I Diari di Lisbona #2: il fascino decadente di Alfama

A bordo del nostro taxi lasciamo l’Oceanário e raggiungiamo Alfama, lungo le sue fitte stradine. Passiamo davanti l’imponente Monastero di São Vicente de Fora dove, nei paraggi, essendo sabato, si sta ancora tenendo la Feira da Ladra, uno dei mercati delle pulci più famoso e antico di Lisbona.

Ci arrampichiamo arrancando persino con la macchina lungo salite una più tortuosa e provante dell’altra, sotto lo sguardo stremato e un po’ invidioso dei turisti che hanno scelto di farsela a piedi.
Il taxi ci lascia proprio sotto il Castello di São Jorge. Facciamo i biglietti e accediamo al suo splendido miradouro, un luogo incantato di pace e tranquillità: nonostante i numerosi visitatori, si riesce sempre a ritagliarsi un momento per sé qui.

DSC_0495DSC_0496DSC_0500DSC_0506DSC_0508DSC_0514DSC_0518DSC_0523Prendiamo una bibita fresca e ci attardiamo sotto l’ombra dei pini per ripararci dalla calura. Una vista magnifica si spalanca ai nostri piedi, credo che se vivessi qui non ne sarei mai stanca, mentre due ragazzi con le chitarre sono accovacciati a terra, gambe incrociate, e provano una dolce melodia in coppia.

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Alfama è un quartiere che va vissuto, respirato, perché Alfama è vita di tutti i giorni, è quotidianità, è complessa semplicità. I suoi palazzi scrostati, i panni stesi ad asciugare che emanano odore di pulito, le signore che si apparecchiano un panchetto in piazza per offrirti un bicchierino di ginjinha fatta in casa, 1€ a cicchetto.

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Alfama è unico nel suo genere. Sporco, trasandato, popolano, ma va bene così, deve rimanere così perché, a parte qualche locale un po’ più tirato a lucido, ho visto ancora tanta ruspante autenticità.

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Scendiamo lungo mare e ci ritroviamo nello stesso parco giochi di ieri sera, solo che oggi, a quest’ora del pomeriggio, è preso d’assalto da ragazzini scatenati. Samuele non è da meno e si butta a capofitto nella mischia provando a fare amicizia con altri bimbi, mentre noi sveniamo per un po’ seduti su questo prato invitante.

img_20171007_183835181.jpgPrendiamo la metro e dopo un cambio arriviamo a Cais do Sodrè, capolinea della linea verde, ex quartiere malfamato della città, oggi completamente rivalutato.

Qui c’è il Mercado da Ribeira, proprio dall’altra parte della strada, e cominciamo ad avere un certo languorino…

(Continua…)

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