Parigi insolita: dieci cose da fare da soli e con bambini

Il nostro weekend lungo ci ha permesso di vedere una Parigi diversa rispetto al primo viaggio di undici fa, tutto Louvre e Tour Eiffel.

In questi tre giorni (il quarto è stato completamente dedicato a Disneyland) abbiamo girato a piedi, in bus o con l’aiuto della metropolitana (rete dal conto suo davvero capillare, ma per niente family o handicap friendly…le stazioni non hanno scale mobili né ascensori) scoprendo angoli della città per noi inediti.

Queste sono dieci cose che magari non fareste durante la vostra prima visita a Parigi, ma che noi vi consigliamo, da soli o se avete bambini, qualora vi andasse di vedere una Parigi “alternativa”.

Scoprire il quartiere Montparnasse

Questo quartiere non ha niente di prettamente turistico, ma abbiamo comunque scelto un alberghetto in zona per stare vicini ai nostri amici, in viaggio con noi, ospiti in un appartamento nei paraggi.

Montparnasse offre una serie infinita di brasserie, ristorantini cinesi, thailandesi, indiani, dei forni da urlo e tanti altri servizi. Mi ci sono trovata proprio bene, se dovessi tornare a Parigi probabilmente soggiornerei di nuovo qui. Anche per rivedere certi panorami…

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Vedere Parigi dall’alto della Tour Montparnasse

Come accennato, Montparnasse è di solito fuori dai circuiti turistici, essendo più che altro frequentato dai parigini che ne fanno spesso la loro destinazione per un aperitivo, un cinema, un teatro.

Nel complesso commerciale delle Galeries Lafayette (il magazzino, quello storico è sempre su Boulevard Haussmann) svetta imponente la Torre Montparnasse che dall’alto dei suoi 59 piani offre una vista a 360°su tutta la città. Il biglietto per accedervi costa 18€. Ma chi l’ha detto che a Parigi c’è solo la Tour Eiffel? 😉

Una passeggiata nel Cimitero di Montparnasse

Il cimitero più famoso a Parigi è il Père Lachaise, ma anche questo, più piccolo e che quasi non si nota andando di fretta per le ampie boulevard di Montparnasse, ha molto da raccontare.

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Considerato un tempo come luogo di sepoltura per i poveri, questo cimitero negli anni ha visto la tumulazione di personaggi illustri come Jean Paul Sartre o Charles Baudelaire.

Comunque, a dirla tutta, noi non eravamo alla ricerca di tombe famose, piuttosto volevamo fare una passeggiata nella calma e nella tranquillità che solo un campo santo può dare, osservando le bellissime sculture scelte da alcune famiglie per decorare la tomba del proprio caro.

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Dedicare tempo ai Giardini di Luxembourg

Tra i mille parchi belli di Parigi questo è sicuramente il mio preferito e durante questo secondo viaggio non ci siamo fatti mancare un intero pomeriggio qui, a passeggiare, osservare la gente che si rilassa leggendo un libro o che si tiene in forma, assistere ad agguerrite partite di pètanque mentre i bimbi giocano su un vecchio rondò meccanico tutto in legno. Si respirano atmosfere quasi retrò e trovo che questo parco sia un palcoscenico privilegiato per capire come si vive qui. Semplicemente meraviglioso.

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Dirsi Ti Amo in tutte le lingue del mondo al Muro Je t’Aime

Uno dei luoghi forse più instagrammabili di Parigi, tuttavia non ancora entrato del tutto nei circuiti turistici, forse per via della sua posizione seminascosta, il Muro Je t’Aime si trova in un piccolo parco in Place des Abessess, proprio dietro la fermata della metro. Quando siamo andati, in un soleggiato sabato mattina, c’era poca gente e un chitarrista solitario che suonava Bella Ciao (forse anche lui si è fatto prendere dalla Casa di Carta mania…).

Di impatto, comunicativo, semplice ma ficcante, mi è piaciuto tanto. E la bella Rita Hayworth che in una delle sue pose languide dichiara che “L’amore è disordine.. Quindi amiamo!” ben racchiude il caos di tante dichiarazioni d’amore in una babele di lingue e simboli.

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Prendere il trenino per girare Montmartre e Pigalle

Apparentemente potrebbe sembrare un’attività da fare solo con i bambini, ma vi assicuro che a bordo con noi non c’erano solo famiglie, ma anche molte coppie giovani.

Questo trenino prettamente turistico parte dalla Basilica del Sacro Cuore a Montmartre e in un percorso che si snoda tra il pittoresco quartiere degli artisti e il trasgressivo Pigalle dura circa quaranta minuti.

Durante il tragitto verrete accompagnati dalla voce di una guida che in più lingue vi spiegherà gli snodi più salienti del percorso, come l’unica vigna che cresce nel cuore di Parigi, lo storico cabaret Au Lapin Agile, il piccolo, ma tipico cimitero di Pigalle, a pochi passi dalla casa dove abitò Henri de Touluse-Loutrec, nonché i locali preferiti dal celebre pittore dove era solito scegliere le sue modelle.

L’ho trovato piacevole e in un certo senso anche utile: per chi gira col passeggino, è sicuramente un aiuto per le salite acciottolate di Montmartre, per tutti gli altri, come servizio di drop on-drop off per chi dovesse scendere o salire da/a Pigalle.

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Scoprire Île Saint-Louis

La maggior parte dei turisti si riversa su Île de la Cité, e giustamente, perché è la parte di Parigi con più attrazioni, ma qualora aveste tempo dedicate parte del vostro soggiorno a questo angolino delizioso e meno noto di Parigi.

Île Saint-Louis si estende dietro la Cattedrale di Notre-Dame ed è un posto incantevole per le belle vedute sulla Senna, le banchine vissute dalle persone del posto per portare a spasso il cane o per prendere un po’ di sole. Ho trovato bellissimo camminare senza meta tra le sue viuzze costellate di creperie e minuscoli bistrot bui.

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Scoprire opere di street art

La prossima volta che vado a Parigi (perché, qualora non si fosse capito, non ne sarei mai sazia…) mi piacerebbe dedicare un tour alla scoperta della street art in giro per i vari quartieri della città.

Le opere in cui siamo incappati in questi giorni tra Montmartre, Pigalle e Le Marais mi hanno talmente incuriosito da indurmi a saperne di più sugli autori.

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Le “facce” che vedete sono di Gregos, un artista francese che si è specializzato nelle tecniche di scultura, pittura e lavorazione dell’acrilico dando vita a questi interessanti bassorilievi in giro per i quartieri di Parigi. Ogni volto rappresenta un diverso stato d’animo dell’artista che si presenta ora innamorato, ora indignato, ora riflessivo…

L’altro autore si chiama Kai ed è americano. A Parigi ha addensato i suoi lavori principalmente nel quartiere di Le Marais e la cosa non mi stupisce, visto il messaggio pacifista che l’artista ama spesso comunicare con le sue opere. E quale posto migliore se non il ghetto ebraico di Parigi, che è stato spesso sede di attacchi antisemiti? (…come negli anni’80 ai danni di uno dei ristoranti kosher della zona). Le sue sono placche di cemento dall’aspetto quasi cartoonesco, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. I suoi messaggi sono tutt’altro che leggeri.

Mangiare all’As du Fallafel

È una rosticceria medio orientale e secondo il detto nomen omen racchiude in sé tutta la sua essenza. I felafel che troverete qui sono tra i migliori mai mangiati, usati per farcire morbide pite insieme a una quantità industriale di verdurine croccanti e salse fatte in casa. Andate presto perché c’è la fila. Noi per il pranzo della domenica abbiamo trovato code già dalle 11, ma bisogna dire che sono veloci. Ordini e paghi mentre aspetti grazie ai ragazzi che passano e lasciano la ricevuta. Questa piccola chicca si trova nel quartiere Le Marais al 34 di Rue des Rosiers.

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Fare una passeggiata a Place des Vosges

Una volta preso il vostro felafel da passeggio, perchè non andare a mangiare nello splendido parco di Place des Vosges, a pochi metri dalla rosticceria di cui sopra? Si tratta dell’ennesimo splendido parco di Parigi, piccolo ma perfetto, quasi da sembrare un giardino privato,  una specie di corte interna agli eleganti palazzi che lo circondano. Eravamo andati per dare un’occhiata e ci siamo ritrovati a passarci mezza giornata…

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Sempre nel quartiere Le Marais vi segnaliamo la bella chiesa di Saint Paul. Quella mattina era in corso una comunione…

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Qual è il vostro angolo preferito di Parigi?