“Hang Loose” Santa Cruz! Un giorno in California nella città dei surfisti

La prima cosa che mi colpisce di Santa Cruz è la luce, una luce insolita, accecante, che sembra permeare tutto quello che ci circonda rendendolo in technicolor.
Arriviamo un sabato mattina in poco meno di un’ora da Monterey, lungo un tragitto splendido verso il nord della Pacific Coast Highway, tra località di mare e campi di avocado e di fragole.
La giornata è talmente torrida da farmi dubitare che tra poche settimane si festeggerà Halloween (il wharf è già tutto bello addobbato), ma poi vedo la gente in costume a fare il bagno e forse per la prima volta capisco cosa si intenda per “sole californiano”.


Parcheggiamo la macchina davanti Cowell’s Beach, accanto ad un piccolo van giallo dove una famiglia, madre, padre e due figli piccoli, sta riponendo i surf ancora un po’ insabbiati. Tutti e quattro scalzi, hanno le mute arrotolate sui fianchi, ci sorridono amabili e una volta terminato il lavoro i bimbi se ne vanno diligenti a fare le docce da soli, io che alla loro età probabilmente neanche sapevo nuotare.

Come sempre diffidente, prima di arrivare a Santa Cruz ho pensato che quella dei surfisti fosse una moda, e al solito mi sono dovuta ricredere. Tutti qui surfano. È quasi una religione e come tale ha icone e luoghi sacri.

Santa Cruz e il surf

O’Neill è il dio delle onde che qui è nato e vissuto dedicandosi alla sua più grande passione e apportando novità rivoluzionarie come l’invenzione della muta.
A ricordarlo una statua lungo la West Cliff Drive, una strada panoramica sul mare che porta al faro, ormai museo custode di memorabilia sul mondo del surf, e poi oltre verso il Natural Cliff Bridges State Park, un costone bello quanto fragile che negli anni subisce sempre un po’ di più l’inevitabile processo di erosione a causa del mare e del vento.


Questo tratto di costa è La Mecca per i surfisti, un luogo unico per domare le onde – a me sembrano gigantesche dalla strada, figuriamoci come devono apparire davvero da vicino! – che vengono a morire schiantandosi con violenza sulle rocce.
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Il Wharf di Santa Cruz

Ci fermiamo sul wharf per una passeggiata rumorosa, accompagnata dai versi dei leoni marini, che si possono vedere anche da qui, spaparanzati al sole lungo i piloni della struttura, e pranziamo in uno dei tanti ristorantini aperti sul molo. Alcuni sono molto antichi e rimandano a storie di famiglia in cui si pescava qui dietro con la barca per poi cucinare e servire quello che era rimasto impigliato nelle reti.


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Usciti dal wharf proseguiamo verso destra lungo la spiaggia, un susseguirsi di campi da beach volley, postazioni di baywatch, qualche tenda da campeggio e bagnanti al sole.

Il Boardwalk di Santa Cruz

Siamo nella vivacissima zona del Boardwalk, un tuffo nel passato per l’atmosfera deliziosa che si riesce a respirare, quasi da film anni’60.
Un’enorme struttura a cupola adibita ad Arcade immette in quello che è uno dei luna park più antichi che io abbia mai visitato, insieme forse al Tivoli di Copenhagen.
Quello del Boardwalk è un fascinoso luna park aperto dal 1907 e già la sua posizione privilegiata su un lato della spiaggia me lo fa amare. Tutti i luna park dovrebbero essere sul mare… Trovo che vadano ad amplificare quel senso di sogno che ogni luna park porta con sé, non credete anche voi?
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Al Boardwalk troverete giochi e divertimento per tutti i gusti e per tutte le età, musica, luci, bar e chioschi che vendono dolciumi e bibite coloratissime che aumenteranno il vostro picco glicemico con un solo sguardo, bambini in preda a un evidente rush di zuccheri e, nel nostro caso, cheerleaders in costume, trucco e parrucco provenienti da ogni Stato per partecipare a un contest su quale sia la squadra di urlatrici migliore.

Le Foreste di Redwoods intorno Santa Cruz

Fuori Santa Cruz tutto cambia. Si sale lungo i pendii delle montagne, all’ombra di foreste di redwoods, e ci si dimentica del mare e del suo clima, della folla e del chiasso.
Una volta questa era zona di taglialegna che si spostavano da una parte all’altra del Paese grazie a una rete capillare di rotaie. Oggi i treni rimasti sono ad uso turistico e permettono di visitare con un viaggio di un’ora le foreste di redwoods circostanti o la zona del Boardwalk scendendo verso il mare.
Il Roaring Camp Railroads è uno dei centri in cui si organizzano gite come queste. La stazione è ricavata all’interno di un villaggio western di fine ‘800 perfettamente ricostruito e, tra saloon e ball room, i treni a vapore partono tutti i giorni, durante l’estate, solo uno al giorno nei fine settimana autunnali.
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Non essendo riusciti a prendere il treno, la foresta di redwoods l’abbiamo vista a piedi, in mezzo al silenzio interrotto solo dallo scricchiolio di foglie secche per il passaggio di qualche scoiattolo frettoloso. La sensazione che mi suscitano questi alberi imponenti è la stessa che ho provato al Muir Woods, un misto di calma e protezione, un posto dove ci si sente al sicuro.

Santa Cruz è la città più californiana che io abbia mai visto, quella che più di tutte incarna lo spirito del Golden State fatto di good vibes, sole e spiagge.
E voi ci siete mai stati? Vi è piaciuta? Chi di voi è capace a surfare o ha provato almeno una volta?