Un giorno ad Hallstatt, il borgo sul lago più bello dell’Austria

Hallstatt l’ho voluto prepotentemente nel nostro itinerario in Austria.

Anche solo per poche ore, anche solo di passaggio tra una tappa e un’altra (come in effetti è stato, in viaggio verso Salisburgo), io avrei dovuto vederlo, verificare se davvero  è così bello come si vede nelle foto che si trovano su web.

E ragazzi se è così!

Gli ultimi 4 giorni di totale contatto con la natura e l’aria fina della Stiria ci hanno dato la sensazione di vivere come dentro una bolla, tanto è che solo l’idea di rimettersi su strada e dover abbandonare questa pace è strano e quasi disturbante.
Prima ancora del borgo, il nostro primo approccio è con il Lago di Hallstatt, uno specchio d’acqua magnifico ai piedi del massiccio del Dachstein, in Alta Austria.
Ci fermiamo sulla riva sud per sgranchirci le gambe in un parcheggio che funge da piazzola attrezzata per picnic e grigliate.
Il borgo lontano davanti a noi appare quasi sospeso, velato appena da una leggera foschia dovuta al fumo sprigionato da un incendio in quota.

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Il lago, nonostante i detriti lasciati dal rogo, appare cristallino e sereno, lambito solo da una coppia elegante e silenziosa di cigni giunta fin qui per piluccare qualche mollica di pane.
Arrivati in prossimità del borgo si dimentica di colpo l’atmosfera fatata e rarefatta da “incantesimo sul lago”. Traffico e parcheggi pieni (sono tre e solo a pagamento, uno di questi ricavato all’interno di una galleria a senso unico, in barba a qualsiasi piano di sicurezza!), lasciano presagire il peggio, una visita slalom tra le trappole per turisti sgomitando di qua e di là, ma non demordiamo e cocciuti come muli, troviamo faticosamente un posto per la macchina ed entriamo in paese.

Hallstatt Patrimonio Mondiale UNESCO

Non starò a elencarvi cosa fare e vedere ad Hallstatt perché, secondo me, gioielli come questo andrebbero visitati senza guide, con occhi aperti per non perdere nulla e cuore leggero per lasciarsi stupire.

Ci siamo goduti Hallstatt gironzolando a piedi e senza programmi.

Ci siamo fermati di tanto in tanto per assaggiare qualche delizia, come un favoloso aspic con pesce di lago alla Fischerei o i golosi pretzel e cannoli caldi con crema di meringa espressa in questo pittoresco chiosco.

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Ci siamo lasciati incantare dagli alberi di pero fatti crescere come fossero rampicanti che con i loro pesanti frutti vanno ad impreziosire porte e finestre di casette che sembrano uscite da una fiaba.

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Abbiamo ammirato i preziosi scorci che il lago offre per constatare che da qualsiasi angolazione lo si guardi è sempre magnifico.

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Abbiamo passeggiato con il naso all’insù per non perdere neanche uno degli incredibili edifici colorati o quelli ancora più antichi in legno che popolano la città vecchia.

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Curiosità su Hallstatt

Mamma li turchi… Cinesi!

Oltre alla bellezza del luogo, un altro aspetto che balza subito agli occhi è la massiccia presenza di turisti di provenienza orientale, talmente forte che sono moltissimi i negozi che propongono servizi dedicati come l’affitto di costumi da tirolese per festeggiare compleanni, eventi o per semplici book fotografici.
Su Repubblica tempo fa è uscito un articolo che in parte spiega questo fenomeno. I cinesi nella provincia del Guangdong hanno clonato lago e borgo secondo un progetto partito nel 2011. Il sindaco di Hallstatt si sarebbe lamentato con l’UNESCO mettendo sul banco accuse di spionaggio da parte dei cinesi che si sarebbero infiltrati per disegnare di nascosto le planimetrie del borgo. Non essendoci i margini per delle denunce cosa fa allora il sindaco? Crea un gemellaggio con la Cina assicurandosi pubblicità e un flusso praticamente costante di turisti asiatici. Furbo eh?

L’oro bianco di Hallstatt

Poco fuori il borgo è possibile prendere la funivia che porta all’Hallstatt Skywalk “Welterbeblick“, una passeggiata su passerella ad alta quota per vedere il paese e il lago dall’alto.
La funivia è la stessa che conduce alle ex Miniere di Sale, una delle più antiche dell’Austria.
Recentemente il governo ha stanziato 2 milioni di euro per preservare e mettere in sicurezza la totalità dei cunicoli (sono 16 quelli aperti al pubblico, ma sarebbero più di 80 quelli venuti alla luce con gli scavi archeologici), un patrimonio per un indubbio patrimonio storico e culturale.

La miniera venne costruita intorno ad un lago salato sotterraneo e ha dato il via a commerci, tra i più floridi dell’Europa Continentale, permettendo lo sviluppo di un’antica civiltà ad Hallstatt già dal 1500 a.C., anche se la lavorazione del sale nella zona del Salzkammergut sarebbe molto più antica. Ben 7000 anni fa già si estraeva quello che poi è stato definito “oro bianco” vista l’altissima qualità del prodotto e il suo costo. Io lo trovo semplicemente affascinante…

 

Hallstatt è stata tra le cose più belle viste in questo viaggio in Austria.

E voi ci siete mai stati?