Penisola Calcidica: cosa fare e vedere tra Salonicco e Monte Athos

Parlando del ponte del Primo Maggio appena trascorso non vorrei abusare di frasi fatte tipo “ci serviva staccare la spina” ma-cavolo!- è esattamente quello di cui avevamo bisogno, specialmente dopo un inverno che non ci ha risparmiati in termini di malanni, qualche giorno in spiaggia in completo relax era tutto quello che cercavamo.

Ma andare al mare in bassa stagione in posti dove sia già possibile fare il bagno in primavera e per di più spendendo poco non è così facile come può sembrare.

Scartate località come Dubai o Sharm El Sheick, troppo care per il nostro budget, e trovato a fatica un volo diretto, abbiamo scelto la Grecia.

Grecia. Il refugium peccatorum di noi fortunati abitanti del Mediterraneo!

Con la Grecia si casca sempre in piedi, per quei suoi panorami dipinti di verde e di blu che immediatamente rimandano all’idea di relax e per la semplicità che sembriamo riscoprire solo in questi luoghi, formaggio e pomodori per sentirsi sazi, miele per viziarsi come facevano gli dei.

La Grecia che abbiamo scelto stavolta però non è quella turistica delle isole come Rodi, Creta o Zacinto, no.

Siamo stati in Penisola Calcidica, in Tessalonica, il nostro primo approccio con la Grecia continentale. E credetemi se vi diciamo che con le isole non c’entra proprio nulla, sembra quasi un altro paese.

Penisola Calcidica: dove dormire e come muoversi

Arrivati a Salonicco con un volo diretto Ryan Air, abbiamo affittato una macchina per gli spostamenti perchè dall’aeroporto c’è un bel viaggio da affrontare.

La Penisola Calcidica ha la forma particolare di tre dita che si allungano nel Mar Egeo.

Quella più vicina a Salonicco è la penisola di Cassandra, quella al centro si chiama Sithonia e infine quella più a est di tutte, la penisola di Agios Oros o Monte Athos.

Noi abbiamo scelto di soggiornare qui, a circa due ore di macchina da Salonicco, in un villaggio che si chiama Ouranoupoli.

Le strade sono in ottime condizioni e a maggio per niente trafficate, salvo prestare attenzione ai numerosi cani randagi, ma anche animali selvatici che potrebbero sbucare fuori dal nulla.

L’alloggio che abbiamo scelto era un albergo con accesso diretto al mare, cosa non comune in questa parte della Grecia, dove la maggior parte delle strutture si trova o dall’altro lato della strada o su in collina, con camere e bungalow in pietra immersi tra gli ulivi e una bianchissima spiaggia attrezzata di lettini e ombrelloni.

Il posto si chiama Xenia Ouranoupoli. Se tutto quello che cercate è silenzio, relax e mare da favola siete nel posto giusto.

 

Penisola Calcidica: cosa vedere

La Penisola del Monte Athos è un territorio autonomo della Grecia, una piccola repubblica teocratica gestita da monaci ortodossi sparpagliati tra monasteri, skite, cioè piccole parrocchie, ed eremi.

Agios Oros è inaccessibile, impossibile da visitare se non via mare. E’ vietata la presenza delle femmine, cioè non solo delle donne, ma anche degli animali di sesso femminile (tranne gatti, insetti e uccelli), mentre gli uomini devono munirsi di un particolare permesso di soggiorno.

Per vedere questo antico stato monastico ci siamo affidati a una compagnia locale che con la sua piccola flotta solca queste acque da più di 60 anni.

La crociera con la Athos Sea Cruises parte mattina e pomeriggio dal porticciolo di Ouranoupoli, dura circa tre ore e anche se non potrete scendere a fare i turisti nel senso classico del termine, un’audio guida chiarissima vi descriverà in una babele di lingue storie, leggende e tesori legati ai monasteri.

Questi sono almeno una ventina, impossibile ricordare tutti i nomi, troppo difficile, ma in generale la cosa sorprendente è che somigliano più a castelli e fortezze bellicose, con torri e camminamenti di ronda, più che a luoghi di preghiera, alcuni fascinosamente abbarbicati sulle rocce, come quello di Simonos Petra, altri più vicini al mare.

 

Tra quelli che mi hanno maggiormente impressionato c’è il monastero dedicato a San Nicola, una macchia di blu in mezzo alla collina. Non sono mai stata a San Pietroburgo, ma sicuramente i suoi colori mi hanno ricordato la facciata del Palazzo d’Inverno, visto tante volte (e sognato) in foto.

 

Ho trovato incantevole il Monastero di Xenofonte, con il suo porticciolo dal quale, a un certo punto della navigazione, è partita una piccola scialuppa per far salire a bordo un pope solo per celebrare messa e per benedire i numerosi credenti in viaggio con noi. Per me che non avevo mai assistito a un rito diverso da quello cattolico è stato interessante.

 

Ma, monasteri a parte, è la bellezza di questo verdissimo e impervio tratto di costa ad essere speciale.

E’ emozionante trovarsi al cospetto del Monte Athos, un gigante non solo mitologico, che dall’alto dei suoi 3000 metri, nonostante il caldo sole greco, è ancora imbiancato di neve.

 

E il blu profondo dell’Egeo, con le sue magnifiche creature (siamo stati fortunati perchè nel viaggio di ritorno siamo stati scortati da un branco di delfini), rimane uno dei mari più belli visti in Grecia (anche se l’acqua a maggio è ancora sui 18°C non abbiamo resistito e un tuffo abbiamo dovuto farlo).

 

Ouranoupoli

Questo minuscolo villaggio era un tempo abitato solo da pescatori.

Oggi è un crocevia di monaci ortodossi che sconfinano per rifornirsi nei vari negozi di icone e oggetti sacri, e di pellegrini, soprattutto provenienti dalla Serbia, dalla Romania, dalla Russia, dall’Armenia e ovviamente dalla Grecia. A Ouranoupoli è celebre la Torre Bizantina, che come una sentinella sembra ancora sorvegliare il mare. Si hanno sue notizie dal 1344 ma sembrerebbe più antica ancora, usata un tempo come fortezza e come prigione, oggi è un museo.

 

Ouranoupoli, ultima città della penisola del Monte Athos prima di entrare in territorio autogovernato, pullula di taverne, bar, bed and breakfast, eppure l’ho trovata in qualche modo affascinante per quel suo essere una città di confine quasi tra mondo laico e sacro. E trovo particolare passeggiare per le sue vie incontrando gruppi di monaci dalle lunghe barbe scure che a prima vista, nella mia fantasia, potrebbero quasi sembrare guerrieri spietati.

 

Salonicco

A 130 km dal Monte Athos sorge Salonicco, la seconda città più grande e popolata della Grecia dopo Atene. L’abbiamo visitata in una afosa mattinata di pioggia, storditi dal suo traffico e dai suoi palazzoni che per un attimo mi hanno ricordato la Tuscolana a Roma.

Ma Salonicco ha fascino da vendere. Per noi che abbiamo l’immagine della Grecia di pastori e formaggio feta delle isole, a tratti stereotipata, l’impatto con una grande città e per di più sul “continente” è fortissimo.

 

Salonicco è giovanissima, allegra, vivace. Mi è sembrata una città più bella da vivere che da vedere, un luogo vibrante che sembra non stancarsi mai, sempre in movimento.

La Torre Bianca, antico monumento costruito su una preesistente torre bizantina, conserva al suo interno una mostra permanente che racconta la storia della città e si trova in un grande parco pubblico, proprio a ridosso del mare, tra grosse navi cargo che ingombrano l’orizzonte e vascelli turistici adibiti a caffetterie.

Ci sentiamo osservati dagli occhi bene auguranti che sono stati dipinti sui loro scafi e proseguiamo lungo il corso, un susseguirsi di locali curatissimi, bar, pasticcerie dove la parola d’ordine è bella, bellissima presenza.

 

Piazza Aristotele è un porto di mare, un mix variegato di razze e di sguardi svegli, rom, giamaicani, rumeni, greci, albanesi, macedoni, venditori ambulanti di palloncini e piccioni.

 

Il porto vero dall’altra parte della strada è diventato negli anni un punto di ritrovo dove ci si rilassa a leggere un libro o a provare nuovi passi di reggaeton, musica a palla da qualche grossa radio anni ’80. I vecchi docks sono crogioli di cultura: il Museo della Fotografia, il Museo del Cinema e il Centro di Arte Contemporanea si trovano qui.

 

Per sfuggire al caos dei vialoni basta prendere qualche via laterale dove all’improvviso ci si può trovare in una piazza tranquilla e silenziosa, popolata da qualche bambino sulle giostre, gli immancabili gatti greci, qualche chiesa bizantina.

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Salonicco è cresciuta inglobando i resti del suo glorioso passato nel tessuto moderno di una città che corre, che ha bisogno di spazio e che sembra non curarsi dell’antichità, anzi, ci costruisce attorno, come a dimostrare che quei tempi ci sono stati ma che ora bisogna andare oltre.

Piazza Navarino ne è una dimostrazione, i resti del Palazzo dell’Imperatore Galerio circondati da edifici colorati di epoca contemporanea, tra graffiti, murales e caffè o ancora l’Arco di Galerio, ad un crocevia trafficato, tra l’ennesima chiesa e i Giardini di Pasha, progettati agli inizi del ‘900 da un gruppo di ebrei sefarditi.

 

Salonicco è un’esperienza urbana, un interessantissimo mix di popoli, culture e religioni. A me è piaciuta proprio tanto.

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Penisola Calcidica: cosa mangiare

La cucina greca è di una bontà unica perchè fatta di sapori semplici. Tuttavia in Tessalonica abbiamo mangiato delle specialità che sulle isole non avevamo mai trovato, soprattutto per quel che riguarda i dolci.

Tipica di questa zona della Grecia è la bougatsa, una focaccia di pasta fillo ripiena di crema tiepida che si mangia a colazione. Altri dolci che si trovano spesso (e che mi fanno impazzire) sono la baklava e la pasta kataifi, una specie di spaghetto fatto di acqua e farina molto fine che viene arrotolato a mò di nido su deliziosi dolcetti fatti di miele e frutta secca. Credo sia tipica della cucina non solo greca, ma medio orientale in generale.

 

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Baklava e dei dolcetti con cacao e pasta di mandorle

Per i piatti salati abbiamo fatto scorpacciate di insalata greca, gyros (tra i migliori mai mangiati in Grecia) e i souvlaki di pollo o maiale. Nulla di nuovo quindi tranne che non abbiamo mai trovato la moussaka e le dakos (l’equivalente delle nostre bruschette al pomodoro).

 

E voi conoscete questa parte della Grecia? Siete mai stati a Salonicco?