Canada on the road- Cosa vedere a Calgary in un giorno

Di questo viaggio mi mancheranno i grandi spazi, il bianco dei ghiacciai e il verde delle montagne, il blu cobalto dei laghi.
Mi mancheranno l’odore del gel igienizzante per le mani nelle toilette (o sarebbe meglio chiamarle “pozzi”) all’interno dei parchi nazionali, i “take care” dei canadesi, il sapore affumicato del beef jerky.
Mi mancherà quella sensazione di contatto totale con la natura, il motore che spesso muove i nostri viaggi, chilometri su chilometri anche solo per scattare una foto a un cervo, perché allora sì che ne sarà valsa la pena, al punto che una giornata senza vedere animali selvatici diventerà quasi una giornata sprecata.

Questo viaggio tra Canada e Stati Uniti, tra Alberta e Montana, comincia per noi il 22 agosto con un volo Roma-Calgary, con scalo di una spicciolata di ore a Montreal.

La compagnia che ci traghetterà oltreoceano è la Air Canada, supportata nelle sue tratte brevi dalla Rouge, la low cost della stessa bandiera.
Aerei molto comodi, spazio per le gambe e un programma di intrattenimento costellato di film di ultimissima uscita.

Arriviamo a Calgary che è quasi mezzanotte (otto ore in meno rispetto all’Italia) e sotto una pioggia leggera chiamiamo un taxi e raggiungiamo il nostro primo albergo per due notti, il Carriage House Inn.

È in corso una festa di matrimonio in una delle sale meeting al pian terreno.
Una tizia con più alcool nelle vene che anima chiede al receptionist se ci sono camere libere per stanotte. Dice che si informa per la madre, ma mi viene il dubbio che voglia portarsi su il ragazzo che la accompagna, probabilmente rimorchiato al momento. Fortunatamente si accorge che c’è un bambino con noi e ci fa passare avanti per il check-in, interrompendo bruscamente la contrattazione.

L’hotel è di quelli classici in stile prettamente americano, con letti grandi e altissimi che ti fagocitano al primo assaggio e abbondanti colazioni a base di uova e pancetta.

Passiamo il primo giorno a esplorare Calgary.

Calgary: cosa vedere in un giorno

Un taxista ci dà un passaggio fino all’Heritage Park, non lontano dal nostro alloggio.

Durante il breve viaggio ci spiega come Calgary sia diventata una città di white collars grazie alla scoperta del petrolio, talmente abbondante che sotto forma di sand oil si riusciva a raccogliere semplicemente a mani nude. Pensavamo parlasse di tempi antichi, invece il primo giacimento venne scoperto solo durante i primi anni del Novecento, portando a una trasformazione completa di Calgary, da avamposto selvaggio a vera e propria città urbanizzata.

Heritage Park

How the West Was Once. E’ il motto di questo meraviglioso parco interamente ricostruito in stile old western.

Ero molto scettica sulla validità di questa visita, temevo fosse troppo finta e artificiosa, invece è stata una esperienza interessante.
Tutto, ma proprio tutto è o ricostruito o restaurato fedelmente, dalle pompe di benzina, al Museo delle Automobili, dal treno a vapore, originale del 1837, rimesso a nuovo e che ancora permette un giro lungo il parco, ora fermandosi ad un accampamento degli indiani, ora a una fattoria, ai costumi del personale al lavoro.

Una parte del parco è adibita a luna park e anche qui sono state restaurate vecchie giostre meccaniche di ferro smaltato e legno dipinto a mano, che con semplici principi di fisica sanno ancora come far divertire.

C’è poi il vecchio saloon dove un collezionista ci mostra il suo pianoforte originale con la famosa scritta “Don’t shoot me, I’m only the pianist“, la vecchia scuola, con i banchetti pesanti di lavagna, tanto da farmi tornare in mente alcune pagine del libro “Cuore”, l’emporio di dolciumi pieno di vasetti di ogni forma e colore.

La mattinata vola.

Prendiamo una navetta che ci porta alla stazione metro più vicina, quindi siamo in centro.

Il Downtown di Calgary ha la particolarità di poter essere esplorato all’interno di una rete di corridoi sopraelevati rispetto al suolo stradale che collega tra loro edifici e quartieri proteggendo gli abitanti dal freddo e il ghiaccio invernali.

Avevamo visto una cosa simile solo a Montreal qualche anno fa, gallerie sotterranee, in quel caso, e riscaldate adibite allo stesso scopo.

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In centro, degno di nota c’è The Bow, un grattacielo dall’aspetto avveniristico che prende sia il nome che la forma dal Bow River, fiume che attraversa il centro di Calgary, chiamato così per le canne di legno che crescevano lungo le sue rive, usate dagli indiani per costruire i loro archi.
Con la sua altezza di oltre 200 metri è il terzo grattacielo più grande del Canada e oggi ospita gli uffici di alcune multinazionali.

Davanti la porta d’ingresso troneggia una scultura metallica, si chiama Wonderland Sculpture

E’ alta 12 metri e rappresenta il volto di una ragazza. Nel suo gioco di pieni e di vuoti, sembra quasi assorta nei suoi pensieri guardando il downtown all’orizzonte.

L’artista è Jaume Piensa, spagnolo, che ha anche creato opere per alcune piazze importanti di New York e di Chicago.

La Calgary Tower la vediamo da qui con i suoi 191 metri.
Un tempo chiamata “Husky Tower”, nome che ricorda la fortuna della città legata indissolubilmente ai combustibili, ha un aspetto solido e massiccio, per nulla attraente, tanto da farci desistere all’idea di salirvi su in cima per qualche panoramica dall’alto (scopriremo sul sito che per via di certi lavori di manutenzione sarà chiusa a fino settembre).

Prendiamo per Chinatown.
La comunità di cinesi ma, in generale, di orientali in questa parte del Canada è molto presente e unita, e Calgary non fa eccezione.
Entriamo in un piccolo mall dove tutto è in caratteri cinesi.
Tra dragoni e lanterne, sono stati radunati negozietti che vendono paccottiglia kitsch, cibo cinese, ristoranti e minuscole lavanderie tra le persone anziane che si radunano qui per fare due chiacchiere in lingua.

Prendiamo qualcosa da bere, quindi usciamo per una passeggiata nel Parco di Prince’s Island, splendido cuore verde della città che costeggia il Bow River.

Ci aspettavamo molto poco dalla città che ospitò i Giochi Olimpici Invernali del 1988. Se non ci ha lasciato un ricordo indimenticabile, sicuramente non ci ha deluso.

Voi conoscete Calgary? Vi è piaciuta?

 

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

12 pensieri riguardo “Canada on the road- Cosa vedere a Calgary in un giorno

  1. A me tu l’hai fatta piacere! Mi sarei divertita tantissimo (ed anche Orso) nell’Heritage Park e tanto meglio se mi dici che non ti ha fatto un’impressione da posto turistico. Molto carina la città, un giusto compromesso fra verde e cemento (in questo caso acciaio). Troppo avanti quelle sopraelevate per proteggere gli abitanti dal freddo, uguale uguale all’Italia! Mi faresti un po’ di spoiler? Com’è andata a finire con la tizia, se l’è portata “la mamma” in camera? 😛
    Buon lunedì Alessia! 😉

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    1. Non direi di passarci un weekend, ma 24 ore sono giuste per farsi un’idea di Calgary anche se, te lo dico, io dall’Heritage Park non sarei più andata via! Ci siamo divertiti come matti, un museo a cielo aperto davvero accurato, pieno di animali stupendi e cimeli. Grazie Dani❤️ps: il giorno dopo la tizia era a fare colazione con il tipo, quindi altro che madre… Ahahahah!!!

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  2. Non conosco questa città; l’ho trovata interessante. Già l’Heritage Park vale per me una visita a Calgary, questo è il mio mondo. Adoro, in particolare, il vintage delle auto e del treno. Starei una giornata intera a fotografare i particolari

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    1. Sapevo che le foto delle auto vintage avrebbero fatto breccia nel tuo cuore, Falupe 😀 Battute a parte, l’Heritage Park merita davvero il viaggio. Siamo stati in musei a cielo aperto simili a questo, ma mai così accurati e ricercati. Davvero una scoperta!

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    1. La scuola con il piccolo parco giochi fuori mi hanno ricordato il libro Cuore, tutto il resto era molto selvaggio west, e nei minimi particolari, regalandoci un bell’effetto (soprattutto inatteso) “salto nel passato”. Sembrava davvero di essere entrati in una specie di macchina del tempo che ci ha catapultati alla fine dell’800 😉

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  3. Vabbè, se avessi l’heritage park accanto a casa mia, credo che ci prenderei ufficialmente la residenza, le tue foto mi hanno fatto impazzire. Dalle foto che hai messo mi sembra che come città sia quasi a misura d’uomo, come dice Dani c’è un buon compromesso tra acciaio e verde.

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    1. Non ce l’aspettavamo così Calgary… Me la immaginavo molto più industriale come città, invece si vede che sta cercando di farsi conoscere anche per altri aspetti che vadano oltre i combustibili. L’Heritage Park è meraviglioso, mi sono divertita come una matta. E quell’asinello in foto, ho seriamente rischiato di portarmelo a casa tanto era dolce ♥

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