#ISpyWithMyEye: street art a Mission e Castro

Uno dei quartieri di San Francisco che ho apprezzato di più è senza dubbio Mission, quello che, a parere mio, insieme ad Ashbury, ha più personalità.

Mission Dolores nasce nel 1776 da una delegazione di preti francescani venuti dalla Spagna per convertire gli indigeni al cattolicesimo.

Negli anni ’60 tutto il distretto viene interessato da una massiccia migrazione di messicani che porta con sè tutto il proprio bagaglio culturale.

Mission si trasforma nel loro territorio, un ghetto rivendicato con orgoglio, come una bandiera che sventola fiera e che ricorda al mondo le proprie radici, fatte di tradizioni, festività, superstizioni.

Oggi l’ambiente è molto più multirazziale, per certi versi addirittura hipster, ma non sarà difficile imbattersi in orchestre di musica latino americana, in cervecerie e taquerie. 

Lungo Valencia Street, tra librerie di merce usata e delicatessen all’italiana, troverete una miriade di posti interessanti. Io ve ne segnalo due.

Il Paxton Gate, un emporio che si ispira al mondo della natura e che ricorda nell’esposizione e nell’apparente disordine il laboratorio di qualche scienziato pazzo.

Dai topini imbalsamati e travestiti da nonnina, a uno scheletro intero di gnu, dai fossili, ai semi di tuberi da piantare in terrazza, dai quarzi agli insetti sotto vetro. Oggetti forse utili per un qualche rito voodoo (?) Peccato non si potessero fare foto…

Altro negozio originale, l’826 Valencia Pirate Supply Store. Un bazar su tutto, ma proprio tutto, il mondo dei pirati.

Pensavate di non averne bisogno, vero?

Eppure entrando qui sarà difficile non farsi tentare dall’acquisto di qualche vecchia pergamena con sigillo di ceralacca, di una benda o un occhio di vetro, di una bussola o di un fischietto da nostromo.

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Taqueria El Farolito. Best Burrito Ever!
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Predire il futuro in un garage privato
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Bossa nova per tutti!

 

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Tombino in stile Dìa de Muertos

 

 

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Negozio di libri usati
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Italian tagliarini?

dsc_0720Negli anni ’90 le strade di Mission si riempiono di murales. Ovunque sarà facile imbattersi in queste gallerie a cielo aperto, ma quelli dal più forte significato socio politico si trovano in Clarion-Alley, un vicolo piuttosto stretto dove queste opere vengono sostituite con una certa cadenza.

Ci sono quelli che sembrano fumetti leggeri, ma che in realtà parlano della dipendenza dalle droghe, quelli contro il razzismo,  contro gli abusi di potere, e quelli nuovi di zecca contro Trump e la sua politica fascista.

A Castro, invece, il limitrofo quartiere scenario di tante battaglie omosessuali che ne hanno fatto un baluardo per le comunità LGBT di tutto il mondo, ci sono murales sul tema e bandiere color arcobaleno ovunque.

Io direi di far parlare le immagini, che dite?

Questa la nostra gallery, meglio nota come #ISpyWithMyEye (non vi sarete mica persi quelle su Barcellona e Creta, vero?😉), sulla street art di San Francisco.

Enjoy!

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Love wins

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

17 pensieri riguardo “#ISpyWithMyEye: street art a Mission e Castro

  1. No vabbè, fantastico.
    Adoro le zone ricche di street art e passeggiare per questo quartiere deve essere proprio una goduria per gli occhi! Non so dire quale preferisco perché ad ogni foto dicevo “Oddio che bello”, “no vabbè guarda questo!” , “questo è ancora più bello!” E via dicendo… Bellissima anche l’atmosfera vintage che si respira! ❤

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  2. Sì, proprio un quartierino niente male, con personalità da vendere.
    Ecco, l’atmosfera che si respira è proprio vintage, come hai detto tu, Lou. Definizione perfetta 😍
    Grazie, buon weekend.

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  3. Attendevo questo post! I murales sono spetaccolari! Ma ciò che mi ha davvero colpito è il negozio con i topi imbalsamati e vestiti.. quanto sono folli questi americani!?
    Il bazar mi ispira moltissimo. Son sicura che ne uscirei con un sacco di oggetti inutili 😀

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    1. Pazzi come cavalli, Rob…ahahah!! Devo dire che i topini fanno abbastanza impressione…Da quelle vetrinette potrebbero sembrare di plastica, e invece no, poverini…imbalsamati e pure travestiti…che finaccia, no?
      Il bazar è originalissimo…pensa che c’è tutta una parte adibita a libreria dove vengono accolti i ragazzi per il doposcuola. 🙂
      Buona domenica cara, grazie!

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  4. Ciao Alessia! Alcuni murales sono proprio belli, altro che stilose gallerie d’arte! *_* Posso solo immaginarlo il colpo d’occhio trovandosi di fronte. Le proporzioni? Alcuni sembrano proprio grandi grandi!
    E il bazar piratesco? Adòòòòro! I gestori non dovranno mai vedermi varcare la soglia del negozio, salvo munirsi di cacciacopertoni per farmici uscire! 😀 😀
    Buona domenica Ale! 😉

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    1. Alcuni murales riuscivano a coprire pareti intere, quindi direi tranquillamente 2mt x 3mt o 2 mtx4mt.
      Il bazar era favoloso! C’era un muro dove erano appesi specchi di tutte le forme con già la barba attaccata per fare foto dall’aspetto piratesco…eheheh! Immagini che NON lasceremo ai posteri! 😀
      Buona domenica Dani!

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    1. Eh peccato davvero, quel posto è stato una scoperta. Secondo me, guardando tra quei mobili da speziale, avremmo potuto trovare persino qualche ingrediente “classico” per fare incantesimi, che so, ali di pipistrello, occhi di drago, polvere di fata….ahahah! Fantastico!
      Grazie Silvia, buona domenica!

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  5. Che meraviglia Alessia!! Io sono passata da Mission e da Castro nel lontano 2007, ma purtroppo non sono quartieri che ho girato approfonditamente. A distanza di anni sarebbero le prime zone che vedrei della città! La street art mi piace solitamente molto, e certi murales che hai fotografato sono uno spettacolo!!

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    1. In effetti anch’io, se dovessi tornare a San Francisco, come prima cosa farei di nuovo tappa qui. Anche di sera, per provare uno di quei locali dove propongono lezioni di tango durante la cena o qualche goloso ristorantino messicano 🙂 Mission è entusiasmante. E io ti ringrazio tanto 😉 Baci, buona giornata.

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  6. E che non mi si venga a dire che il colpo di fulmine non esiste, perchè dopo questa carrellata di foto io sono innamorata persa di questo quartiere. Potrei passarci la giornata a passare da un murales all’altro per poi tornare indietro. Complimenti per le foto!

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