#SanFranciscoHolidays: kicking off 2017

Se il musical The Lion King ha rappresentato il mio modo di immergermi per un giorno nella cultura locale, Valerio ha scelto di assistere a una tradizionale partita di autentico football americano per fare altrettanto.

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Nello stadio Levi’s di Santa Clara, a circa due ore in macchina da San Francisco, domenica 1 gennaio gioca la squadra locale dei 49rs contro i Seattle Seahawks e così ci dividiamo.

Vale, Adri e Mel a tifare San Francisco, io a godermi pupo e suocera in una giornata all’insegna della lentezza.

Pranziamo con calma e usciamo per una lunghissima (alla fine scopriremo di aver percorso a piedi più di 5 km!) e super piacevole passeggiata attraverso il parco del Golden Gate.

Oggi lo vediamo nella sua seconda parte: l’altra volta ci eravamo fermati al Bison Paddock, stavolta andiamo oltre.

Superiamo un meraviglioso laghetto artificiale preso d’assalto da cigni e papere, costeggiamo un’ampia radura per i picnic, con tavoli e panche adibite allo scopo, oltrepassiamo una bella cascata con il sottostante stagno impreziosito da decorazioni neoclassiche, quindi siamo al Museo di Arte Contemporanea de Young.

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dsc_0787dsc_0788dsc_0789dsc_0794dsc_0798dsc_0801dsc_0808dsc_0809dsc_0811

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Particolare del tetto del Museo de Young

dsc_0828Una volta scesi entriamo alla California Academy of Sciences, una costruzione incredibile dal punto di vista architettonico, con un tetto erboso definito non a caso “living roof”con degli originali oblò per far entrare luce.

dsc_0815Purtroppo il museo chiude alle 17, e visto che il costo del biglietto è piuttosto importante preferiamo rimandare la visita. Troviamo un tavolo alla caffetteria, decorata con splendide pareti ad acquario, e prendiamo un donut e un tè bollente sotto lo sguardo tonto delle carpe.

Uscendo il tempo è cambiato,  un vento talmente freddo da penetrare nelle ossa si è alzato costringendoci a prendere un bus, con enorme gioia del piccolino. Siamo lessi. E il papà ancora di più, sorprendentemente, quando torna dallo stadio. Sembra quasi abbia giocato lui…

In realtà restare fermi sotto il freddo per quasi 4 ore, visti i numerosi break pubblicitari, non deve essere il massimo del riposo.

Però quando Sami sarà più grande non mi dispiacerebbe provare ad andare tutti e tre insieme. Vale mi ha confermato il suo ricordo alla stadio da bambino, quando a Washington andava a vedere le partite dei Redskins.

Il football americano è una festa corale. Ci si organizza con le birre e il barbecue e, a suon di hotdog e hamburger, si tifa tutti insieme, anche simpatizzanti di squadre diverse radunati in un unico settore, cantando cori a squarciagola e ubriachi come cocuzze.

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Questo per me è il senso più alto di sport. Uguale al calcio, proprio…

Il 2 gennaio esploriamo un altro quartiere simbolo di San Francisco: Ashbury-Haight.

Insieme a Mission è il mio preferito.

Colorato, alternativo, trasgressivo.

If you’re going to San Francisco be sure to wear some flowers in your hair…

Eh sì, non si può fare a meno di canticchiarla.

Qui è nata la cultura hippie della Summer of Love. Da qui sono passati tutti i cortei di protesta politica contro la guerra del Vietnam negli anni ’60. Qui sono nati artisticamente talenti come Janis Joplin e Jimi Hendrix. Qui la psichedelia non è mai passata di moda ed è ancora una cosa seria.

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Decorazione in una vetrina che vendeva costumi teatrali

Lungo gli incroci di Ashbury e di Haight i locali e i negozi interessanti non si riescono a contare.

Posticini minuscoli che propongono hamburger vegani, negozi che vendono o barattano strumenti musicali, vinili, libri, abiti, scarpe, centri tatuaggi e piercing, bazar che vendono chincaglieria indiana, abbigliamento militare.

Se volete fare qualche affare andate al Buffalo Exchange. Io ho preso un maglione e un cappotto usati, ma in perfetto stato a soli 50 dollari.
Mangiamo in un ristorante specializzato in brunch e crepes dolci e salate, molto tipico, si chiama Crepes on Cole, dal nome della strada dove sorge, proprio ad angolo.

Tornando ci fermiamo a Steiner Street, davanti Alamo Square, per vedere le Painted Ladies, un gruppo di casette dalle facciate colorate in stile vittoriano costruite alla fine del 1800, divenute celebri grazie alla sit-com Full House. San Francisco è piena di abitazioni come queste, però le “signorine” qui sono disposte in fila lungo la salita (o discesa) garantendo un vero e proprio effetto cartolina.

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Prima di tornare a casa passiamo per il bel Parco di Presidio, con le sue eleganti ville in stile inglese, per la maggior parte di proprietà di alte cariche dell’esercito.

Da qui a Baker Beach il passo è breve. È incastonata tra il Parco di Presidio, appunto, e quello di Land’s End e permette in estate di prendere il sole all’ombra del Golden Gate Bridge. Mica male, no?

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Oggi ci sono turisti, famiglie, pescatori e… Sami, che ride a squarciagola cercando di non farsi trovare impreparato da qualche cavallone. Inutile dire che siamo tornati a casa con un mare di sabbia nelle scarpe e quasi completamente zuppi😊

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Il pomeriggio ce ne stiamo tranquilli a casuccia con la family. It’s laundry time.

Ma domani e nei prossimi giorni abbiamo in programma di visitare la California Academy of Sciences, Berkeley, il Muir Woods National Monument e la Napa Valley. Can’t wait!

(to be continued…)

Se vi siete persi le prime due parti, cliccate qui sotto:

#SanFranciscoHolidays: benvenuti nella Bay Area

#SanFranciscoHolidays: tra mare e quartieri tipici