Canada on the road – Guida al Parco Nazionale di Banff (e di Yoho)

Dopo due notti a Calgary e tre meravigliosi giorni nel Parco Nazionale di Jasper, raggiungiamo Banff ripercorrendo a ritroso la Highway 93, anche nota come Icefields Parkway.

Banff è il più antico parco nazionale del Canada, nel cuore delle Montagne Rocciose Canadesi. Si trova lungo il Continental Divide, lo spartiacque tra il bacino dei fiumi che scorrono verso l’Oceano Atlantico e quello dei fiumi che invece sfociano nell’Oceano Pacifico. Banff è al confine tra le province dell’Alberta e del British Columbia, essendo collegato a nord con Jasper (Alberta), mentre a ovest e a sud con i boschi del Parco Nazionale di Yoho e di Kootenay, (entrambi in British Columbia).

Banff National Park: come organizzare la visita

Come suggerito per la visita al Jasper, per ottimizzare i tempi e minimizzare le distanze percorse in macchina, bisogna organizzare la visita del parco attentamente.

La città di Banff, o eventualmente la vicinissima Canmore, sono il punto di partenza ideali per l’esplorazione del parco che si sviluppa lungo la Trans-Canada Highway (la 1A).

Le attrazioni principali che il parco offre sono queste:

  • la città di Banff e i suoi dintorni
  • Lake Louise e Lake Moraine
  • le Sunshine Meadows
  • il trio di laghi Minnewanka, Johnson e Two Jack
  • il Johnston Canyon e la bellissima Bow Valley Parkway

L’ingresso al parco, se viaggiate in auto, costa 20 CAD al giorno.

Lake Louise e Lake Moraine sono le due attrazioni più famose del parco e quindi anche le più affollate. Questo fa sì che il momento migliore della giornata in cui visitarle sia o la mattina molto presto oppure nel tardo pomeriggio, dalle 18:00 in poi, quando tutti i bus cominciano a riportare a casa i partecipanti ai tour organizzati.

Lake Louise

Se siete in macchina tenete d’occhio i cartelli stradali che vi avvisano se i parcheggi per accedervi sono pieni o no. Se sì bisogna obbligatoriamente salire con delle speciali navette gratuite (degli scuola bus) che partono solo dall’ingresso del Banff e dal parcheggio del Lake Louise. Non fanno fermate intermedie. Se non è mattina molto presto o tardo pomeriggio rischiate di fare file di ore solo per salire sul primo scuola bus disponibile. Il nostro consiglio a quel punto è di arrivare al lago seguendo il sentiero a piedi. E’ circa un’ora di cammino andando a passo lento. Il sentiero parte dal centro commerciale a valle. Attenzione a dove parcheggiate la macchina perchè molti posti sono a breve sosta e potreste rischiare multe salate.

Lake Moraine

Per il Lake Moraine la faccenda è ancora più complessa perché il sentiero per arrivarci a piedi è lungo e impegnativo, mentre in macchina si può percorrere una sola strada che però viene immediatamente chiusa al traffico non appena i pochi parcheggi disponibili si esauriscono.
La strada cioè è ad accesso limitato, e non si sa quando potrebbe essere riaperta al traffico.
Al centro informazioni ci consigliano o di affittare una macchina privata per accedervi oppure di riaffacciarci dalle 19:00 in poi.

Per visitare le Sunshine Meadows invece il consiglio è di approfittare delle ore centrali della giornata, perchè sono raggiungibili solo con cabinovia (per chi non alloggia nell’albergo su in vetta), e l’ultima discesa è alle 18:00.

Banff National Park: dove alloggiare

Per l’alloggio scegliamo Canmore, a circa 11 km dall’ingresso al Parco di Banff, dove abbiamo prenotato per quattro notti.
Abbiamo optato per Canmore perché le strutture hanno tendenzialmente prezzi più accessibili rispetto a Banff città, ma con gli stessi servizi.

Il Rocky Mountain Ski Lodge è un motel organizzatissimo, soprattutto per le famiglie.
Ha un’area giochi, zone barbecue e picnic, un praticissimo servizio lavanderia e, soprattutto, camere che sono in realtà appartamentini, semplici ma caratteristici, con angolo cottura attrezzato, caminetto e persino un piccolo giardino se, come noi, si ha la fortuna di capitare al piano di sotto.
Quando, una volta sistemati i bagagli, esco per dare un’occhiata alle magnifiche montagne che ci circondano, mi rendo conto che questo posto pullula di coniglietti tenerissimi che se ne vanno a spasso per la proprietà liberi e senza farsi avvicinare.
La signora che gestisce il lodge ci spiega che qualche anno fa un tizio ha pensato bene di abbandonare là i suoi conigli e questi non solo sono riusciti a sopravvivere a freddo, predatori, fame e macchine che passano a tutta velocità sull’autostrada, ma addirittura hanno proliferato, rendendomi questo posto caro già al primo sguardo.
Il tizio che invece ha abbandonato i suoi animali, invece, ecco lui lo vedrei bene sotto un tir…

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Banff National Park: le nostre escursioni

Lake Louise e Lake Moraine

Provenendo dal silenzio quasi ascetico del Jasper, arrivare a quelle che sono le due superstar del Banff è stato un trauma.

Il caos più totale, traffico, parcheggi pieni. Mai come stavolta entrare in un centro informazioni mi ha dato conforto. Perchè sì, lo ammetto, a un certo punto lo scoramento si è cominciato a far sentire.
Ho temuto improvvisamente di non riuscire a vedere le due mete più iconiche del parco finchè, già abbastanza stanchi per il lungo viaggio della mattina, imbocchiamo a piedi il sentiero per Lake Louise.
Fa caldo quando, dopo un’ora, arriviamo su in cima. Il sole è una palla di fuoco che conforta e svela tutte le sfumature di turchese e di blu che mai avevo visto applicate a un lago.
Il ghiacciaio e le montagne che lo circondano mi ricordano dei genitori severi, ma protettivi nei confronti del loro delicato figlioletto offrendogli culla e riparo.canada2019 - 655canada2019 - 662canada2019 - 660canada2019 - 669canada2019 - 690canada2019 - 661

Sarebbe tutto magnifico (e lo è senz’altro dal punto di vista naturalistico e scenografico, anche grazie alla presenza dello storico ed elegantissimo Chateau Fairmont), se non fosse per la troppa gente.
Turisti ovunque, sulle panchine, sul molo, sulle canoe (che non abbiamo preso vista la fila e i prezzi assurdi per il noleggio, 175 CAD per mezz’ora!), davvero, dopo qualche foto comincio a diventare insofferente.

Ci mettiamo in fila per prendere lo scuola bus che ci riporterà a valle, facciamo un po’ di spesa per i prossimi giorni allo shopping mall, quindi ci riaffacciamo per vedere se hanno riaperto la strada per accedere a Lake Moraine.
Sono ormai le 19:00, ma un addetto al traffico ci dice che ancora non si può salire. Non riusciamo a capire il perché visto che vediamo fisicamente alcune macchine scendere, così ci appostiamo in un’area picnic proprio dirimpetto al fatidico incrocio e al momento opportuno saliamo anche noi.

A parte questa enorme mancanza di comunicazione e organizzazione (che mai mi sarei aspettata in Canada!), la via che conduce al Lake Moraine e il lago stesso sono stupendi!

Verde e con uno splendido sentiero che si apre sulla sponda destra del lago e nel bosco che lo circonda, il Moraine è una perla rara.
C’è un lodge immerso nell’ombra degli abeti con affaccio privilegiato su tutto questo.
Quasi come una voyeur mi metto a spiare i fortunati abitanti di quelle stanze, intenti a leggere un libro davanti alla luce del camino.
Posso solo immaginare la pace che deve regnare qui, in questo posto remoto una volta andato via l’ultimo turista rumoroso.
Ecco, credo davvero che a rendere ancora più speciale questo luogo sia la sua posizione isolata da tutto e tutti.
Il Moraine ha un animo da eremita e per questo mi è stato da subito simpatico.canada2019 - 694canada2019 - 697canada2019 - 701canada2019 - 719canada2019 - 724canada2019 - 722canada2019 - 742canada2019 - 744

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Johnston Canyon

Dopo un pranzo nella città di Banff, più elegante e affollata rispetto a quella di Jasper, accantoniamo l’idea di percorrere il ripidissimo sentiero che conduce alla Tunnel Mountain e partiamo alla volta di tre laghi, il Johnson, il Two Jack e il grandissimo Minnewanka (dove incontriamo un gregge di bighorn sheep), quindi ci dirigiamo al Johnston Canyon passando per una bellissima strada panoramica chiamata Bow River Parkway.canada2019 - 762canada2019 - 782canada2019 - 787canada2019 - 792canada2019 - 805canada2019 - 796canada2019 - 808canada2019 - 819canada2019 - 823

Il Johnston Canyon si è formato grazie all’incessante scorrere del Johnston Creek. Si tratta di una passeggiata facile, eppure molto suggestiva, che costeggia il canyon dal fondo e non dall’alto come ci è sempre capitato finora.

La prima porzione del sentiero parte da un parcheggio e, oltrepassato il Johnston Lodge e Bungalows, conduce alle Lower Falls.
Per vederle ancora più da vicino si può entrare in una caverna che ha una capienza massima di tre persone.
A questo sentiero se ne aggiunge un altro di circa 2 km per salire fino alle Upper Falls, suggestive nella loro pace.canada2019 - 844canada2019 - 853canada2019 - 860canada2019 - 883canada2019 - 871canada2019 - 885canada2019 - 903canada2019 - 912canada2019 - 910

Sunshine Meadows

Il terzo giorno a Banff costeggiamo il Bow River lungo un sentiero chiamato Marsh Loop che parte dal centro di esibizione chiamato Cave and Basin.

Quello che non sappiamo è che questo tratturo è anche frequentato da cavalli (ne incontriamo parecchi, c’è un horse back riding nelle vicinanze che permette anche tour a bordo di diligenze in stile far west), quindi non è particolarmente attraente fare lo slalom tra gli escrementi e la puzza di pipì degli animali, nonostante il bell’affaccio sul fiume.


Una volta usciti dal sentiero facciamo un picnic veloce, quindi partiamo per le Sunshine Meadows, di certo uno dei trekking più belli da fare al Banff!

Si tratta di un giardino naturale a circa 2300 metri di altitudine e passa tra le regioni di Alberta e British Columbia.

L’unico modo per raggiungere le Sunshine Meadows è prendere la Gondola (ovvero una cabinovia) che parte a valle dal Sunshine Ski Village o tramite un bus che però ha bisogno di biglietti prenotati in anticipo sul sito banffsunshinemeadows.com.
Una volta in cima, una ranger ci dà una mappa con tutta la rete di sentieri percorribili e i vari quozienti di difficoltà, insieme a una miriade di consigli che poi sono quelli che si leggono in tutti i parchi nazionali, del tipo “non approcciate gli animali selvatici”, “non uscite dal sentiero”, “non sporcate”.
Ci dice che un grizzly è stato visto stamattina nei pressi di un lago, quindi di fare attenzione.

Prendiamo il sentiero principale che porta al Rock Isle Lake per poi proseguire fino al Grizzly Lake per un totale di 6 km e un’elevazione di soli 170 metri.canada2019 - 968canada2019 - 973canada2019 - 980canada2019 - 1000canada2019 - 988canada2019 - 1009canada2019 - 971

I laghi, specialmente il primo, sono superlativi.
Quando mi trovo davanti questo specchio d’acqua blu con quasi al centro un isolotto e quattro cervi che se ne stanno tranquilli a rifocillarsi, ho faticato a rendermi conto che fosse tutto vero e non il frutto di un sogno o di una fiaba.
Andando verso il Grizzly Lake incontriamo una ranger che ci suggerisce di fare in fretta perché non alloggiando nel resort in cima l’ultima corsa per scendere a valle sarà per le 18:00.
Ci facciamo il cammino a ritroso quasi di corsa, ma per fortuna verso le 17:30 arriviamo a destinazione.

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Yoho National Park: cosa vedere

A meno di un’ora di macchina dal Banff sorge il Parco Nazionale di Yoho, in British Columbia, facilissimo da visitare in giornata, in quanto le attrazioni sono tutte piuttosto raccolte, e cioè:

  • Yoho Valley
  • Natural Bridge
  • Emerald Lake
  • Tekakkaw Falls

Già passare per la verdissima Yoho Valley è uno spettacolo, ma se questo non bastasse come biglietto di presentazione, fermatevi al Natural Bridge, dove troverete un ponte di roccia che si è formato naturalmente grazie allo scavare del fiume Kicking Horse (adoro questi nomi evocativi!)canada2019 - 1070canada2019 - 1081.jpgcanada2019 - 1071canada2019 - 1078canada2019 - 1084canada2019 - 1090canada2019 - 1088
Più avanti c’è lui, il magnifico.

L’Emerald Lake.

Vi è mai capitato di remare su uno specchio? Una superficie talmente verde e liscia da sembrare di scivolare su una lastra di vetro?!
Se ci si pensa è persino inquietante, il non riuscire a rendersi conto di quanto sia davvero profondo visto che sotto non si vede che… bianco! canada2019 - 1098canada2019 - 1101canada2019 - 1107canada2019 - 1112canada2019 - 1111canada2019 - 1110canada2019 - 1118

Racchiuso da picchi notevoli come il President Range, i monti Burness e Wapta, questo lago, di poco più di 5 km di superficie, è soggetto a piogge e nevicate e deve la sua straordinaria colorazione proprio a particolari sedimenti glaciali e a quella che in gergo viene detta “rock flour”, una sorta di dolomia, la polvere che si trova nel granito delle Dolomiti.canada2019 - 1121canada2019 - 1120canada2019 - 1133canada2019 - 1137canada2019 - 1146canada2019 - 1149canada2019 - 1148canada2019 - 1153canada2019 - 1165canada2019 - 1166

Prendere la canoa qui è stata tra le cose più belle di questo viaggio.
Dal largo è possibile ammirare meglio poi il lodge che si nasconde tra le fronde degli alberi oltre il breve ponticello di legno che lo collega alla terraferma. Soggiornare qui, specialmente d’inverno sotto queste montagne cariche di neve e il lago ghiacciato deve essere meraviglioso.

Facciamo un picnic nel bosco, quindi ripartiamo per andare a vedere le Takakkaw Falls, alte quasi 400 metri. Sono le seconde più alte del Canada, talmente potenti che già dalla strada per arrivare è possibile sentire il boato dell’acqua che scorre impetuosa.canada2019 - 1173canada2019 - 1178canada2019 - 1186canada2019 - 1195canada2019 - 1189canada2019 - 1197

Takakkaw in lingua cree significa “meraviglia” e credetemi se mai nome fu più azzeccato.

Siete stati al Banff? E a Yoho? Dove avete alloggiato e quali escursioni vi hanno lasciato senza parole?