Tarquinia e dintorni: cosa fare e vedere nella terra degli Etruschi

Un mese intero al mare a Tarquinia Lido ci ha dato modo di conoscere un po’ più da vicino il territorio della Tuscia Etrusca, a cavallo tra Lazio e Toscana.

In questo articolo vi parlerò delle principali attività che abbiamo sperimentato di persona, dove mangiare e qualche gita da fare in giornata.

Tarquinia

Ad appena un’ora di comoda autostrada da Roma, Tarquinia è un delizioso borgo di collina al confine con la Maremma Toscana. È ancora oggi protetta da una cinta muraria suggestiva, specialmente quando illuminata di notte, e racchiude un nucleo medievale perfettamente conservato.

Tarquinia anticamente era una delle città più importanti dell’Etruria, un vasto territorio che si estendeva dal Lazio all’Umbria, passando per gran parte della Toscana, e ancora oggi i segni di questa misteriosa civiltà sono evidenti grazie ai numerosi reperti, primi tra tutti le Necropoli, dichiarate patrimonio UNESCO insieme a quelle di Cerveteri dal 2004.

A Tarquinia la Necropoli dei Monterozzi è unica nel suo genere, un insieme di circa 6000 tombe (delle quali 22 visitabili) con dipinti di mirabile bellezza. Se volete approfondire passate anche al Museo Etrusco, ospitato nel bellissimo Palazzo Vitelleschi. Io lo visitai tempo fa e ne ho un ricordo magnifico.

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Civiltà etrusca a parte, se vi piacciono i borghi medievali a Tarquinia c’è da perdersi. La città, infatti, fu dominio carolingio e in seguito pontificio, e le testimonianze di questo ingombrante passato ci sono tutte.

Dietro Palazzo Vitelleschi si concentra il cuore più antico di Tarquinia, con il Duomo, Porta Castello, la Chiesa romanica di SS Maria del Castello, ma anche lo splendido complesso della Chiesa e il Convento di San Francesco, proseguendo a piedi dal Belvedere della Ripa

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Dall’Aurelia lo skyline di Tarquinia si presenta come una città dalla tante torri, e io lo trovo straordinario calcolando che si tratta di un borgo di appena 16.000 abitanti…

Dove mangiare a Tarquinia

Se dopo tanto camminare vi è venuta fame il nostro consiglio è di fermarvi a mangiare a Il Pesciolino, un locale delizioso gestito da due ragazze in gamba che con tanta passione presentano piatti di carne o pesce con le materie prime del posto.

O altrimenti d’estate potreste capitare nel bel mezzo di qualche sagra o manifestazione mangereccia, ne organizzano sempre qualcuna…Solo nel mese di luglio ci sono state quella della birra artigianale, del cinghiale, dei mercatini… Insomma, da mangiare e bere non manca mai…

Tarquinia Lido

Il mare non è quello dei Caraibi, ma i servizi a Tarquinia Lido, appena un paio di chilometri dal borgo, non mancano. Stabilimenti balneari organizzati, locali, una bella pista ciclabile che serpeggia lungomare e chi più ne ha più ne metta. Al Lido però ci sono anche un paio di cosette interessanti da vedere…

Le rovine di Porto Clementino

A ridosso della spiaggia libera di Tarquinia sono ancora visibili le rovine dell’antico Porto di Gravisca, poi divenuto Porto Clementino, che fu un importante snodo commerciale per il Mediterraneo. Di origine etrusca, divenne dominio romano, quindi cadde nelle mani delle popolazioni barbariche fino a cadere nell’oblio. Trovo bellissimo fare il bagno qui.

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Immagine presa dal web

 

La Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia

Unica salina del Lazio, questo parco ha un’importanza fondamentale per il ripopolamento faunistico, soprattutto di varie specie di uccelli che qui vengono accolte e tutelate. Si possono trovare fenicotteri, poiane, martin pescatore, germani reali, oltre a tutta una serie di specie di piante e fiori.

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Le Saline hanno origini antiche, caddero in rovina nel periodo medievale per via delle scorrerie barbariche che portarono allo spopolamento della zona, finché nel 1802 Papa Pio XIX non ne ripromosse l’attività.

Negli anni’80 la riserva passò sotto la tutela del Corpo Forestale e successivamente sotto il Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri. Le saline smisero del tutto la loro attività nel 1997.

Il Borgo delle Saline

Oggi la strada che passa all’interno della riserva naturale è chiusa al traffico ed è meta di fotografi, ciclisti, joggers.

Alla fine del sentiero c’è un piccolo borgo ottocentesco costituito dalle dimore degli ex operai delle saline e delle loro famiglie. C’è anche una piccola Chiesa, quella di San Pancrazio, in mezzo alla pineta, organizzata per accogliere picnic. Andare a correre qui al tramonto è stata tra le cose che più mi sono piaciute!

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Mangiare a Tarquinia Lido

Quasi tutti gli stabilimenti balneari a Tarquinia Lido hanno la cucina e, in certi casi, anche il forno a legna. Una volta andato via l’ultimo dei bagnanti si trasformano in piccoli luoghi di pace dove mangiare una pizza fatta come si deve o una frittura di pesce, a due passi dalla battigia ancora calda del sole della giornata e a prezzi contenuti. Altrimenti, se cercate location più chic e solo pesce fresco, provate Falcioni, aperto dagli anni ’50. Una istituzione a Tarquinia Lido.

Gite da fare in giornata: Blera

O Bieda, come dicono in dialetto, dista una mezz’ora di macchina da Tarquinia. Ci spostiamo nell’entroterra viterbese, lungo strade di campagna dal panorama incantevole su campi coltivati e antichi resti di un acquedotto romano.

Si hanno notizie storiche di questo borgo costruito nel tufo già dal VII secolo a. C., ma conobbe il suo periodo di massimo splendore con gli etruschi, essendo sorto lungo un crocevia di commerci tra Tarquinia, Cerveteri e la campagna della Tuscia, raggiungendo cittadine come Tuscania e Vulci.

Se avete voglia di riposare la mente, in mezzo al silenzio della campagna, in zona è pieno di agriturismi che promuovono lo slow tourism. Noi ne abbiamo provato uno, una azienda familiare con camere per dormire e una bella piscina. Il ristorante serve cibo genuino prodotto da loro, vino, formaggi, affettati, ed è tutto rigorosamente fatto in casa. Si chiama Poggio Al Sasso e non poteva portare un nome più azzeccato, costruito come è sulla cima di un collina che dall’alto domina tutta la vallata. Un eremo silenzioso e sereno. Io non sono credente, ma in questi posti credo di capire come ci si debba sentire durante un ritiro spirituale…

Gite da fare in giornata: Monte Argentario

Bastano pochi chilometri per oltrepassare il confine e giungere dalla Maremma Laziale a quella Toscana, dalla provincia di Viterbo a quella di Grosseto. La prestigiosa costa dell’Argentario spazia dalle morbide dune di Ansedonia fino a Punta Ala, passando per alcuni dei borghi più belli d’Italia, come il rinomato Porto Ercole,  le vivaci lagune di Orbetello, Capalbio e il suggestivo Giardino dei Tarocchi, già visitati la scorsa estate.

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Veduta di Porto Ercole

Questa volta ci siamo fermati a Porto Santo Stefano, un borghetto arroccato intorno a un piccolo golfo dove troverete ormeggiate tra le barche più belle che io abbia mai visto, in mezzo agli odori acri della pineta circostante dove si nascondono eleganti ville dall’aria schiva. Un bagno nella piccola ma piacevole spiaggia della Marinella e via per una passeggiata lungomare mangiando un gelato, a guardare le imbarcazioni salpare per le vicine Isole del Giglio e di Giannutri. La felicità è davvero una cosa semplice come dicono…

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Voi conoscete queste zone? Che programmi avete per quest’estate?

 

 

 

 

 

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

7 pensieri riguardo “Tarquinia e dintorni: cosa fare e vedere nella terra degli Etruschi

  1. Una delle cose che manca qui a Igea Marina, dove sono in questi giorni, è proprio uno di quei posti con il forno a legna, qualche tavolo e qualche sedia per rimanere in spiaggia anche per cena, senza bisogno di tornare in albergo e cambiarsi.
    Sai sempre scovare questi luoghi dove sembra che il tempo si sia fermato 😍

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    1. Non sono io, è il cibo che viene da me. .. Ahahah! Scherzo, ma effettivamente a me questi posti rustici e familiari piacciono tanto… E a Tarquinia Lido, in effetti, ne abbiamo trovati un bel po’ 😉
      Grazie per la visita, Silvia, e buon proseguimento di vacanza😘

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  2. L’hai fatta proprio bene questa mini-guida alla Tuscia Alessia! Trovo che le rovine Etrusche siano un pochino bistrattate in favore delle più blasonate Greco/Romane, no? E invece sono interessantissimi questi luoghi da visitare, a parte che è bella proprio la campagna maremmana (che ho sempre e solo visto di passaggio). Stupende le rovine sul mare, ci si può quasi giocare a fare gli archeosub! 😉
    Ma sai che la foto con l’ombrellone Motta sembra una di quelle foto vintage degli anni’80? Che bella che è! Quoto Silvia e aggiungo: secondo me hai la macchina del tempo ammettilo! Hahahah scusa per IG hahahaha è che abbiamo le ferie blindate e io sto letteralmente impazzendo! Menomale che c’è la crociera (nel senso che o ce le da o ce le prendiamo senza retribuzione) altrimenti mi sa che niente viaggi fino a fine anno 😦
    Ti abbraccio, buona serata :*
    PS io gli animali li adoro ma quella nutria è troppo inquietante 😀

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    1. Sono d’accordo con te, le rovine etrusche sono più bistrattate rispetto a quelle greco-romane…sarà che la civiltà etrusca è ancora in parte avvolta nel mistero…o semplicemente se ne fa poca pubblicità…però io le ho trovate interessantissime e anche un po’ inquietanti…Sarà che con la mia amica siamo andate il giorno della finale dei Mondiali e non c’era davvero un’anima se non qualche gatto…
      Sono contenta che ti sia piaciuta questa mini guida e non ti preoccupare per lo scherzo su IG…ho tanti difetti ma la permalosità non è pervenuta, per fortuna 😉
      Le ferie non dovrebbero mai essere una concessione e quando blindate sono il brutto segnale di un Paese che sfrutta invece di dare lavoro….Ma sono fiduciosa per la crociera (se no contattate un consulente del lavoro …;))
      Grazie a te per la visita, sempre stra gradita!!! Un abbraccio!
      ps: la nutria era un mostro affamato…non so come abbia fatto la turista che ho fotografato a darle da mangiare direttamente dalle mani…

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