L’incanto di Lecce: itinerario tra barocco e pucce

Sono passati un po’ di giorni dal nostro ponte nel Salento (ne avevamo parlato in questo articolo, oltre a tutta una serie di riflessioni legate al fatto se valga ancora la pena partire con i cofanetti Smartbox oppure no), e una volta depositate le sensazioni a caldo, posso dire che quello che mi è più rimasto impresso di Lecce è stata… la luce!

No, non parlo della luce che colpisce John Belushi nel mitico film di J. Landis, ma di quello splendore che sembra imbrigliato all’interno del centro storico della città.

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Si parla spesso di Salento per il mare, per i paesaggi, per i colori, però io credo che la luce che sono riuscita a trovare qui difficilmente l’ho mai vista altrove.

L’inconfondibile pietra chiara leccese conferisce una luce particolarissima, calda e diversa a seconda del momento della giornata, alla città intera.

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Alcune abitazioni e certi vicoli poi hanno un’aria talmente vissuta, con gli intonaci mezzo scrostati dal tempo, da sembrare uscire direttamente da un affascinante presepe.

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I balconi stretti, quasi tutti sorretti da mensoloni decorati, le finestre incorniciate da maschere, le pigne, spesso di brillante ceramica smaltata, da sempre un simbolo di buon augurio, messe ad adornare eleganti terrazze, gli importanti rosoni delle numerose chiese presenti, una più ricca e sfarzosa dell’altra, non lasciano spazio a dubbi sull’anima fortissimamente barocca di questa città.

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Vi lasciamo l’itinerario a piedi di un giorno che abbiamo fatto noi con le principali attrazioni culturali da visitare più qualche consiglio per soddisfare la gola (e la Puglia si presta bene ai peccati di gola…) con tanto di indirizzi.

Ecco, fossi in voi questi ultimi non me li farei scappare, perchè sono proprio i locali consigliati dalla gente del posto, amici pugliesi sparpagliati tra Bari e Lecce che quando capita vanno a mangiare qui 😉

Dove dormire

Il centro storico di Lecce è racchiuso all’interno di tre porte, Porta Rudiae, Porta San Biagio e Porta Napoli. Gli alloggi all’interno delle mura sono più cari, ma anche più caratteristici. Noi abbiamo alloggiato appena fuori Porta San Biagio, e come abbiamo già avuto modo di dire, il b/b, che poi si è rivelato un affittacamere in realtà, non era un granchè, quindi non ci sentiamo di consigliarlo. O meglio, la camera era anche nuova e spaziosa, ma alcuni fattori hanno complessivamente pesato non poco sul soggiorno. Il piccolo scaldabagno che non permetteva di fare due docce calde di fila, il cucinino a disposizione ma senza l’effettiva possibilità di farsi una tazza di caffè, l’assenza di un ascensore per arrivare al secondo piano, con passeggino e bagagli, il wi-fi altalenante, sono tutti elementi che non ci permettono di consigliarvelo fino in fondo. Quindi il primo consiglio è, se potete spendete un po’ di più e varcate le mura.

Cosa vedere

A piedi, da Porta San Biagio, arriverete all’ex Convento di Santa Maria del Carmine, vicino il Rettorato dell’Università del Salento, una magnifica chiesa barocca dal soffitto importante e dalla riconoscibilissima cupola tutta a scaglie verdi brillanti.

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Tornando sul Corso oltrepassate la Biblioteca, dall’importante colonnato dorico, quindi proseguite fino al Duomo, una piazza chiusa dove affacciano la Cattedrale di Lecce (o Duomo appunto), dall’altissimo campanile, e il Palazzo dell’Arcidiocesi.

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Proseguendo per via dei Perroni arriverete alla splendida Chiesa di Santa Chiara.

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Siete a due passi da Piazza Sant’Oronzo, uno slargo molto spazioso che ha completamente cambiato conformazione nei primi del Novecento quando vennero alla luce le rovine perfettamente conservate di un antico anfiteatro romano datato II secolo d.C. Qui troverete anche la statua del santo che divenne patrono della città solo intorno al 1600 quando Lecce si salvò da una terribile pestilenza. In onore del santo venne fatta erigere la statua dove la vediamo oggi noi ora.

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Da qui proseguite per il Castello di Carlo V, le cui mura di domenica saranno colorate dalle bancarelle del mercato. Mi chiedo quanto debba essere antica questa usanza di praticare commercio intorno alle mura di fortezze, monasteri e castelli, e mi piace che anche oggi si sia rinnovata questa antica abitudine, anche se il mercato in sè non ha proprio niente di caratteristico.

Voltando per Piazza Orsini, tra spettacolari palazzi antichi, c’è la statua dedicata a Tito da Lodi detto il Fanfulla, che ebbe un ruolo talmente importante nella disfida di Barletta del 1503, da venire adottato come personaggio leccese.

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A questo punto arriverete alla splendida Basilica di Santa Croce, che noi purtroppo troviamo in restauro, ma che fortunatamente avevo già visto nel lontano 2003, quindi passando per il cortile del Palazzo della Provincia, passiamo un’oretta di respiro nella bella Villa Comunale, un parco pubblico ricco di verde, fontane e parchi gioco per bambini.

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Dove mangiare

Sono due i posti tipici che ci hanno consigliato a Lecce e dove ci siamo trovati benissimo. Se avete voglia di un boccone serale passate a La Sapore, un pub ricavato all’interno di un grotto, con un delizioso giardino interno, decorato con personalità e con uno staff cordiale e amichevole. Le birre sono buonissime, adatto sia per un robusto aperitivo o una cena sfiziosa a base di specialità locali come la carne di cavallo al sugo, il coccetto di polpetti al pomodoro, le polpette di maiale fritte. Si trova a due passi dal Duomo, vi lascio il link.

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Per un pranzo veloce, ma caratteristico, fate un salto a L’Angolino di Via Matteotti, una pucceria a conduzione familiare piccola, ma dove fanno le migliori pucce della città.

La puccia è uno street food tipico pugliese, una pagnotta morbida e dalla forma rotonda da farcire a scelta. In Salento si usano molto condimenti come la carne di mulo o di cavallo al sugo, le polpette, il tutto accompagnato da un’ampia scelta di verdure sott’olio o ripassate in padella con olio e peperoncino, come le cime di rapa. Favolose le pucce, semplicemente. Anche qui vi lascio il link del posto.

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E se avete più giorni…

Lecce si presta bene a gite nei dintorni. Gallipoli dista solo 30 minuti in macchina, Otranto 40 minuti, il mare dista circa 5 km e la spiaggia più vicina è San Cataldo. Mi hanno segnalato anche paesini favolosi come Nardò e Specchia, ma il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di vederli, anche se pare siano la massima espressione del barocco leccese.

Non potremo far altro che tornare.

La Puglia non delude mai.