#mytravelrules: 5 regole d’oro in viaggio

Viaggiare è tra le attività più creative e democratiche che esistano. Salvo rari casi, non esiste un modo “giusto” di viaggiare.

C’è chi parte nel lusso e chi può permettersi solo ostelli, c’è chi viaggia in solitaria e chi rigorosamente in compagnia, chi adora spostarsi in auto e chi detesta guidare.

La parola chiave è “soggettività”.

Non esitono schemi, ed è proprio questo il bello, non ci sono regole.

O meglio sì, quelle che con gli anni e le esperienze abbiamo fatto nostre, per rendere il viaggio il più possibile personalizzato e, si spera, indimenticabile.

#mytravelrules è una simpatica e divertente iniziativa di Daniela di The Daz Box, per conoscerci meglio e per scoprire le abitudini degli altri viaggiatori. Ringrazio Giulia del blog Viaggiare con gli Occhiali per averci taggato.

Le regole sono semplicissime:

  • Elencate quelle che sono le vostre consuete abitudini di viaggio usando il tag #mytravelrules
  • Taggate altri blogger, quanti ne volete
  • Inserite, se vi piace, la grafica di Daniela citando il suo blog 😉

Ecco dunque le nostre 5 #travelrules:

Chi fa da sé…

Non potrei neanche immaginarlo un viaggio organizzato da una agenzia o comunque da terzi.

La pianificazione è un momento importantissimo per noi perché è da lì che parte il viaggio, quell’attimo in cui scegli la destinazione, compri la guida, la sfogli e la spulci. Quindi, prima regola, organizziamo noi.

Gli alloggi di solito sono alberghi semplici ma dignitosi, ma da quando c’è Sami con noi prenotiamo piccoli appartamenti con Airbnb.

These boots are made for walking

Non potremmo dire di aver visto una città senza averla girata da cima a fondo rigorosamente a piedi. Quando si può evitiamo tassativamente i mezzi pubblici per concederci piacevoli passeggiate all’aria aperta alla scoperta di quartieri, mercati (meglio se alimentari), stili architettonici, parchi e giardini. Musei sì, ma in giusta misura e solo quando il tempo è brutto.

No italian food please…

La pasta in viaggio, una delle  opzioni imprescindibili dei kid menù, stiamo cominciando a ordinarla da qualche mese a questa parte, da quando cioé Sami mangia con noi al ristorante senza aver più bisogno di pappe e pappine a base di omogeneizzati e creme di riso.

Ma speriamo presto di convertirlo alla nostra terza #travelrule, ovvero in viaggio non si mangia italiano.

Personalmente ho un debole per la cucina asiatica e ovunque mi trovi cerco sempre di inserire uno o più ristorantini a tema.

Thailandese, cinese, giapponese, vietnamita, non importa. La voglia di cibo orientale si farà prima o poi prepotente (in viaggio come a casa, in realtà), e quando è così, meglio correre al riparo e scovare sul fido Trip Advisor il locale più vicino.

In viaggio però mi piace anche andare alla ricerca di piccoli bar e caffetterie. Una colazione o una merenda rigorosamente seduti con qualcosa di dolce e fumante è una di quelle coccole che cerco di non farmi mai mancare.

Cheeeese!

Ho l’abitudine di portare la macchina fotografica ovunque. Anche per una semplice passeggiata in centro di domenica mattina, figuriamoci in viaggio!

Mi colpiscono i dettagli piuttosto che le grandi inquadrature ed evito di immortalare persone perché mi vergogno a chiedere il permesso per lo scatto temendo spesso un no, magari pure brusco. A parte questo, la macchina fotografica è una compagna preziosa e insostituibile in viaggio per registrare ricordi, immagini, sorrisi.

Calamite e non solo

Ci piace portare con noi un pezzettino del luogo che abbiamo visto.

Le calamite da frigo sono il modo più immediato per riaccendere il ricordo con un solo sguardo, entrando in cucina, anche distrattamente, mentre prepari il caffè al mattino. Sguardo e..tac!, sei in Francia… Spazi ancora un po’e…tac!, eccoti a Stoccolma.

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Se i prezzi e le condizioni lo permettono, oltre ai magnetini ci piace portare con noi qualcosa di tipico.

Può essere qualcosa da mangiare, come ad esempio l’haggis dalla Scozia, il miele di manuka dalla Nuova Zelanda o il biltong da Città del Capo,  o un oggetto per decorare la casa.

Dal Giappone, per esempio, abbiamo portato questa tela che rappresenta una maiko intenta a danzare, o da Mauritius, una di queste statue di legno e latta che sono tanto bravi a costruire artigianalmente, o un acquerello da Boston, comprato da un artista di strada a Beacon Hill.

E voi invece come viaggiate? Avete delle regole personali che vi piace applicare?

Non so se sono già state nominate, ma mi piacerebbe sapere le risposte di Martina del blog Travel and Marvel, di Beatrice del blog Nel Cuore della Scozia e di Margherita di Meridiano307.

Ciao a tutti, al prossimo tag 😉