Sicilia Orientale in quattro giorni: l’incanto di Ortigia

In Sicilia per quattro giorni, abbiamo scelto Catania come base e dopo una (mancata) visita a Taormina, il martedì partiamo per Siracusa, o meglio, puntiamo direttamente all’isola di Ortigia, la sua parte più antica. Parcheggiamo l’auto in uno dei posteggi a pagamento ed entriamo direttamente dal mercato. Mi rendo conto che, forse, tutte le città si dovrebbero cominciare a esplorare dal mercato, per capirne gusti e abitudini.
Il mercato di Siracusa è pittoresco e ricco di cose buone, dalle montagne di olive aromatizzate al finocchio e ai peperoni, alle spezie profumate, dalla pasta di mandorle semplice e ripiena (le mie papille sono ancora in festa), alla crema e al pesto di pistacchio.

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Uscendo dai vicoletti ci ritroviamo in un’ampia piazza soleggiata dove spiccano le rovine di uno dei templi dorici più antichi di tutta la Sicilia, il Tempio di Apollo, datato intorno al VI secolo a.C.

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Imbocchiamo il corso che in salita conduce a Piazza Archimede il cui centro è sormontato da una scenografica fontana, la Fontana di Diana, quasi un groviglio di zoccoli, cavalli e divinità in mezzo alla foga dell’acqua.

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Ci inoltriamo nel cuore del centro storico, seguendo le indicazioni per il Duomo restando affascinati passo dopo passo dalla grazia di questa cittadina antica, dalla pietra chiara che le conferisce una luce tutta particolare.

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Ci fermiamo per un boccone in uno dei tanti bar-gastronomia, e uscendo da uno stretto vicolo ci ritroviamo come per incanto nella magnifica Piazza Duomo.

Credo si possa senza alcun dubbio definire una delle piazze più belle d’Italia, un’armonia di stili, di dimensioni… E’ semplicemente perfetta, quasi una scenografia, non sono riuscita a trovarle un difetto.

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Si ha la sensazione di trovarsi in un salotto, quello buono e più elegante, un palco che espone tutta la fine esuberanza del Barocco Siciliano. Protagonista indiscussa della piazza è la Cattedrale della Natività di Maria Santissima, costruita su quello che era un antico tempio dedicato a Minerva (all’interno si possono ancora vedere le possenti colonne), ma anche, sulla sua destra, il Palazzo del Senato o Palazzo Vermexio, dal nome dell’architetto che lo progettò.

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Quasi di fronte la Cattedrale, svetta Palazzo Beneventano del Bosco, dal nome della famiglia nobiliare che lo acquistò dopo il violento terremoto del 1693. Già solo il cortile interno, con il portico e le belle vetrate simmetriche, bastano a far percepire l’armonia che caratterizza questa struttura e innamorarsene.

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In fondo alla piazza quasi in posizione defilata, la Chiesa di Santa Lucia, con il pavimento in meravigliose maioliche. Scendiamo verso il mare, cominciamo quasi a sentirne l’odore, finchè una fetta di blu brillante e luminoso si staglia per noi all’orizzonte.

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Non so spiegarvi la sorpresa nell’uscire dai vicoli stretti di Ortigia e ritrovarsi all’improvviso in un ampio piazzale che si spalanca sul mare. Un capannello di gente si affaccia dall’alto per ammirare la suggestiva Fonte di Aretusa, uno specchio di acqua dolce popolato da papiri e grasse carpe. Non mi stupisce che in passato abbia ispirato miti e leggende: una fonte sotterranea dalla doppia struttura circolare che esce in superficie per poi riversarsi in mare…Uno spettacolo unico.

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Proseguiamo la nostra passeggiata lungomare, tra ristoranti di pesce con affaccio privilegiato sul mare, una tavola trasparente e che invita al tuffo, e una volta oltrepassato il Castello Maniace proseguiamo lungo la scogliera sotto un sole che non dà tregua. Passiamo davanti la splendida Chiesa dello Spirito Santo, la cui cupola calcarea si vede da tutto il lungo mare di Ortigia, un profilo che pian piano curva, sinuoso, creando golfi e insenature. Una scala ripida e arruginita dalla salsedine scende verso una spiaggia di ciottoli colorata dai teli e dagli ombrelloni di qualche bagnante dalla pelle di chi ha preso questo sole sotto gamba.

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Da urloooo!!!

Ci piacerebbe vedere il Teatro e le Saline di Siracusa, ma il bambino ha la febbre e anche noi siamo belli stanchi, così preferiamo tornare a Catania.
Avevamo sentito parlare della bellezza di Siracusa, ma sinceramente non ce l’aspettavamo TANTO bella. Sarà che non eravamo neanche supportati da una guida, avendo acquistato solo quella per Catania e Taormina, e forse proprio questo girovagare quasi alla cieca ha contribuito ad amplificare quel senso di disarmante stupore che solo i più bei luoghi al mondo sanno regalarti.

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Voi siete stati a Siracusa? Vi è piaciuta?