#ConoscoUnPosticino…il villaggio di Kampi

Se dovessi chiudere gli occhi e riportare alla mente un luogo speciale sull’isola di Zacinto, non ho dubbi. Non sarebbe la Spiaggia del Navagio o il Faro di Kerì né la collina di Bochali. Sarebbe Kampi.

Kampi è un villaggio scovato per caso tornando dal meraviglioso fiordo di Porto Limionas, tra montagne cariche di ulivi, galline che razzolano libere sotto lo sguardo attento di un gatto randagio, quattro casupole scrostate e due taverne.

 

Non c’è niente qui eppure questa è la Grecia vera per me, o perlomeno, come mi piace intenderla.

Due taverne, dicevo. Una di queste si trova alla fine di una strada polverosa che affaccia su una terrazza a picco sul blu. A Kampi semplicemente troverete il miglior panorama e, probabilmente, tramonto dell’isola.

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Non è obbligatorio fermarsi a mangiare per questo spettacolo di vista. I proprietari della taverna, che si chiama Mixalis, sono una famigliola talmente gentile che vi permetteranno tutte le foto che volete senza chiedere nulla in cambio.

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Ma fossi in voi però, io qui un boccone lo mangerei, soprattutto a cena.

Vi faranno accomodare sotto la pineta, in cima alla scogliera, avvertendo un vago senso di vertigine che un pochino vi farà tremare le gambe e allo stesso tempo vi piacerà.

Dall’interno arriveranno attutite le note di qualche canzone popolare, e a suon di bouzouki e sirtaki, mangerete pesce fresco e formaggio a volontà.

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Un cagnetto nero di appena qualche mese gironzola trotterellando allegro in cerca di qualche carezza per poi andare a dormire ai piedi di un alberello. E quando ci sono animali liberi, io non so dirvi, per me sono sempre posti un po’ speciali.

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“Ci siamo appena conosciuti e già ti voglio bene”

Tra una mangiata e una coccola, che possono essere tranquillamente la stessa cosa, scende la sera ed è in quel momento che comincia la magia.

Le luci si fanno morbide, il cielo si incendia. Il sole che tra poco sparirà sotto la linea perfetta dell’orizzonte ha reso tutti muti, fissi con lo sguardo in un’unica direzione.

È il momento degli abbracci, del tenersi per mano, come non si fosse in grado di gestire da soli tanta bellezza, come se si avvertisse l’urgenza di dire al compagno “io ci sono e non sei solo”.

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Questa luce, che ha reso tutti più fragili, nello stesso tempo è riuscita a rendere forte e indelebile il ricordo di un’estate su un’isola incantata come Zacinto, in un luogo remoto eppure denso di suggestioni come il villaggio di Kampi.

 

 

 

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

11 pensieri riguardo “#ConoscoUnPosticino…il villaggio di Kampi

  1. Questi sono i posticini che immagino anch’io quando penso alla Grecia…queste atmosfere qui. Semplici, genuine…un panorama eccezionale, qualche tavolino sotto un pergolato con le lucine da sagra paesana, una famiglia che cucina e ti fa sentire a casa, gatti e cani che scorrazzano liberi, una musica in lontananza…che felicità!

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  2. Eccoli, i posticini fuori dal mondo che restano appesi nella mente come lampadari, pronti a illuminare i ricordi. E sono proprio questi i luoghi che è bello scoprire negli articoli, perdendosi nelle foto. A parte il tramonto spettacolare… e quella terrazza… e la calma che si respira… ma quella cremina rosa nel piatto, cos’era? Non so perché mi incuriosisce tanto 😀

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  3. Decisamente non il posto dove sono stata io in Grecia 😉
    Mi immagino come deve essere vivere lì, con un panorama del genere tutti i giorni. Forse una tale bellezza rende le persone più gentili, al punto di permettere ai proprietari di scattare fotografie liberamente. Ah, come vorrei essere lì ora 😍

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  4. Che spettacolo! *_*
    Trasuda tantissima intimità e concordo al 100% sui tuoi due assiomi del giorno:
    “quando ci sono animali liberi sono sempre posti un po’ speciali” e l’altro “una mangiata e una coccola possono essere tranquillamente la stessa cosa”! Io ci farei quelle targhette decorative in ceramica tipo Attenti al cane o alla suocera (che a volte è più mordace dei cani) 😛
    La Grecia che immagino è proprio come questa descritta nel tuo post Alessia!
    Buona serata, un bacio!

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