6 cose che non sapevo su Capri

Quando si parla di mete note e internazionali come Capri i cliché sono dietro l’angolo. Io stessa prima di partire avevo qualche pregiudizio, persino dubbi sulla sua reale bellezza e perplessità sulla sua fama.

Presto arriverà​ il diario della nostra Fuga a Capri per tre giorni dove potrete trovare tutte le nostre impressioni a caldo. Per il momento però mi piacerebbe condividere con voi i 6 aspetti e curiosità sui quali mi sono del tutto ricreduta…

A Capri c’è proprio tanto da vedere

Prima di partire pensavo che Capri fosse solo mare e spiagge, invece mi sono dovuta ricredere. In questi tre giorni c’è stato poco tempo per starsene spaparanzati al sole tante le cose che ci sono da vedere. Sì perché Capri non è solo Piazzetta e Torre dell’Orologio. A Capri potrete guardare i Faraglioni dalla terrazza dei Giardini di Augusto, inebriandovi del profumo delle erbe aromatiche. Potrete fotografare la suggestiva Via Krupp, che con le sue curve e i suoi tornanti conducevano dal centro di Capri a Marina Piccola (ora è chiusa, ma un tempo il suo fondatore, Krupp, un tedesco, magnate dell’acciaio, se ne serviva per raggiungere il suo panfilo). A Capri c’è la Chiesa più antica dell’isola, la Certosa di San Giacomo, che oggi ospita un bel Museo. Per non parlare della Capri da vedere via mare, 28 km di scogliere calcaree, grotte, non solo quella Azzurra, archi naturali, il Faro di Punta Carena. A Capri per vedere tutto questo in pochi giorni, e vale senz’altro la pena, dovrete per forza rinunciare a qualche ora di relax in spiaggia.

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Capri è easy

In centro a Capri la sera c’è il così detto “struscio”, ma in qualsiasi altro momento della giornata sono le ciabatte e i vestiti da spiaggia a far da padroni. Io non immaginavo una simile semplicità, ma capita spesso di vedere gente in copri costume passeggiare per le strade dell’isola. Questo aspetto mi è piaciuto molto perchè mi ha fatto sentire più a mio agio. Che Capri sia cambiata negli anni?

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Capri non è agée come credevo

Un altro aspetto legato al cambiamento è quello dell’età media. Una volta a Capri ci andava solo gente matura, anche perchè una volta esistevano solo pochi alberghi e tutti lussuosi. Oggi, con l’IMU incombente, sono sempre di più quelli che trasformano la casa del prozio in b/b, a prezzi senz’altro più concorrenziali e in zone che non siano solo Capri centro (portando a esplorare anche altre porzioni di isola). Di conseguenza, non solo Capri si è ripopolata di giovani che possono trovare lavoro qui, almeno durante la stagione estiva, ma anche di turisti giovani, di famiglie con bambini piccoli, di giovani coppie. Mi aspettavo un’isola di matusa e invece, sorpresa!

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Uno degli spazi comuni nel nostro albergo ad Anacapri

A Capri i viaggi in bus sono un’avventura (e i residenti sono avvelenati)

A Capri le uniche auto che possono girare sono quelle dei residenti. Non tutti però se la sentono di guidare su quelle stradine strette, in pendenza e con il dirupo fuori il finestrino. Molti preferiscono lo scooter, ma se anche le due ruote risultano insostenibili, non rimane che andare in giro a piedi o con gli autobus.

I bus di Capri sono al limite di Amnesty International. Carri bestiame, con pochi posti a sedere per via delle dimensioni ridotte delle navette (e per forza di cose, altrimenti come si potrebbe pensare di passare su quelle stradine strette strette?!), senza aria condizionata. Eppure un giro su queste navette della morte costa 2€ se riuscite a comprare i biglietti via terra, 2,50€ a bordo. All’inizio credevo che fossero tariffe per i turisti, ma quando durante uno di questi viaggi abbiamo scambiato due chiacchiere con una signora di Capri, abbiamo scoperto che questi prezzi si applicano anche ai residenti, e la cosa ci ha sconcertati.

Per quale servizio pagano questi poveretti? In piedi, spiaccicati come mosche sui vetri, attaccati ai turisti che spesso non brillano per educazione per aspettare in fila, vuoi perché non sanno come funziona, vuoi perché ci provano e basta, senza aria per respirare.

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Facciamoci due calcoli. Se un residente da Marina Piccola deve raggiungere Capri per lavoro (come la signora in questione, insegnante in una scuola del centro) deve passare per Anacapri quindi fare il cambio fino a Capri e poi ritornare. Quindi 10 euro al giorno. La signora era giustamente indignata e la cosa ci ha fatto riflettere su quanto possa essere difficile vivere a Capri. D’estate un caos totale di gente, d’inverno tutto che chiude tanto da sembrare un’isola fantasma. Con la costante dei disagi e dei prezzi più alti.

Anacapri non è la sorellastra di Capri

A differenza di quanto immaginassi, Anacapri non manca di cose belle e interessanti da vedere. Anzi, per certi aspetti l’ho quasi preferita alla sorella più famosa. Salite sul Monte Solaro in seggiovia per godere di una vista impareggiabile dal punto più alto dell’isola, a 589mt. Entrate al complesso monumentale di San Michele per ammirare il suo magnifico pavimento di maioliche pitturate secondo l’arte settecentesca napoletana. Fate un giro alla bizzarra Casa Rossa, un trip esotico con le sue architetture arabeggianti e l’iscrizione in greco sul portale d’ingresso che secondo me racchiude in poche parole la filosofia di Anacapri e dei suoi abitanti: “KAIRE O POLITA APRAGOPOLEOS” (Salve cittadino della città dell’ozio). La sera è un piacere girare per queste stradine illuminate a festa, tra odore di boungaville e granite al gusto di cedro.

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Capri ha un suo profumo

La leggenda narra che nel 1380 il pretore della Certosa di San Giacomo, preso alla sprovvista dalla venuta a Capri della sovrana Giovanna d’Angiò, preparò un bouquet con i fiori più belli che riuscì a trovare sull’isola. Solo quando la regina se ne andò il pretore si rese conto che l’acqua nella quale erano conservati rimase impregnata del loro forte odore. Consultato un confratello che si occupava di chimica, egli scoprì che il profumo persistente era dato da un tipo particolare di fiore che cresce sull’isola, il Garofilium silvestre caprese. Nacque così una delle case profumiere più famose del mondo.

Vero è che nel laboratorio della Certosa sono state rinvenute le antiche ricette dell’arte profumiera del passato e che il pretore di San Giacomo nel 1948 le abbia condivise con un minuscolo laboratorio chimico piemontese creando la nota casa produttrice che conosciamo oggi.

Nacque così Aria di Capri e tante altre fragranze che ho avuto modo di scoprire sull’isola e delle quali ignoravo completamente la storia. Affascinante. E il negozio in via Camarelle è di una eleganza senza tempo.

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E voi siete mai stati a Capri? La trovate cambiata negli anni, e se sì in meglio oppure no? Quali le vostre impressioni dell’isola?