Gite fuori Pechino: come organizzare una visita fai da te alla Grande Muraglia Cinese

Non si può mettere piede in Cina e pensare di non andare alla Grande Muraglia.

È una di quelle opere grandiose e antiche che al solo nominarla fa tremare gambe e polsi per l’emozione, al punto che, durante la preparazione al viaggio per Pechino, più che informarci su cosa ci fosse da vedere in città, ci siamo da subito concentrati su di lei.

Lunga più di 8000 km, la Grande Muraglia passa per ben nove province in Cina, contando almeno dieci ingressi solo nella regione di Beijing.

Organizzare una visita in autonomia non è stato per niente facile, soprattutto è stato difficile capire quale fosse l’ingresso migliore da raggiungere da Pechino, quello cioè meno turistico e paesaggisticamente indimenticabile.

Questo articolo, oltre a raccontare la nostra esperienza, vuole essere d’aiuto a chi volesse visitare la Grande Muraglia in modalità “fai da te”, senza cioè dover ricorrere ai tour organizzati o, più in generale, per chi volesse evitare la gggente!

Grande Muraglia Cinese: gli ingressi raggiungibili da Pechino

Da quello che abbiamo capito gironzolando per mesi su internet, le parti di Grande Muraglia più famose sono a nord e ad est di Beijing.

Gli ingressi principali raggiungili da Pechino sono:

Mutianyu

E’ l’ingresso più frequentato dai turisti. Presenta molti percorsi in piano e quindi meno faticosi, ideale soprattutto se si viaggia con bambini. E’ anche la sezione più restaurata in assoluto. Dista circa 70 km da Pechino ed è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici.

Jinshanling

E’ considerato come l’ingresso più bello perchè presenta sezioni restaurate solo in parte, il resto è ancora allo stato selvaggio e originale. Posso solo immaginare quanto possa essere bello fare trekking qui. Dista 130 km da Pechino.

Jankou

Un’altra sezione selvaggia della Grande Muraglia, permette trekking per veri esperti perchè molto scoscesi e difficoltosi. Richiede circa tre ore di macchina per raggiungerlo.

Simatai

Non siamo riusciti a farci un’idea su questa sezione di Grande Muraglia perchè da molti viene descritta come selvaggia e in rovina, una porzione che può essere percorsa attraverso trekking anche impegnativi che possono  richiedere giorni accampandosi lungo il tragitto, mentre per altri è ricca di facilities, come, ad esempio, visite in notturna con guida. E’ lontana circa 120 km da Pechino.

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Gubeikou

E’ la sezione più a nord, al confine con la Mongolia e proprio per via della sua posizione strategica è stata teatro di numerose battaglie. E’ per lo più selvaggia e dista da Pechino circa due ore di macchina.

Juyongguan

A solo mezz’ora di macchina da Pechino, è una sezione molto frequentata da viaggiatori portatori di handicap grazie ai servizi che offre. E’ considerato uno dei tre passaggi chiave della Grande Muraglia, preso d’assalto da Genghis Khan alla conquista dei territori cinesi.

Huangyaguan

E’ una sezione famosa tra gli sportivi perchè sede in primavera di una storica maratona che si tiene tutti gli anni. Dista tre ore di macchina da Pechino.

Shanhai Pass

E’ il punto dove la Grande Muraglia incontra il mare sulla costa est. Di grande importanza storica e strategica, richiede quasi quattro ore di macchina da Pechino e un giorno intero per visitarlo.

Badaling

Lo abbiamo scartato subito perchè ovunque sul web la parola “affollato” ricorreva troppo spesso. E’ infatti l’ingresso più frequentato dai gruppi turistici, a circa 2 ore e mezza di macchina da Pechino.

Haunghuacheng

E’ la parte di Grande Muraglia che abbiamo visitato, un bel mix di rovine antiche, parti restaurate e paesaggi incantevoli sull’acqua. Sì, perchè questa sezione è l’unica che affaccia sul cosidetto District Lake e una parte delle rovine sono ancora sommerse. Raggiungibile in macchina da Pechino in un’ora e mezza.

Grande Muraglia Cinese: la nostra esperienza a Haunghuacheng

Distante solo 75 km da Pechino, questa sezione della Grande Muraglia ci ha convinti non solo perchè affaccia sull’acqua, ma soprattutto perchè difficilmente servita dai mezzi pubblici (al contrario degli ingressi di Mutianyu e Badaling), quindi l’abbiamo immaginata come solitaria, come poi è effettivamente stato. C’eravamo solo noi.

Considerando che i taxi sono molto economici a Pechino, ce ne facciamo chiamare uno da una gentile concierge dell’albergo dove alloggiavamo, la quale si mette a contrattare il prezzo per noi in una lingua fatta anche di sorrisi sornioni e suoni acuti simili a piccole urla.
Alla fine Mr. Ian, il nostro autista, un vecchietto che avrà 190 anni e la vista di una talpa (urterà la portiera aperta di una macchina appena usciti dall’albergo) accetta di accompagnarci e di aspettarci per tre-quattro ore durante tutta la visita.

Unica richiesta, vuole 350 yuan subito (8 Yuan= 1 Euro), gli altri 350 al ritorno.

Ci sembra tutto piuttosto ragionevole, quindi partiamo per un viaggio di circa due ore attraverso i distretti rurali di Pechino, quelli più poveri, dove i contadini lavorano i campi coltivati a cavoli e broccoli e dove si improvvisano mercatini ai bordi della strada, qualche zucca e bastone di legno intagliato a mano.
Appena fuori la biglietteria per accedere alla Grande Muraglia sorge la piccola comunità di Huanghuacheng, così chiamata perché d’estate la valle si colora di giallo grazie a un fiore che cresce spontaneo da queste parti (credo il nome Huanghuacheng significhi proprio “fiore giallo”).
Trovo bellissimo passare per questo viale che conduce all’ingresso principale sul quale affacciano locande, trattorie, bancarelle di merce mai vista, come certi frutti e semi, artigianato locale, mentre trovo sempre molto stimolante osservare la gente.DSC_0695DSC_0696DSC_0694DSC_0697DSC_0698DSC_0699DSC_0700DSC_0701DSC_0705DSC_0703DSC_0704DSC_0702DSC_0709DSC_0867DSC_0870DSC_0871DSC_0872

La visita nella porzione di Huanghuacheng è pensata per tutti, sia per chi vuole fare trekking sulla Muraglia o seguendo i sentieri di montagna intorno a essa o anche per chi non può accedervi, ma vuole comunque godere di questa natura e di questo parco.

Trovarsi a scalare la Muraglia però è un’emozione unica!

Dico “scalare” non perché serva un’attrezzatura particolare, almeno per questa sezione di Muraglia, ma perché le scale, i gradini o più in generale le pendenze che vi troverete ad affrontare sono notevoli e ci hanno messo a dura prova, noi che siamo abbastanza allenati.

Credo, come già vi abbiamo raccontato, che l’autunno sia il momento migliore per visitare Pechino e, in particolare, la Grande Muraglia.

Qui intorno i boschi sono pieni di castagni che in questa stagione si vestono delle più belle sfumature di giallo e di rosso per il foliage.

A piedi arriviamo alla parte sommersa, in rovina, della Grande Muraglia, quindi attraversiamo un ponte decorato con tante girandole colorate che ruotano vorticose seguendo la forza del vento e arriviamo a un isolotto in mezzo al lago, lo stesso che abbiamo visto dall’alto, tra i merli dei camminamenti di ronda, per pranzare con i panini che abbiamo comprato in albergo stamattina e una pannocchia alla griglia espressa acquistata al momento.

Decidiamo di salire ancora di più usando il Metallic Slide, una cabinovia nuova di zecca che si inerpica sinuosa lungo i crinali per seguire dall’alto i profili arrotondati di queste montagne, solcati da corridoi di muro alternati a qualche torretta di guardia. Ragazzi, mi veniva da piangere dalla gioia.

Grande Muraglia Cinese: un po’ di storia

Se ci si pensa è stata davvero una follia la costruzione di quest’opera magnifica entrata di diritto a far parte delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.

La Grande Muraglia Cinese ha più di 600 anni (ma le prime porzioni risalirebbero all’VII secolo a. C.) e non appare mai uguale a sè stessa perchè attraversando nove province differenti ognuna di queste le ha conferito una propria caratteristica peculiare, paesaggi diversi, architetture diverse, scelta di materiali diversi, come il fango e la sabbia, ad esempio, nei territori di Hebei e Gansu.

Costruita per tenere i mongoli nemici dall’altra parte della barriera, richiese enormi costi di gestione e vite umane.

Si stima che circa un milione di operai perse la vita lavorando alla Grande Muraglia e si racconta che i corpi vi venissero murati per limitare le spese. Con la dinastia Qing i territori mongoli vennero annessi a quelli cinesi, così non si sentì più l’esigenza di continuare a erigere muri, a parte quello al confine  con la Manciuria che però non aveva più scopi difensivi, ma solo di controllo sui flussi migratori.

Una curiosità: la leggenda secondo la quale la Grande Muraglia Cinese si vedrebbe dalla luna in realtà è un fake. Il motivo ce lo spiega Wikipedia: “…anche se lunga migliaia di chilometri, la Grande Muraglia è però larga meno di dieci metri, pertanto, già ad un centinaio di chilometri di altezza – e, a maggior ragione, da migliaia o centinaia di migliaia di chilometri dal pianeta – essa non sarebbe visibile a causa del potere risolutivo dell’occhio umano”.

L’unico “effetto collaterale” nel visitare la Grande Muraglia è che viene una curiosa e inevitabile voglia di visitare le altre sezioni,  non solo nei dintorni di Pechino, per vederla da più angolazioni possibili o prima che scompaia, come già è avvenuto per alcuni tratti in altre province cinesi, a causa dell’erosione o perchè demolita di proposito per dare spazio a nuove costruzioni.

Siete mai stati alla Grande Muraglia Cinese? Quale sezione avete visitato?