La mia seconda volta: 5 città dove tornerei

Costretta a casa da giorni per colpa di una influenza implacabile e senza esclusione di colpi, ho trovato in Netflix il compagno ideale per lenire la mia agonia, in particolare in una serie TV, Everything Sucks!, che ben si addice già dal titolo non solo alla mia condizione di salute, ma proprio al periodo in generale.

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La serie è deliziosa, forse con qualche cliché, ma la trama scorre bene e se, come me, avete fatto il liceo negli anni ’90 non può che farvi rivivere qualche piacevole deja-vu.

Sì perché la storia si svolge in una cittadina dell’Oregon, Boring (pensavo si trattasse di un nome fittizio, invece esiste veramente), dove nel liceo locale si mescolano le vicende dei vari personaggi tra crisi esistenziali e d’identità, sogni e speranze. A far da legame una riconoscibilissima colonna sonora, la vera chicca della serie, secondo me, che spazia dagli Oasis alla Morissette, dai Nirvana agli Ace of Base.

E ho pensato che forse la serie mi è piaciuta tanto perché in fondo simile ad altre seguite in questi ultimi mesi, come Stranger Things o Dark, tutte di genere profondamente diverso, ma accomunate da un fattore ricorrente: la nostalgia.

Viviamo tempi nostalgici, proprio.

Io non so se è una fase ciclica, un reflusso storico che ogni decennio si ripresenta come una specie di cometa, fatto sta che mai come in questo periodo mi sento letteralmente bombardata da rimandi al passato. La cosa ovviamente riguarda in qualche modo anche il modo di raccontare viaggi: vedo in giro molti hashtag interessanti che riguardano  il nostro modo di viaggiare negli anni passati… Poi vabbè parlo io, la signora del vintage, che ancora prediligo il metodo del caro e vecchio diario di viaggio, ma che per me rimane ancora uno dei pochi mezzi autentici per fare storytelling. Comunque, non che la cosa mi dispiaccia, anzi…

Permeata da questa atmosfera nostalgica dolce amara, nella quale a volte mi sorprendo  a crogiolarmi, malaticcia e con pochi viaggi all’orizzonte, se non un mordi e fuggi in Sicilia a fine aprile, non ho potuto far altro che tirare fuori vecchie foto di viaggi passati e chiedermi dove tornerei e perchè.

La prima città dove tornerei anche domani è senz’altro Parigi.

Sono passati troppi anni, ben 11, dal mio primo e unico viaggio nella Ville Lumière, e i ricordi cominciano a farsi sfocati. E sapete, quando la memoria comincia a perdere colpi, quello che rimane sono solo delle sensazioni. Parigi me la ricordo con quell’atmosfera da luna di miele, romantica, morbida… Ma tutto questo corrisponderà davvero a realtà o è solo frutto di un ricordo un pochino idealizzato?

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Eh sì, tornerei anche a Versailles…

Tornerei a New York perché quando siamo stati nell’estate del 2006 abbiamo avuto la sfortuna di imbatterci in un tornado, Ernesto da Cuba (che fantasia per i nomi sti metereologi eh?), che non ci ha dato tregua, costringendoci a una visita inzuppata di pioggia e probabilmente anche frettolosa. Proverei i localini più autentici, vivrei di più la città by night, farei un salto a Ellis Island… Le foto con quella luce implacabile non sono venute granché. Ecco, tornerei a New York anche per avere foto decenti.

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Londra

E stato il primo viaggio fatto con Valerio, appena fidanzati. In quell’estate di 14 anni fa, praticamente dei ragazzini, abbiamo dedicato una settimana alla scoperta della città andando a toccare le attrazioni classiche e forse anche un po’ noiose che la City offre. Tornerei a Londra per viverla più come local che come turista. Frequentare i mercati tipici, bere una birra in un pub di Soho, ascoltare un concerto alla Royal Albert Hall, vedere una commedia a teatro… Più un desiderio prettamente turistico, ma che non ho potuto realizzare l’ultima volta. Visitare la tomba di quel mito di Freddie Mercury.

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Lisbona

Magari non nell’immediato, il viaggio è ancora fresco e denso di ricordi, ma non posso pensare a una seconda volta in una città e non comprendere anche lei. Ci sono ancora troppe cose da vedere, angoli da scoprire…Come ho già detto Lisbona non finisce mai di sorprendere perchè ti prende per mano e ti porta dove vuole lei…

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Quebec

Più che una città me la ricordo come una perla! Soprattutto la Quebec “bassa”, più antica e che sembra uscita da una fiaba, con i suoi vicoli acciottolati e i suoi musicisti di strada. Siamo stati solo due notti, davvero troppo poco, e se tornassi mi piacerebbe pernottare in centro, per vivermi fino in fondo quell’atmosfera d’altri tempi che tanto si addice a questa splendida città.

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Voi dove tornereste di corsa? Vi è capitato di tornare in una città già vista in precedenza e di averla apprezzata ancora più che durante la prima volta? O che vi ha delusi rispetto alla prima volta?