascio scappare!

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  8. Grazie Ale, mi hai fatto tornare indietro nel tempo, anche con un pizzico di malinconia, come quella che mi viene ogni volta che rivedo Roma. Ho guardato gli archi di quell’acquedotto tutte le mattine per circa 10 anni, dal treno, mentre andavo a lavoro. Spesso vedevo persone che correvano, altre che avevano portato fuori il cane e provavo un po’ di invidia, per il mio tempo che invece andava sempre di fretta, il non aver un parco cosi bello e grande vicino per poterci andare di mattina presto, prima di qualsiasi altro posto.
    Belle foto come sempre 🙂

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    1. Io invece non conoscevo affatto questo parco, pur essendo di Roma. Credo fosse troppo fuori mano da dove abitavo da piccola, e per questo i miei non mi ci hanno mai portato. Conto di tornarci presto…La sensazione unica di respirare, calpestare storia così, nel tuo tempo libero, l’ho trovato un privilegio 😍 Grazie Francesca, sei sempre tanto cara. Ti abbraccio.

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  9. E’ un anno che dico di andarci ma tra una cosa e l’altra ancora devo vederlo. Le foto ispirano e non poco… 🙂 Spero di mantenere la mia promessa con l’arrivo della bella stagione. Ciao!

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