Austria con bambini: escursioni e trekking in Stiria tra montagna e lago

Dopo tre notti nella sorprendente e piacevole cittadina di Graz, conosciamo un po’ più da vicino la natura selvaggia e prepotente tipica di questa regione dell’Austria, la Stiria.

Prima di arrivare al prossimo alloggio, una delle case Airbnb più belle di questo viaggio, decidiamo di fermarci per una tappa di passaggio.

Grüner See

A circa 80 km a nord-ovest di Graz, circondato dalle Alpi di Hochschwab, sorge il Grüner See, “lago verde” in lingua tedesca, e credetemi se non poteva esserci nome più appropriato (e forse poco fantasioso) di questo.

Il Grüner è un lago molto particolare perché stagionale e il suo aspetto può modificarsi a seconda del periodo dell’anno in cui lo ammirerete.

Con la primavera e il disgelo il lago si riempie di acqua e la sua profondità diventa estremamente variabile dipendendo da fattori quali gli inverni, se più o meno innevati, e dalle piogge.

In questo periodo dell’anno il Grüner può passare dai 2 fino ai 10 metri di profondità!

Fino all’autunno la profondità del lago cala lentamente finché, durante l’inverno, l’acqua del lago scompare quasi del tutto.
Avevo letto che si possono organizzare dei tour subacquei se la profondità del lago lo consente, un’immersione che secondo me potrebbe entrare a pieno titolo tra le 100 cose da fare almeno una volta nella vita!
Per tutta la durata dell’escursione non ho fatto altro che pensare a quanto possa essere magico (e al tempo stesso inquietante) nuotare in un bosco sommerso, tra oggetti che di solito sono sulla terraferma quali ponti, panchine o i cestini per i rifiuti.

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Google Immagini

In questa calda giornata di fine agosto il Grüner ha l’aspetto di un comune lago alpino, bellissimo, silenzioso e dalle acque verde smeraldo. La passeggiata lungo il suo periplo è semplice anche con bambini piccoli e senza passeggino, finchè non ci fermiamo per un picnic accompagnati solo dal rumore del ruscello alle nostre spalle.

 

Parco Nazionale Gesäuse

Proseguiamo in macchina fino al Parco Nazionale Gesäuse, nella parte più a nord della Stiria.
Inaugurato nel 2002, è il parco nazionale più giovane dell’Austria. Deve il suo nome alla vetta più alta delle Alpi dell’Ennstal e copre da solo la bellezza di 110 kmq.
Non è possibile soggiornare all’interno del parco (a meno che non vogliate andare in campeggio), ma solo presso i piccoli centri abitati che orbitano intorno agli ingressi principali e quindi Admont, Landl e Sankt Gallen.

Non avendo trovato posto in nessuno di questi, ci spingiamo a una trentina di km a ovest di Admont, dove troviamo alloggio in una casa enorme e con giardino nella ridente località di Aigen Im Enstall, a cavallo tra il Gesäuse e un’altra area naturalisticamente interessante, quella di Schladming-Dachstein.

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Micio (con rospo) che gironzolava nel giardino di casa

Il Parco Nazionale Gesäuse è il selvaggio e felice incontro di tre elementi: roccia, acqua e bosco.

Nel corso di milioni di anni il fiume Enns, con le sue masse d’acqua, ha scavato una gola profonda in questa montagna, creando una valle con pareti ripide che si ergono fino a 1800 metri.

Ci sono moltissimi modi per esplorare il Gesäuse, dall’arrampicata al rafting, ma sono attività non facili per chi viaggia con bambini e, in generale, se non si è sufficientemente allenati.

Dalle brochure che la nostra host ci ha fatto gentilmente trovare in casa e le altre che siamo riusciti a procurarci al centro informazioni “Pavillon”a Gstatterboden abbiamo capito che ci saremmo potuti limitare a qualche passeggiata tranquilla nel bosco con un bambino di tre anni e mezzo, ed è andata benissimo così.

In particolare, vi segnaliamo due escursioni da fare all’interno del Parco Nazionale Gesause…

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Un percorso tematico ideale da affrontare con bambini, una passeggiata circolare di circa 1,5 km che passa all’interno del bosco e che costeggia il fiume Enns.

Numerose sono le stazioni interattive per esplorare e conoscere il mondo della natura… Il bambino si sentirà parte di un gioco investigativo, alla ricerca di indizi e provando a risolvere enigmi. Certo, se non parlate tedesco (come noi) bisogna andare un po’ a intuito, però a me questa assenza di nozioni in inglese non è dispiaciuta perchè mi ha dato l’idea di un posto non turistico.

Questa rundewag ha inizio e termina al Weidendom, uno spazio ricreativo dove è possibile ottenere informazioni, saperne di più su minerali o esemplari di flora e fauna grazie ai ranger presenti, rilassarsi su comodi dondoli in uno scenario montano da cartolina.

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Il Sentiero del Selvaggio John

Partendo dal centro accoglienza “Weidendom” basterà attraversare la strada per imboccare questo sentiero tematico di circa 3,5 km che entra pian piano nel bosco, passando per vecchi letti di fiume ormai in secca e tracce di antiche valanghe.

Il percorso si snoda alla ricerca del Selvaggio John, un gigante d’acqua che, secondo la leggenda (e io ADORO le leggende di montagna!), venne fatto imprigionare per gestire la sua foga e rabbia.

La storia si riferisce allo Johnsbach Creek, estuario dell’Enns, tristemente famoso per aver provocato negli anni devastanti piene e valanghe finchè, nel 2003, l’impegno e la collaborazione delle istituzioni, noto sotto il nome di LIFE Project, ha fatto in modo di monitorare, tutelare e proteggere non solo l’ambiente, ma anche i visitatori del parco.

Il sentiero è ricco di stazioni divertenti che invitano al gioco e alla scoperta, finchè non si arriva al vero fiume di montagna nel quale sarà possibile immergere…almeno i piedi! L’acqua è talmente gelata che la sensazione è quella di un’anestesia dolorosa, ma che emozione! Per due pivelli della montagna come noi è stata la prima volta

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Aigen Im Ennstal: Putterersee

E’ un lago di torbiera nei pressi di Aigen Im Enstall, ed è uno dei più caldi della Stiria.

Abbiamo passato una mattinata di relax sulle sue sponde erbose, senza fare il bagno perchè, insomma, già mi fa strano fare il bagno nel lago, figuriamoci in un lago paludoso, ma il clima, l’ambiente, la struttura attrezzata e organizzata ci ha fatto passare delle ore davvero piacevoli. E poi eravamo gli unici stranieri, un bel modo per fare people watching.

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Voi conoscete la Stiria? Ci siete mai stati?

 

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

16 pensieri riguardo “Austria con bambini: escursioni e trekking in Stiria tra montagna e lago

    1. Sembrerà strano, ma venendo da una città dove lo smog si taglia col coltello, ci siamo accorti subito di questa differenza di aria. E poi l’odore di bosco. Anche quello, per noi che abbiamo fatto pochissima montagna in vita nostra, è stata una novità assoluta😊

      Piace a 1 persona

  1. La prima volta che sentii il termine Stiria avevo 12anni e leggevo Carmilla un romanzo di Le Fanu. Complice la morbosa goticità di questo racconto nella mia mente la Stiria apparve subito come la Transilvania con boschi impenetrabili, schloss imponenti e montagne dalla cupa bellezza. Nonostante i colori e la magia delle tue foto non riesco a scrollarmi l’imprinting che mi ha impresso quel romanzo…forse perché ero troppo ggggiovane 😉
    Che meraviglia comunque! Avete l’aria così rilassata, anche tu mentre scrivi: si sente che la montagna vi ha presi! 😉
    AHAHAHAHAHAH Alessia ma tu non fai come la sorella della Ferragni nello spot delle lamette?! Dimmi che i piedi nell’acqua non sono i tuoi hahahahahah!
    Io scherzo eh! 😛
    People watching Alessia non hai idea del people watching estremo che ho fatto in crociera! 😀 Credo che ti piacerebbe un sacco!

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    1. Ora che mi ci fai pensare la Stiria ben si presta alle atmosfere gotiche di quel romanzo perché i boschi sono davvero fitti e le montagne possono sembrare davvero minacciose. Ma viaggiando con un bambino forse tendi a vedere e sicuramente a viverti il territorio in Maniera più dolce, anche con i tempi (forse per quello senti la scrittura rilassata… E ti ringrazio😘)
      I piedi nell’acqua sono di Vale.. Ahahahah!! Peli a parte, è un bel 48 di piede contro il mio 36 😂😂😂😂
      Aaah, il people watching sulle crociere è un mio sogno nel cassetto .. Mi immagino in un angolo con la voce tipo Marchesini che dice “brutte siete! Brutte”
      Scherzi a parte, non vedo l’ora di leggere i tuoi racconti. Ti è presa la saudade da ritorno, come quella pubblicità fortissima qualche tempo fa?
      Un abbraccio Orsa,
      grazie 😍

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      1. Vero la saudade ti prende esattamente come lo spot ma io sono stata peggio Alessia! L’altro ieri sono stata malissimo per un giorno intero, ho avuto una brutta nausea che nemmeno riuscivo a leggere. La cosa stranissima è che soffro tutti i mezzi infatti avevo con me una carovana di travelgum e xamamina e non ne ho toccata una per tutta la settimana di navigazione. Prima di partire avevo il terrore del mal di mare e invece stata benissimo. Come sono arrivata a casa è stata una tragedia. Dovrei farmi uno di quegli esami vestibolari per capire almeno come posso evitare di star male 😦 Ti abbraccio anch’io! 😘

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      2. Caspita, mi dispiace! Però ho sentito molte persone lamentarsi dell’effetto “dondolo” dopo giorni di crociera. Pare sia normale non soffrire il mal di mare quando si è a bordo perché la nave sarebbe troppo grande per avvertirlo, ma ti prende tutto insieme e paradossalmente una volta sbarcato. Prendi un buon antinausea insieme a un antivertigine, qualcosa tipo nausil forte e vertiserc, se non altro per sopravvivere fino a che non fai gli esami😉
        Scusa la deformazione professionale Dani. Stammi bene 😘

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