#FamilyTravel: 3 giorni in Val Pusteria

Voi come lo immaginate il paradiso? Io non ho dubbi. Se esiste, il paradiso ha senz’altro i colori e le fattezze della Val Pusteria.

Laghi incantati, fitte foreste, giganti rocciosi… Con panorami come questi è impossibile non pensare alla mano di una entità superiore che si sia in qualche modo sbizzarrita al meglio.

Forse sono stata nuovamente colpita da “The Dolomiti Effect”, ma la montagna ogni volta riesce a stimolarmi riflessioni ascetiche e quasi mistiche, invitando alla calma e alla contemplazione.

Avete mai fatto caso a quanto è bella la gente di montagna? Sembra portare la montagna dentro di sé, con il suo aspetto salutare, sportivo, con i suoi sorrisi appena accennati, timidi quasi, silenziosi e rispettosi.

Ma veniamo alle cose pratiche. Con l’hashtag #FamilyTravel abbiamo pensato di raggruppare tutti gli articoli riguardanti i viaggi fatti da noi tre, e anche questo post ne fa parte.  Qui vi parleremo di cosa abbiamo visto in tre giorni con un bambino di due anni, quali le escursioni più facili da fare col passeggino, dove mangiare.

Viaggio e Alloggio

Siamo partiti con la macchina (inutile dire quanto la trovi comoda con un bambino piccolo…) da Roma, circa 750 km impegnativi, ma facili facili (in pratica è tutta autostrada…), fino ad arrivare a Brunico, dove abbiamo affittato un appartamento per 3 notti.

Lo abbiamo trovato su Airbnb, un alloggio a metà tra un loft e una baita, dal salvifico posto macchina privato (i parcheggi a Brunico si contano sulle dita di una mano) e a due passi dal centro storico. I nostri due host, Renate e Christoph, sono stati talmente gentili da lasciarci un seggiolone rendendo i nostri pasti in casa più comodi.

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La camera da letto…Carina, vero?

Ecco nel dettaglio cosa abbiamo visto anche in base alle condizioni climatiche (abbiamo trovato pioggia sempre tranne sabato mattina).

Lago di Braies

Il primo giorno abbiamo visitato il Lago di Braies, andando a coronare uno dei nostri #TravelDreams. I suoi colori sono tutt’altro che photoshoppati, nonostante il cielo grigio e la pioggerella che abbiamo incontrato a tratti.

Si trova nella Valle di Braies all’interno del Parco Nazionale di Fanes-Senes-Braies, patrimonio UNESCO, e ai piedi del massiccio della Croda del Becco. Se Sami fosse stato più grande avremmo senz’altro noleggiato una di quelle romanticissime barchine a remi che permettono di esplorare il lago al largo, ma essendo il bambino ancora troppo piccolo abbiamo preferito prendere il sentiero che dalla spiaggia si snoda lungo la sponda orientale, per una passeggiata semplice con il passeggino (al contrario di quella occidentale, più accidentata).

Il lago racchiude tutte le sfumature del blu e del verde, uno specchio incantato dove le montagne possono ammirarsi vanitose, e che ha ispirato storie e leggende. La più famosa racconta di un’antica popolazione di selvaggi che per proteggere il proprio tesoro dalle razzie dei pastori nascose oro e pietre preziose nelle sorgenti d’acqua del lago, conferendogli quel bel colore verde smeraldo.

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Se avete modo organizzatevi con pranzo al sacco o per un barbecue: c’è un punto ristoro all’imbocco del lago che durante la bella stagione permette l’utilizzo del grill dalle 11 in poi. Adiacente ad esso il famoso Hotel Lago di Braies dove ci fermiamo a mangiare un boccone prima di andarcene. La sala da pranzo è enorme, un po’ attempata e il servizio è lentissimo e poco attento. Abbiamo aspettato 40 minuti per un caffè che non è mai arrivato e al momento di pagare ci siamo resi conto che lo scontrino non era nostro. Buonissima la merenda del tirolese, però, un tagliere di speck, salumi e formaggi locali, accompagnato da una forte ma gustosa salsa al rafano e sottaceti.

San Candido

Dalla Valle di Braies ci spostiamo al Parco delle Tre Cime per una passeggiata uggiosa nel bel paese di San Candido. Sorto ai piedi della Rocca dei Baranci, una delle cime delle Dolomiti di Sesto, San Candido ha origini antiche, addirittura dal 1000 a.C.

Oggi San Candido è una graziosa destinazione turistica per lo sci e il ciclismo. Da qui infatti partono varie piste ciclabili per Dobbiaco, per Brunico e quella più famosa, per Linz, in territorio austriaco.

Il centro storico sorge intorno alla piazza principale, San Michele, sulla quale affaccia l’omonima parrocchia dalla facciata bianca e due statue dorate ai lati dell’ingresso alla navata centrale. Dell’antico progetto rimane solo la torre cilindrica. Tutto il resto è stato distrutto e ricostruito più e più volte nel corso degli anni.

Bellissima invece la Colleggiata di San Candido, una chiesa romanica del 1043 circondata da un cimitero con tante eleganti croci in ferro battuto.

Se avete bambini potrebbe essere interessante una visita al Museo Dolomytos che ripercorre la storia delle Dolomiti grazie a vari reperti fossili di dinosauri ed altri che testimoniano l’orogenesi da barriera corallina a catena montuosa circa 250 milioni di anni fa. E io questa cosa non la sapevo mica!

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Lago di Misurina

C’era una volta un re chiamato Sorapiss, innamorato della sua unica figlioletta, Misurina, una bambina capricciosa e dispettosa, famosa nel regno per le sue marachelle. Il re piuttosto che punirla però la giustificava sempre, pensando che il suo atteggiamento derivasse dalla perdita prematura della madre. Un giorno la bambina venne a sapere da una serva dell’esistenza dello Specchio Che Tutto Sa e pregò il padre affinchè glielo regalasse. Ma l’oggetto non era così facile da reperire. Era infatti di proprietà della Maga del Monte Cristallo la quale, una volta ricevuta la richiesta dell’amorevole padre, gli propose un patto: “Lo specchio sarà tuo, se accetterai di trasformarti in una montagna. Se tua figlia ti vorrà bene rinuncerà allo specchio per salvarti la vita.” Sorapiss prese lo specchio e andò dalla figlia sicuro che avrebbe rinunciato all’oggetto sapendo delle conseguenze. Ma Misurina fu molto contenta all’idea che Sorapiss si potesse trasformare in una montagna sulla quale lei avrebbe potuto correre e giocare, così prese in mano lo specchio e non appena ci si guardò il re, tra lacrime di dolore, si trasformò. Misurina si ritrovò improvvisamente sulla cima di una montagna altissima così, presa da un capogiro, cadde con lo specchio e morì. Dalle lacrime di Sorapiss (ma secondo altre versioni della leggenda, dai pezzi in frantumi dello specchio) nacque il Lago di Misurina.

Vi ho depresso, vero? Eppure io ho un debole per questo tipo di storie. E mi piace che in montagna ogni paese, lago o scorcio abbia la sua.

Leggenda o no, il Lago di Misurina si trova all’interno del Parco delle Tre Cime, a 1725 metri di altezza, sormontato dalle Tre Cime di Lavaredo e il Monte Sorapiss. La passeggiata lungo il suo periplo sarà sui tre km scarsi ed è in piano quindi molto facile da fare con il passeggino. Sempre con i bambini può essere carino percorrere la strada che conduce al vicino agriturismo La Malga, che permette di passeggiare tra mucche bellissime e cavalli fieri. Noi non abbiamo mangiato nell’agriturismo però. Abbiamo preferito un picnic lungo le sponde del lago.

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Tre Cime di Lavaredo e il Lago d’Antorno

In molti me lo avete detto. Non si può andare in Val Pusteria e non vedere le Tre Cime di Lavaredo. Sì, ma come fare con un bambino piccolo? Noi siamo arrivati con la macchina su in cima, oltre il Rifugio Auronzo, da dove partono i vari sentieri per il trekking, e le abbiamo viste da lì. Non è stato facile però, avviluppate come erano nella loro coltre di nuvole grigie in una giornata di pioggia. Brutto tempo o no, il panorama da quassù è mozzafiato.

Bellissimo anche il tragitto in macchina per arrivare fin qui. Ho lasciato occhi e cuore sul piccolo Lago d’Antorno, incontrato salendo da Misurina poco prima di pagare il pedaggio. Si arriva a questa vallata dove c’è solo questo lago e un rifugio.  A quell’ora di pomeriggio non c’era praticamente nessuno e ci siamo trovati soli a fotografare questo specchio d’acqua immobile completamente circondato da abeti e puntinato da genzianelle viola. Semplicemente perfetto. Questo deve essere il posto delle fate e degli elfi del bosco.

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Asinelli nella vallata di Monte della Piana, poco prima di salire per le Tre Cime

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Casa Stube Gustav Mahler

Ci troviamo in prossimità del Lago di Dobbiaco, in via Carbonin Vecchia (da non confondere con la località omonima, circa 15 km di macchina più in là…) dove andiamo a vedere il vecchio maso dove visse il compositore boemo Gustav Mahler. In realtà dell’abitazione non ci interessa un fico. Siamo qui per visitare il parco, una riserva naturale piena di animali all’aperto in stato di quasi libertà. È possibile dar loro da mangiare, non hanno affatto paura degli uomini, quindi è molto facile avvicinarli. Oltre a cavalli, buoi, oche e cinghiali troverete anche daini, cervi, procioni, lama, asinelli, caprette e persino una lince. Il bambino è impazzito di gioia..e non solo lui!😬

Il posto offre anche camere per dormire e un ristorante rustico dove poter mangiare i piatti tipici della tradizione, come canederli in brodo, spatzle, speck, vari salumi di selvaggina e, naturalmente, lo strudel di mele. Conviene prenotare un tavolo se avete intenzione di mangiare qui, i coperti sono pochi. E la conduzione familiare è tanto carina e gentile.

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Il lago di Dobbiaco siamo riusciti a vederlo solo dalla macchina perché poi è arrivato un temporale che ci ha costretti alla fuga bagnati fradici. Ci ripromettiamo di tornare a vederlo.

Brunico

Last but not least, il paese che ci ha ospitato per tre giorni. Per una guida dettagliata e che ci è stata di grande aiuto vi rimando all’articolo di Davide del blog Looking for Europe. Confermo come imperdibile una cena all’Agnello Bianco. Buono lo stinco di maiale, il gulash con i canederli e le birre, anche se ci siamo accorti dopo che la vera specialità del posto sono gli asparagi bianchi. C’era una pagina del menù che abbiamo notato solo alla fine nella quale venivano proposti tanti piatti con questo ingrediente come base e il vino più adatto per l’abbinamento. Il posto è una delizia, caldo, accogliente, sembra una taverna di altri tempi con le cameriere in servizio con gli abiti tradizionali da tirolesi addosso. In generale a Brunico ho fatto fatica a rendermi conto di essere in Italia, visto che il tedesco è la lingua preferita per comunicare, ma la cosa non mi è dispiaciuta affatto. Sempre a Brunico vi suggerisco di provare la pizza al Zum Goldenen Lowen, proprio sulla Via Centrale, un locale molto grande dove fanno delle pizze gigantesche e buonissime.

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Se invece volete assaggiare della birra artigianale ottima e pizze gourmet cotte nel forno a legna provate il Rienz Brau, come il fiume che attraversa il paese impetuoso, il Rienza.

Trovo bellissimo mangiare o anche solo fare un semplice aperitivo al fresco vicino le rapide. Il Capuzina è uno di questi locali, dall’atmosfera rilassata e molto piacevole.

E’stato difficile fare acquisti a Brunico. La maggior parte dei negozi, ma anche alcuni bar e pasticcerie era chiusa per il ponte del 2 giugno.

Questa la nostra Val Pusteria per famiglie, ma torneremo al più presto per fare veri e propri trekking o noleggiare una bici quando il bambino sarà un po’ più grande.

E a voi piace la montagna? Quale è il posto montano più bello che avete visto finora?

 

 

 

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

27 pensieri riguardo “#FamilyTravel: 3 giorni in Val Pusteria

  1. eccomi qua, altra innamorata della Pusteria. Peccato che quest’anno per via della siccità i laghi avevano i colori meno belli del soslito e il lago di Braies era proprio basso…

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  2. Ho fatto il vostro stesso giro a Pasqua… sono luoghi meravigliosi, vero? complimenti per le foto, mi piacciono moltissimo. Vedo che Brunico era deserta come l’ho trovata anch’io, figurati che non siamo riusciti nemmeno a bere un caffè. Non ho visto il lago d’Antorno, però, il che mi offre un’ottima scusa per ritornare. Ormai è un rito: ogni volta che penso alla montagna, vaglio le diverse possibilità e poi finisco sempre in Alto Adige… mi piace la sensazione di sentirmi all’estero in Italia 🙂

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    1. Brunico deserta anche per noi. E’ stato difficile fare colazione o acquistare regalini perchè hanno fatto tutti ponte, persino i bar e le pasticcerie.
      Io dovrei considerarla di più, la montagna. Ogni volta vaglio altro proposte, ma quando poi mi capita di andare torno davvero cambiata, probabilmente rigenerata.
      A Brunico è facile confondersi…sono in Italia o cosa? Per molti aspetti il centro storico mi ha ricordato Monaco di Baviera e il sentire continuamente parlare tedesco accentua questa bella sensazione 🙂
      Già parecchi amcici ci hanno rimproverato per non essere riusciti a vedere il Lago di Anterselva e le Cascate di Riva…
      Faremo “lo sforzo” di tornare 😉
      Grazie per essere passata cara!

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  3. A me piace da matti la montagna e infatti non vedo l’ora che sia domenica prossima per la passeggiata al rifugio. Anche se qui dalle mie parti in Piemonte non ci sono posti belli come la Val Pusteria 😉
    La storia di Misurina è triste, ricorda un po’ le fiabe tedesche dove i protagonisti venivano sempre puniti per le loro marachelle. E’ affascinante il fatto che in montagna ogni villaggio ha la sua leggenda un po’ spaventosa: chissà se forse sono collegate a qualche fatto realmente accaduto in passato…

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    1. E’ vero, in montagna ogni valle, lago o villaggio ha la sua leggenda (raramente capita con i posti di mare…) e questo mi affascina da matti perchè poi mi metto a pensare a cosa si celi dietro la metafora, a quale possa essere la morale, a come possano essere andate davvero le cose. Trovo meraviglioso questo folklore ancora così vivido e sentito. E poi, sarò sadica, ma a me più le storie sono tragiche e più mi appassionano…:) Grazie per essere passata Silvietta. Buona passeggiata domenica!

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  4. Alessia che meraviglia quei colori!! *_* Ma sai che nei giorni in cui eri partita ho cercato su Instagram e Twitter tracce del tuo viaggio e non trovandole ho pensato stupidamente che non fossi più partita?
    Sono contenta che la Val Pusteria ti abbia toccato il cuore…anche se non credo che ci voglia molto…con quei colori e con i sorrisi della gente (è vero ti sorridono appena ti vedono) toccherebbe il cuore di chiunque!
    Concordo sulla bontà delle pizze e su tutte le cose che hai espresso nell’intro! E perdonami…mi era sfuggito il museo delle Dolomiti di S.Candido! Effettivamente è un’attrazione irresistibile per un bimbo! Anche Orso si è lasciato fotografare in tremilapose all’ingresso con i due Raptor 😀 A proposito, visto che meraviglia la casa del fondatore del museo? *_*
    Quindi visto che entrambe dobbiamo tornare un giorno in Val Pusteria, potremmo anche metterci daccordo e trovarci lì insieme! ❤ Sarebbe fantastico! 😉
    Foto stupende! 😀

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  5. Hai ragione Orsa, non ho pubblicato niente. Sono pessima. Ma posso dirti che dopo giornate piene, torni a casa e comunque badi al ragazzino e l’ultima cosa che ti viene da fare è pubblicare roba sui social? Io la stoffa della blogger nun ce l’ho, è inutile raccontarsi storie…Hai visto che non c’è manco un piatto da mostrare? Il tagliere di speck e formaggi…woosh…spazzolato, manco il tempo di farlo arrivare, figuriamoci fotografarlo…ahahah!
    Grazie Dani cara ♥ Ti mando un bacione!

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    1. Capisco perfettamente la questione “spazzolamento”! Ci sono voluti mesi e mesi per allenarmi hahaha! Per la questione social invece (anche io non amo il live) io ho risolto così: prima di partire mi preparo un documento google in cui abbozzo i tweet con i tag così quando torno in hotel copio e incollo il testo e schiaffo solo le foto! 😀
      Che mente malata la mia eh! 😀 😀 😀

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  6. Ahaha anch’io non riesco mai a fotografare i cibi, sono troppo buoni per aspettare! Bellissime foto, sembra davvero il paradiso! Non sono un’amante della montagna, ma per questo luogo farei volentieri un’eccezione. Che carini gli asinelli, immagino Samu sia impazzito 😀 un saluto cara!

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  7. Che posti splendidi ragazzi!
    Adoro quegli specchi d’acqua circondati dalla natura e dai picchi rocciosi così imponenti …e poi le tre cime di lavaredo sono un must see per me! ❤
    Non saprei da quale parte iniziare a guardare, tutto troppo bello! 😀

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  8. A me la montagna piace “ni” ma devo ammettere che la Val Pusteria è uno spettacolo puro. Le foto hanno dei colori che “funzione satura di photoshop”, esattamente servi a che cosa? E poi gli animali, il parco con i dinosauri, la leggenda di Misurina (A-M-O con anima e corpo queste leggende) che per inciso: gran bella testa di pinolo sta bimbaminkia…insomma ti giuro che mi hai lasciata a bocca aperta. Delle foto ormai non ti dico più nulla, tanto giàssai, che so, che ne fai di incredibili.

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  9. Che meraviglia! la Val Pusteria è uno di quei luoghi che avrei dovuto visitare proprio ad agosto di ritorno dal mio viaggio in camper in Austria, ma per questione di tempo ( ho passato più giorni del previsto sul Grossglockner di cui mi sono innamorata follemente!!! ) ho dovuto cambiare itinerario e rinunciare a questa tappa, ma mi sono ripromessa di visitare la zona quanto prima, il tuo diario di viaggio mi sta già facendo sognare!

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    1. Ciao Tiziana! Grazie mille, sono felice che il nostro articolo ti sia piaciuto!
      La Val Pusteria è qualcosa di bello, ti auguro di visitarla presto. Tre giorni sono sufficienti per innamorarsene ma non abbastanza per riuscire a vedere tutt. Contiamo di tornarci presto, con la dovuta calma, per esplorarla meglio. Bello il tuo viaggio in camper! Io adoro il campeggio, ma sai che in montagna non mi è mai capitato di farlo? Non conosco la zona austriaca che hai visitato. Vado a sbirciare sul tuo blog 😉

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