La magia del Mont Saint-Michel: una notte sull’isola delle maree

Il Mont Saint-Michel è un luogo unico che ha affascinato e tutt’ora affascina i viaggiatori di tutto il mondo.

Remoto sulla sua isoletta in mezzo al mare, è collegato alla terraferma da una lingua di sabbia che periodicamente viene coperta dal guizzo volubile delle maree che pian piano salgono inghiottendo tutto ciò che capita lungo il loro passaggio.

È vero, dal 2014 è stata inaugurata una passerella nuova di zecca, una strada fatta di pontili mobili che permettono il libero fluire del mare, evitando che il monte si trasformi in un deposito di sabbia e detriti, ma a me piace pensarlo ancora laggiù, circondato solo da acqua e misticismo.

Tra i pellegrini che non sono rimasti immuni alla sua magia ci siamo anche noi.

Abbiamo avuto la fortuna di visitarlo dormendo una notte sull’isola, nel 2012, durante un viaggio peregrinante tra Normandia, Bretagna e Valle della Loira.

Mont Saint-Michel: dove dormire

Dormire sul Mont Saint-Michel è una di quelle esperienze straordinarie che ci sentiamo di consigliarvi, davvero qualcosa da spuntare dal vostro elenco se siete amanti delle bucket list.

Certo, trovare una camera libera non è facile, viste le poche strutture ricettive presenti, ma muovendosi per tempo è assolutamente fattibile.

Noi, per esempio, avevamo puntato l’Hotel du Guesclin da un po’, almeno sei mesi prima della partenza, e da quel momento abbiamo letteralmente bombardato di email la struttura in cerca di una camera per una notte.

E loro non rispondevano mica!

Ci snobbavano, come solo le dive (o i francesi) sanno fare. Poi una risposta che ha cambiato tutto, che mi ha fatto presagire che quel viaggio sarebbe stato un grandissimo viaggio per la piega che stavano prendendo certe cose.

“Oui, abbiamo disponibilità di una doppia”. La felicità, proprio.

Non pensate che i costi siano proibitivi. All’inizio avevo questo pregiudizio anche io, tanto è che pensavo non valesse più di tanto la pena di mettermi a perdere tempo a cercare. Ma poi mi sono resa conto che i costi non differivano molto da quelli del “Continente”, e così è iniziato lo stalking.

Mont Saint-Michel: il nostro viaggio

Approdiamo al Monte provenendo in auto da nord, scendendo nella baia omonima (che insieme all’isola dal 1979 è patrimonio UNESCO) dopo un bagno nei suggestivi silenzi della Bassa Normandia, quelli che parlano della storia travagliata di questi luoghi in maniera rispettosa, ma anche un po’ beffarda (mi viene in mente la vicenda dell’americano John Steele, rimasto appeso con il suo paracadute alle guglie della Cattedrale di Sainte-Mere Eglise) o quelli che si creano da soli, spontanei, come quando si viene colpiti da qualcosa di molto bello e di non spiegabile a parole, come di fronte alle distese di verde e di azzurro di Cap Le Hague e il suo faro.

402403404405410

430432435

Il Mont Saint-Michel da lontano sembra brillare di luce propria, con i tetti chiari che sembrano fatti d’argento, splendenti e tremolanti sotto la luce del sole e la vasta distesa di acqua attorno a sé, pagliuzze dorate che scintillano a loro volta creando suggestivi riverberi.

Più ci si avvicina alla costa e più il terreno diventa paludoso, fino a trasformarsi in campi fertili, dove il fieno è già stato imballato per l’autunno e le greggi di pecore (che qui si chiamano moutons prè salè, una specie dop) pascolano tranquille.

437444

Il paesino di Pontorson dal quale parte la strada che collega la terraferma all’isola (nel 2012 era ancora un grande cantiere) è un piccolo centro in faccende affaccendato, un via vai di gente che va e viene, di alberghetti, di brasserie a menù turistico, di pullman e traffico.

Mont Saint-Michel: dove parcheggiare e come raggiungere il Monte

L’area per i parcheggi è enorme e sembra labirintica. P1,P2.. ma quale sarà il nostro?

Dobbiamo chiamare la struttura per avere un aiuto. Per chi alloggia sul Monte (che può essere girato solo a piedi) il parcheggio è il P3 e serve un codice numerico che solo l’albergo in cui dormirete può darvi (cercate quindi di chiederlo al momento della prenotazione).

Lasciamo le valigie in macchina, prendiamo solo i cambi che ci occorreranno e ci avviamo a prendere la navetta che ci lascerà ai piedi del Monte, presso la Porte de l’Avancée.

A quest’ora del tardo pomeriggio le mura sembrano come prese d’assalto da orde di visitatori frenetici che si muovono in comitiva con i marsupi legati in vita e le bottigliette d’acqua in mano.

Mont Saint-Michel: la nostra esperienza

Il Du Guesclin è a pochi passi da qui, lungo la salita della Grand Vie, tra negozi che vendono souvenir e omelette.

In effetti anche l’hotel ha un bar sul piano strada, un posto dove non mi fermerei neanche per un bicchiere d’acqua tanto mi sembra vecchio e spoglio.

La reception è al primo piano. Un ragazzo tale e quale a Spud del film Trainspotting (stesso pallore, stessa magrezza.. chissà se anche stessa ascella aggressiva), ci scorta fin lì, prende i nostri dati e ci dà le chiavi di una delle due uniche camere presenti per poi sparire sempre nel silenzio più totale.

spud

La stanza è sulle tinte del rosa e del grigio, sembra quella di una pornostar con tutto questo raso in civettuolo color confetto tra testiera del letto e copri lenzuola.

Mi affaccio alla finestra per vedere uno spicchio di Abbazia che imponente domina su di noi. Sotto, la solita folla di turisti che scorre come un fiume in piena, spazzata via all’improvviso dallo scoppio di un temporale e dall’ultima delle navette che alle 19:00 abbandonerà l’isola fino all’indomani mattina. Un incanto. Improvvisamente è tutto calma, silenzio, solo il rumore della pioggia e l’odore di terra bagnata che penetra dai vetri aperti.

451

Restiamo per un po’ a goderci questa aria fresca, poi saliamo su all’ultimo piano per cenare nel ristorante dell’albergo, che ha la vista sul mare. Mangiamo molto bene, come un po’ ovunque in Francia, anche se il cameriere pallido e fin troppo reverenziale con i suoi continui inchini accompagnati da quei “bon soiree” e “merciii” cantilenanti sembra prenderci un po’ in giro.

703

Il buio comincia a scendere e le acque del mare a salire tanto da farci sentire ancora più in un luogo remoto e inespugnabile nel quale però possiamo muoverci a nostro piacimento.

447463475492505511526

Quando ormai è sera entriamo nell’Abbazia per un tour guidato in notturna. Avevamo letto che può essere molto suggestivo fare questa esperienza, soprattutto di estate, quando si organizzano concerti in molti dei suoi ambienti.

Mont Saint-Michel: un po’ di storia

L’Abbazia di Mont Saint-Michel ha una storia lunga e movimentata.

Un tempo l’isolotto su cui sorge altro non era che uno sperone di roccia, già caro alle popolazioni druidiche che vivevano nelle foreste circostanti. Anche i romani lo usavano come luogo di culto, ma con il Cristianesimo venne costruito un primo oratorio, intorno al secolo IV.

La leggenda racconta che l’Arcangelo Michele chiese a Sant’Auberto, vescovo di Avranches, di costruire per lui una chiesa su quella roccia apparendogli in sogno tre volte. Il vescovo non lo accontentò nell’immediato e l’Arcangelo si vendicò creandogli un buco nella testa con l’utilizzo di un solo dito, risparmiandogli però la vita.

L’Abbazia è stata costruita a partire dal secolo X, ma con il passare degli anni nuove parti vennero aggiunte e trovo interessante questo avvicendarsi di nuovi ordini e stili, dal gotico, al tardo gotico (anche detto “gotico fiammeggiante”, dicitura che trovo bellissima!), al romanico.

Divenne un celebre luogo di culto che richiamava coraggiosi fedeli da tutte le parti del mondo, pronti a sfidare anche temibili maree e pericolose sabbie mobili pur di pregare e chiedere una grazia.

Dievenne fortezza durante la Guerra dei Cent’anni, un baluardo normanno praticamente irraggiungibile per via della particolare posizione e conformazione geografica e prigione dopo la Rivoluzione Francese, soprattutto per criminali politici di spicco, ma venne poi chiusa per diventare a tutti gli effetti un monumento storico verso la fine del 1800.

La nostra visita si è svolta nella penombra di candele, talvolta nell’oscurità, con il temporale che continuava a imperversare fuori e bellissimi assoli allestiti nelle molteplici sale dell’Abbazia: un festoso flauto traverso nei refettori, un cupo violoncello nelle segrete, un’arpa gloriosa e mistica nella navata centrale della chiesa benedettina, quella più in alto di tutto, dalla vista impareggiabile affacciandosi dal sagrato, un suono e un’architettura celestiale che non può che avvicinare a Dio (o a riconciliarsi con lui).

555602603621624639642

Abbiamo avuto la fortuna di vedere un posto unico al mondo nelle migliori condizioni possibili, secondo noi. Ma ci arriveremo poi a questa conclusione, non subito. Per ora siamo ancora confusi, smarriti di fronte a tanta bellezza.

Quando usciamo da qui ci inoltriamo per le vie deserte del monte sentendoci come inghiottiti dalle tenebre, man mano che scendiamo. Altre suggestioni si mescolano a quelle appena vissute, in questo luogo che è un po’ sacro e un po’ no.

656661

Il giorno seguente un magnifico sole accompagna la nostra passeggiata lungo le mura del Monte, e quando i primi turisti di oggi appaiono all’orizzonte e i primi odori di cibo a impregnare l’aria, saliamo sulla prima navetta disponibile e fuggiamo via, affinché nessuna bruttura possa scalfire il ricordo della nostra esperienza, come un fiore delicato che istintivamente proteggi dal caldo o dal gelo.

668679692696699700701709

Voi avete mai visitato un luogo in condizioni apparentemente avverse, ma che alla fine si sono rivelate un valore aggiunto per capire meglio o godere ancora di più del luogo in questione? Fatecelo sapere nei commenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

23 pensieri riguardo “La magia del Mont Saint-Michel: una notte sull’isola delle maree

  1. Che articolo interessante!
    Dev’essere un luogo davvero magico. E’ molto tempo che non rimetto piede in Francia e questo è senza dubbio sulla lista. Non credo di aver mai visitato luoghi anche lontanamente simili purtroppo…
    Buona giornata!

    "Mi piace"

  2. Alessia stamattina mi hai stampato un sorrisone sul viso con questo post! Sai che non ci avevo mai pensato a pernottare a Saint Michel? Che testona che sono, pensavo visita giornaliera e via per la Normandia! Dev’essere stato meraviglioso (a parte la camera stile maitresse) avere Saint Michel tutta per voi! Ecco adesso ho anche le allucinazioni…sento il profumo della cucina dell’alta Francia! 😛 Quindi i prezzi sono alla nostra portata? Che cavolo almeno questo devo spuntarlo dalla lista dei TravelDreams, no? 😉
    Bacione!

    "Mi piace"

    1. Sì Dani, i prezzi sono abbordabili. Certo non ti aspettare strutture nuove o pulite, ma sai, per una notte ci si accontenta (come noi nella stanzetta da porno diva😂). Secondo me Saint Michel non si dovrebbe approcciare come fosse una gita come tante, toccata e fuga. Potendo scegliere, certamente!😉

      Piace a 1 persona

  3. Che sogno dormire su Mont Saint Michel :O Ci sono stata anni fa, in un giorno libero durante un’esperienza di workaway in Normandia, poco distante. Magnifico è dir poco: è un luogo magico, sembra di essere catapultati indietro nel tempo…arrivi e non vorresti più andare via, ci si sente in un altro mondo..una sensazione difficile da spiegare! Ho un bellissimo ricordo e spero di poterci tornare, magari fermandomi anche a dormire!

    "Mi piace"

  4. Mi hai fatto tornare in mente due viaggi in questo posto magico: una volta con i miei genitori e poi anni dopo per conto mio. Dalle tue foto ho riconosciuto tanti angoli che ho visitato di persona!
    Non sapevo però che ci fosse la possibilità di dormire proprio a Mont St Michel, e in effetti avevamo prenotato da qualche parte nelle vicinanze. Certo che rimanere lì la notte deve avere tutto un altro fascino 😍
    Ma quindi chi non dorme sull’isola non vi può più accedere di notte?

    "Mi piace"

    1. Esatto, per il pericolo delle maree. L’ultima navetta parte nel tardo pomeriggio, intorno alle 19 se non ricordo male, e poi si ricominciano i viaggi il giorno seguente. È molto particolare come sensazione, restare praticamente soli sull’isola di notte. Tra le esperienze più belle che ho mai fatto in viaggio. Grazie per essere passata Silvia! ❤

      Piace a 1 persona

  5. Ma che bellezza, dormire a Mont St Michel deve essere un’emozione unica 🙂 purtroppo non ci sono mai stata! Che simpatica la mucca con le macchie, stile Carica dei 101 😀 un bacio bella!

    "Mi piace"

  6. Ho appena mandato un messaggio alla mia migliore amica dicendo che ho proprio necessità fisica e morale di andare a Mont Saint-Michel e pernottarci? Io e la Francia non andiamo tanto d’accordo, ci ho messo piede solo una volta ed i ricordi non sono nemmeno troppo positivi, però se e quando penso a questa nazione, il primo posto in cui mi viene da dire voglio-voglissimo-voglissimissimo andarci è proprio questo. La suggestione, il fascino ed il misticismo che trasmette credo che si possano sentire a pelle.

    "Mi piace"

    1. Hai ragione Marghe, misticismo e fascino a palate. E se riesci anche a dormirci ti regali un’esperienza indimenticabile. Non sapevo del tuo rapporto difficile con la Francia, o per lo meno non lo avevo percepito. Magari Saint Michel ti aiuterà a riconciliarti con lei 🙂 Un abbraccio e grazie per essere passata!

      Piace a 1 persona

  7. Che esperienza fighissima! Ti “ruberò” l’idea appena mi deciderò di andare a Mont Saint Michel finalmente.
    Per rispondere alla tua domanda, la prima volta che sono stata in Islanda, nebbia e pioggia – due cose molto frequenti – inizialmente mi facevano girare un po’ le scatole.. dopo un po’ invece, attraverso la macchina fotografica, ho capito che certi luoghi con quelle condizioni atmosferiche aumentavano di fascino.

    Piace a 1 persona

    1. Hai ragione, sai? Ci sono dei posti dove la pioggia e la nebbia sono quasi dei valori aggiunti. Mi viene in mente la Scozia. Vuoi mettere il Dunottar Castle durante una tempesta? O John O’Groats sotto una distesa di nebbia? 😉
      Grazie per essere passata Fra♥

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...