Impressioni di Lisbona, città dai mille volti

Lisbona mi ha messo in crisi. Aspetto una vita per andare a vederla (non a caso l’avevo inserita tra i nostri #TravelDreams quest’anno) e quando finalmente trovo un volo favorevole  per passarci il weekend del mio compleanno non trovo le parole per raccontarvela.

Come si fa a raccontare Lisbona?

È stato (forse) detto tutto su di lei e in rete si trovano centinaia di informazioni al riguardo, da cosa vedere, a dove mangiare.

La sensazione che ho avuto io, però, è che non si finirebbe mai di scoprire Lisbona e che inquadrarla nel tempo di soli tre giorni è impresa ardua.

Lisbona ha più volti. Non c’è solo l’immagine decadente e nostalgica, come tutti mi avevano raccontato prima di partire. Cioè, sì, è anche così. Basta gironzolare per le strade di Alfama per rendersene conto. Ma non è solo quello.

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Lisbona è di una bellezza disarmante che affascina e lascia storditi.

Non hai il tempo di posare lo sguardo su un particolare che ti ha colpito che subito, sfacciata, ti mostra ancora quello che può dare, come un abile commerciante che vuole vendere tutta la sua mercanzia nel tempo di un amen.

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Ancora oggi io non saprei dire cosa mi abbia entusiasmato di più, se le facciate di maioliche colorate dei bei palazzi antichi del centro storico oppure l’eleganza delle sue piazze e delle sue calçadas.

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Se quell’aria di vissuto, di quotidianità, che si respira per le vie di Alfama, insieme all’odore di bucato, o il cielo ritagliato tra i millemila intrecci dei fili dei tram, come spicchi di un blu talmente intenso da far concorrenza agli azulejos.

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Non so se mi abbia rapita di più la vista che si gode dai numerosi miradouros, punti panoramici spettacolari che invitano al respiro (e a riprendersi dalle implacabili salite…), o quell’aria deliziosamente retrò che ogni tram o bottega sembra portare con sè.

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Lisbona sa essere vintage e moderna, regale e povera, sontuosa e semplice, accogliente e scontrosa.

Lisbona ha la cazzimma e non tutti sono affabili con il turista.

La scritta Croceristas Terroristas grida, ogni tanto, da qualche muro scorticato del centro, ed anche i tassisti di Lisbona spesso non ti fanno sentire il benvenuto.

Hanno tutti quell’espressione imbronciata di chi vorrebbe mandarti a quel paese, ma pur di lavorare ti fa salire sulla sua auto, quasi a farti un favore, per poi sfrecciare come pazzi, anche se hai con te un bambino. Nonostante tutto abbiamo usato spesso il taxi per risparmiarci qualche brutta salita essendo tra i più economici che abbiamo mai trovato in Europa (per adesso).

E’ una città complessa e sfuggente, Lisbona, e sono certa che anche se tornassi altre dieci volte non la troverei mai uguale a prima e probabilmente senza essere ancora riuscita a inquadrarla.

Una cosa è certa. Un viaggio a Lisbona saprà sempre come coinvolgere i vostri sensi.

Le chitarre portoghesi risuoneranno ad ogni angolo delle strade e vi accompagneranno ad ogni passo a ritmo ora di rock, ora di samba.

DSC_0255DSC_0565DSC_0766DSC_0818DSC_0828DSC_0843Vi resterà per sempre impresso il sapore dolce della ginjinha e quello più deciso del bachalau. Il profumo di burro dei pasteis de nata mentre la sfoglia si sbriciola ad ogni morso e quello del pesce fresco preparato al momento.

 

Non pensavo potesse mancarmi quella musica cantilenante che è la lingua portoghese e quell’obrigado che è molto più di un semplice grazie.

Spesso quando mi trovo in una città straniera la domanda che mi faccio più spesso è: “Ma qui ci vivrei?”

E io, con Lisbona, non ho avuti dubbi, nemmeno per un attimo, a rispondere di sì.