#NellaMiaCittà: Mostra di Bernini a Galleria Borghese

Se è vero che l’arrivo dell’anno nuovo è foriero di buoni propositi e desideri da realizzare, allora il mio 2018 non poteva cominciare in maniera migliore.

Dopo anni di inutili tentativi e interminabili liste d’attesa (per essere precisi, è dai tempi del liceo che ci si prova…) sono riuscita a visitare uno dei musei più belli che ci sono a Roma, se non nel mondo, Galleria Borghese.

Per festeggiare i vent’anni dalla sua riapertura è stata organizzata una mostra interamente dedicata a quel genio di Gian Lorenzo Bernini, ma riuscire ad accaparrarsi un biglietto è stata impresa ardua tanto è che mi sono ridotta agli sgoccioli. La mostra infatti terminerà il 4 febbraio 2018.

La Mostra

Credo non si possa immaginare location più adatta di Galleria Borghese per celebrare Bernini. Durante la sua lunga carriera lavorò moltissimo per questa importante famiglia, trovando nel cardinale Scipione Borghese un suo convinto mecenate.

A Galleria troverete opere famose del genio napoletano, ma anche quelle negli anni definite “minori”, spesso destinate a decorare fontane e spazi all’esterno dei giardini di Villa Borghese o ad impreziosire cappelle private e chiese, come le splendide Santa Bibiana e La Verità.

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La mostra propone inoltre una serie di opere solitamente conservate al Louvre esposte in via eccezionale a Roma dopo lungo e attento restauro, come il bellissimo Ermafrodito.

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Non sono un’esperta, il mio rapporto con l’arte in generale è molto di pancia, e anche l’idea di questo articolo lo è, un modo diretto non di certo per provare a spiegare qualcosa, non ne sarei in grado, quanto piuttosto per condividere con chi mi vorrà leggere le sensazioni e le emozioni nel trovarmi in mezzo a tanto splendore.

Mi sono sentita privilegiata a poter girare per quelle sale già favolose da sole per la ricchezza dei decori, dei soffitti affrescati, dei mosaici…

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Ho dovuto forzarmi a non allungare una mano per verificare che l’imbottitura del materasso sul quale è adagiato l’Ermafrodito fosse davvero fatta di marmo, tanto i particolari sono precisi e minuziosi…

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Credo di non aver mai visto prima un David nell’atto di usare la fionda, secondo il celebre mito. Credevo di aver sbagliato sala e di trovarmi di fronte la statua di un qualche atleta dell’antichità, con quella torsione del busto e quell’espressione di sforzo e rabbia e precisione che in tutto e per tutto lo fanno somigliare a un uomo.

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E anche Enea che porta sulle spalle suo padre Anchise esprime tutta la forza  e la stanchezza di un uomo provato che fugge dopo tante battaglie.

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Apollo e Dafne te la devi andare a cercare in quel dedalo di sale tra primo e secondo piano e una volta che si entra uno non può che restare a bocca aperta a contemplare la bellezza dei particolari, la dinamicità delle figure, due presenze oserei dire carnali che sembrano scappare via, proprio lì, davanti agli occhi del fortunato visitatore, la bocca di lei aperta e l’espressione stralunata che sembra quasi di poter udire le sue grida di aiuto. Io, non so se vi è mai capitato, a me mai prima d’ora. Mi sono sciolta in lacrime e anche ora che scrivo al pensiero di quella forte emozione faccio un po’ fatica a tenere il filo del discorso.

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C’è tutta una sezione dedicata alle opere minori del Bernini che ho trovato incredibile. Il ciclo delle Quattro Stagioni, il Fauno Infastidito da Due Putti, ma anche la Testa di Anima Dannata, che la fa somigliare a una maschera teatrale.

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Inverno e…mia sorella sullo sfondo!

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Oltre Bernini

Che il mio artista preferito sia Caravaggio l’avevo già raccontato in questo post parlando di un tour al quale avevo partecipato proprio sulle orme del celebre pittore. Potete immaginare la mia felicità a Galleria nel trovarmi di fronte opere come il Giovanni Battista o il Bacchino Malato.

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Mi sono emozionata al cospetto di Paolina Borghese, vista solo sui libri, che mi guardava languida dal suo triclinio e ho pensato che in confronto alle donne del Bernini quelle di Canova sembrano delle suore…

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Info

Galleria Borghese si può visitare solo su prenotazione a questo numero e a questi orari:

T +39 06 32810
info@tosc.it
Dal lunedì al venerdì 9.00-18.00 e sabato 9.00-13.00

E’ possibile visitare il museo senza obbligo di prenotazione, presentandosi direttamente in biglietteria 30 minuti dopo l’orario di inizio del turno di visita.

Il numero di biglietti last-minute è limitato quindi vi lascio immaginare le scene degne del peggior mercato rionale.

I biglietti costano 22€, cioè 20€ più 2€ di prenotazione obbligatoria. I ridotti 13,50€ più 2€ di prenotazione obbligatoria.

La riduzione è valida solo per coloro facenti parte della Comunità Europea. I ragazzi europei fino ai 18 anni non pagano.

I turni di visita sono di due ore per un massimo di 360 persone e si effettuano nei seguenti orari
09.00-11.00 / 11.00-13.00 / 13.00-15.00 /
15.00-17.00 / 17.00-19.00

Il Giovedì sera il Museo è aperto anche dalle 19.00 alle 21.00. Chiuso il Lunedì.

 

A voi è mai capitato di sentirvi emozionati di fronte un’opera d’arte? Quale?