Normandia on the road: undici tappe imperdibili tra natura e storia

Lo sapevo. A mesi dall’ultimo viaggio vengo di nuovo colta da Sindrome di Wanderlust e mi ritrovo a pensare non tanto alle località che vorrei vedere, piuttosto alle destinazioni del passato dove mi piacerebbe tornare.

La Normandia è uno di quei viaggi che andrebbero fatti almeno una volta nella vita, e non solo per la ricchissima storia che ci riguarda tutti da vicino e che è inevitabilmente passata anche da qui.

La Normandia è fascino allo stato puro.

Candide scogliere a incorniciare spiagge lunatiche martoriate (anche) dalle maree, minuscoli borghi di pescatori dalle atmosfere bohémien alternati ad altri, dove l’eleganza non è mai passata di moda.073081In preda ad una nostalgia struggente ho tirato fuori le vecchie foto di quel viaggio on the road di sei anni fa che aveva compreso, oltre alla Normandia, anche alcune tappe in Bretagna e nella Valle della Loira.

Mi piacerebbe ripercorrere con voi i punti più interessanti almeno della prima parte di quel viaggio, tappe che secondo me non dovrebbero mancare in un road trip nel nord della Francia.

Alta Normandia: le magnifiche 4 della Costa d’Alabastro

Saint-Valery-en-Caux

In Alta Normandia, a una trentina di chilometri dal nostro primo alloggio, una stanza umida decorata con palme e ananassi tropicali ricavata nella casa di un vecchio francese scorbutico e borbottone, sorge questo piccolo borgo di pescatori.

Il villaggio è stato ricostruito quasi del tutto dopo i bombardamenti e l’occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Ancora oggi il porto è una delle sue zone più vivaci, tra banchi del pesce presi di mira da ghiotti e giganteschi gabbiani.IMG_2029051(1)

Dieppe

Io non ho ancora capito come si pronunci, se Deep come “profondo” in inglese, o Diepp alla francese (che non parlo), ma vabbè…

Dieppe è una meravigliosa spiaggia di ghiaia incastonata tra le falesie chiare, tra stabilimenti balneari dall’aria retrò e un porto piccolino dove potersi fermare a mangiare un boccone in qualche brasserie con affaccio sul mare.

Le migliori ostriche della mia vita.IMG_2045013

Fécamp

È un’altra delle cittadine che compongono la così detta Costa d’Alabastro, un centro vacanziero rinomato che affaccia direttamente sul Canale della Manica. La passeggiata lungo mare sembra un naturale proseguimento del molo, dove la gente del posto ancora va a pescare all’ombra di un faro rosso fuoco.

Étretat

La saga sul ladro gentiluomo Arsenio Lupin è ambientata qui secondo la penna (o forse dovrei dire matita) del suo creatore Maurice LeBlanc.

Étretat è un villaggio famosissimo per le falesie che hanno assunto forme fantasiose e che possono essere agevolmente scalate per poter godere dall’alto di un panorama magnifico. Un po’ troppo affollato d’estate forse, ma se passate da qui io un salto non me lo farei mancare. Foto suggestive con la bassa marea, quando escono fuori gli scogli ammantati di verde muschio che a me sembrano cicatrici altrimenti sommerse.114109146130132

Bassa Normandia: l’eleganza di Honfleur

Attraversando il Pont de Normandie da Le Havre scenderete verso Honfleur, dove le spiagge di ghiaia cedono il posto a quelle di sabbia, dando vita a un susseguirsi di paesini dall’aria vacanziera.174È stata proprio la comodità dell’arenile ad attirare in passato la nobiltà e a rendere Honfleur un centro di villeggiatura che dettava mode e che in certi casi faceva scandalo. Dalla seconda metà dell’Ottocento presero piede usanze come quella dei bagni a mare o del costume da bagno, soprattutto grazie alla Duchessa di Berry, all’avanguardia e pionieristica come poche.187213Honfleur, con le sue case a graticcio e il suo porticciolo è elegantissima, caratteristica in comune con altri villaggi circostanti come Treville sur Mer, Luc sur Mer e, non ultima, Deauville sur Mer, con ancora oggi il vicino Casinò in stile Belle Epoque e le botteghe raffinate (una certa Coco Chanel aprì un negozio proprio a Dueville durante i primi anni del Novecento…).

Penisola di Cotentin: le Spiagge dello Sbarco

Arromanches-les-Bains

E’ uno di quei posti che ti entrano nel cuore, così, senza avviso.

Il villaggio è minuscolo e la gente che ci vive ancora lavora i campi.

Ad Arromanches-les-Bains non c’è un porto, e non potrà mai esserci. Il corso delle maree qui è talmente forte, strano e pericoloso, per certi versi, che non è stato possibile negli anni costruire delle banchine fisse. Il problema durante la guerra è stato superato creando un porto mobile, un insieme di passaggi pesantissimi che servivano a collegare la terraferma al largo per approvviggionare le truppe.

Oggi questi ponti, veri e propri residuati bellici, si vedono ancora a puntinare la superficie del mare e da lontano a me sono sembrati dapprincipio dei frangiflutti, quegli scogli artificiali che si vedono nei porti. Poi, avvicinandosi sempre di più, ci si rende conto che non è così.

L’alloggio che scegliamo per una sola notte è proprio di fronte l’unica spiaggia di Arromanches-les-Bains, dove questi colossi di ferro sembrano dei giganti malinconici, spiaggiati e ricoperti di muschio e alghe, scalati da bambini monelli in barba a qualsiasi avviso di Interdit!350345357356361Siamo tornati la sera su quella spiaggia per provare a fotografarli al tramonto, ma non c’erano più, il mare se li era portati via, affogandoli di nuovo come una specie di supplizio senza fine.392

Omaha Beach

Arriviamo ad Omaha Beach, nome in codice per la spiaggia di un piccolo villaggio che si chiama Vierville-sur-Mer, che manca poco alla chiusura del Memoriale dedicato ai soldati americani che persero la vita proprio qui.

Fu una battaglia sciagurata quella di Omaha, una spiaggia troppo facile da difendere e talmente ampia, aperta, da non offrire nessun tipo di riparo. Quando la vediamo dal promontorio è tutto silenzio e pace e fa impressione pensare che laggiù si siano spente le vite di circa 3000 soldati.omaha beach1Le croci bianche nel cimitero americano sono a perdita d’occhio, qualcuno aveva compiuto da poco i 18 anni, qualcuno, come il figlio di Roosevelt, ricevette una medaglia all’onore prima di cadere anche lui, come tutti gli altri. omaha beachIl Museo è unico, interessantissimo, e prima della chiusura abbiamo assistito al rito della bandiera da ammainare con cura e rispetto mentre suonava l’inno The Star-Spangled Banner.  Toccante.

Juno Beach

Juno Beach è il nome in codice dato all’enorme spiaggia nei pressi di una cittadina chiamata Courseulles-sur-Mer, quasi divisa a metà da un profondo canale che permette l’ammaraggio dei pescherecci. Con la bassa marea il canale è in secca, e l’odore che ne proviene è quasi nauseabondo, ma facciamo ugualmente una passeggiata lungo il pontile, tra carri armati ripescati interi dal mare e mitragliatrici tedesche che ancora portano vecchi fori di guerra.

Oltrepassiamo il ponte e costeggiando un piccolo allevamento di ostriche entriamo in spiaggia, dalla sabbia fine. Sembra impossibile che in questo tranquillo angolo  di Francia siano morti migliaia di ragazzi. Una croce laggiù testimonia il dramma e per aver un’idea un po’ più precisa di cosa è accaduto hanno costruito un Memoriale di Guerra, questa volta dedicato ai soldati canadesi, alle nostre spalle.273282315311303C’è una foto scurita dal tempo legata a un palo, sotto i versi di Verlaine, di un giovane soldato in divisa, dei fiori finti rossi come il sangue sono legati stretti a lui, e noi non possiamo far altro che interrogarci su chi fosse e di come trascorresse la sua vita prima di spegnersi lì, su quell’arenile. Entro in un bunker, talmente stretto e claustrofobico da domandarmi come diavolo abbiano fatto ad appostarsi qui, magari per giorni interi, immortalo altre armi e altri carri armati nonché i pesantissimi fermi piramidali che venivano usati per respingere l’armata nemica.juno beach

Utah Beach

Utah Beach è una spiaggia piccolina, situata tra Sainte-Marie-du-Mont e Saint-Martin-de- Varreville. Ha rappresentato un autentico successo nelle vicende della guerra, grazie al valore dei paracadutisti americani e all’effetto sorpresa degli insufficienti armamenti tedeschi.


Ci muoviamo verso un vicino villaggio di campagna passato alla storia per la sfortunata vicenda di un soldato americano, John Steele, che si incastrò con il suo paracadute su per lo sperone del campanile della chiesa locale, la Sainte-Mère-Église. Oggi a ricordarlo un manichino, ma l’episodio fece il giro del mondo, e le vicende del Soldier of Fortune vennero raccontate anche al cinema (avete visto Il Giorno più Lungo?).410

Caen

Parlando di Memoriali non si può evitare di passare da qui. Costruito alla fine degli anni ’80, quello di Caen vuole essere un centro culturale internazionale per ricordare le vittime e la violenza della guerra, per ricostruire i fatti di quel 6 giugno 1944 attraverso filmati e oggetti, un museo della pace grazie a sculture e opere di artisti famosi come Carl Fredrik Reuterswärd. La sua colt con la canna attorcigliata potrebbe sembrare di aspetto quasi cartoonesco, ma rimane un simbolo così potente di amore che è stata inserita in altri luoghi chiave nel mondo come al Victoria&Alfred Waterfront di Cape Town o alla sede delle Nazioni Unite a New York.244253

A cavallo con la Bretagna: Mont Saint Michel

Dulcis in fundo, il Mont-Saint-Michel. Credo non abbia bisogno di presentazioni, anche perché ve ne abbiamo già abbondantemente parlato in un articolo nel quale abbiamo provato a darvi qualche dritta per cercare di dormire sull’isola e non di limitarvi a una visita toccata e fuga alla giapponese. Il Mont-Saint-Michel ha qualcosa di magico e restare da soli, di notte, a visitare l’abbazia scorgendo dai camminamenti di ronda più alti la marea che poco a poco sale amplificando il suo senso di isolamento totale è senza prezzo.


Siete mai stati in Normandia? Quali località avete inserito nel vostro viaggio? La vostra preferita?