Südtirol: quattro giorni tra Bolzano e l’Alpe di Siusi con bambini (e senza saper sciare)

L’Alpe di Siusi rappresenta forse il gotha per gli amanti dello sci perchè permette un facile accesso a quello che è probabilmente lo skitour più desiderato, quello che proprio non può mancare nel diario di esperienze di uno sciatore che si rispetti.

Sto parlando dei Quattro Passi, un giro panoramico sulle Alpi che tocca i quattro passi, appunto, ovvero Passo Pordoi, Passo Sella, Passo Gardena e Passo Campolongo, più di 40 chilometri di piste che girano intorno al massiccio roccioso del Sella e che attraversa valli ladine come la Val di Fassa, in Trentino, l’Alta Badia fino ad arrivare ad Arabba, in Veneto.DSC_0665DSC_0673DSC_0677DSC_0785

Ecco, e cosa c’entriamo noi con tutto questo visto che non sappiamo sciare?

In realtà poco, nel senso che forse non avremmo mai preso in considerazione queste località se non ci fossimo fatti coinvolgere da un gruppo di amici che scia regolarmente e che ha organizzato quattro giorni in questa parte del Sud Tirolo.

Temevamo la noia, non sapendo sciare, ma visto che ci siamo ricreduti, questo articolo nasce proprio con l’intento di aiutare a organizzare una vacanza invernale in questi luoghi meravigliosi anche senza saper sciare e per di più con un bambino. Di seguito troverete consigli su dove alloggiare, escursioni da fare, cosa vedere.

Alpe di Siusi: come arrivare e dove alloggiare

Per rilassarci completamente per una volta abbiamo abbandonato la macchina preferendo il treno. Sia da Roma Termini che da Roma Tiburtina esistono diretti per Bolzano… Cinque ore e ci si ritrova circondati dalle Dolomiti!

Per l’alloggio abbiamo scelto l’Aparthotel Kastel Seiser Alm, a Castelrotto, una struttura a metà tra albergo e appartamento, ideale per le famiglie e per i molti servizi offerti, tra i quali la spa per adulti e bambini, la sala giochi e la navetta gratuita da e per la stazione. Una volta arrivati a destinazione ci viene offerta una merenda a base di speck, vin brulè e succo di mela caldo nel cortile dell’albergo. Come inizio non c’è male, direbbe Barbieri…

Alpe di Siusi: escursioni e cosa fare

Passeggiata da Ortisei alla Baita Sanon

Il primo giorno prendiamo il bus 172 che dal capolinea di Castelrotto ci porta a Ortisei in soli venti minuti. Da questa bella cittadina di montagna, adorna di sculture di ghiaccio e deliziose konditorei, prendiamo la cabinovia e raggiungiamo l’Alpe di Siusi per una passeggiata nei boschi, in mezzo alla neve. Badate bene che da Ortisei partono ben tre tra cabinovie e funicolari. Quella che bisogna prendere per questa escursione è quella chiamata Gardena Ronda.

Una volta in cima resterete abbagliati dalla bellezza del Sassolongo che si staglia di fronte a voi mentre vi accingerete a percorrere il sentiero che scende alla vostra sinistra, davvero molto facile anche con bambini piccoli. Il tintinnio delle campanelle al collo dei cavalli che ogni tanto passano trascinando slitte tradizionali vi farà compagnia spezzando il silenzio intervallato solo dallo scricchiolare della neve sotto i vostri scarponi.

Arriverete a una malga, la Gostner Schwaige, che fuori ha gli animali. Su un cartello c’è scritto che “si possono accarezzare”, ma quando proviamo ad avvicinare una capretta questa si ritrae spaventata. Scendiamo ancora di più fino ad arrivare nei pressi di un bellissimo albergo direttamente sulle piste da sci. Prendiamo qualcosa da bere, quindi proseguiamo verso la Baita Sanon, facendo attenzione a non essere investiti da qualche sciatore.DSC_0664DSC_0790DSC_0668DSC_0670DSC_0680DSC_0678

Questa parte del percorso è la mia preferita perché la camminata si apre su ampie vallate ricolme di neve, baite di legno che sembrano dipinte, alberelli solitari che quasi ti viene da pensare che qualcuno ce li abbia messi di proposito per rendere lo sguardo ancora più contento. Quando arriviamo alla Baita Sanon sembra impossibile trovare un posto per sedersi a mangiare un boccone, ma quando ci riusciamo, dividendo il tavolo con una anziana coppia di sportivi, il pranzo, seppur veloce si è rivelato molto suggestivo, con la seggiovia che passava proprio sopra le nostre teste. Al ritorno prendiamo un passaggio in slitta, poi proseguiamo a piedi fermandoci ogni tanto a fare un pupazzo o un angelo della neve.DSC_0698DSC_0699DSC_0710DSC_0752DSC_0757DSC_0719DSC_0732DSC_0733DSC_0770DSC_0772DSC_0780DSC_0777DSC_0788

Un giorno all’Alpe di Siusi tra skischool e family fun park

Quando mi dicevano che la montagna è davvero attrezzata per le esigenze delle famiglie ci credevo fino a un certo punto. Poi abbiamo passato una intera giornata all’Alpe di Siusi. Il bus 3 ci porta dal capolinea di Castelrotto alla cabinovia per l’Alpe di Siusi in dieci minuti. Siamo su di un altopiano dal quale si gode una vista mozzafiato sui monti del Siusi allo Sciliar, mentre la scelta tra le varie attività ricreative e sportive si fa sempre più ardua. Ci rivolgiamo a una delle tante skischool per far provare gli sci al bambino, due ore per nulla economiche ma che hanno aiutato a “rompere il ghiaccio” con due attrezzi per noi alieni. Il bambino si è divertito molto, anche se per imparare davvero servirebbero almeno due ore al giorno per una settimana… Il prossimo anno cercheremo di organizzarci. Noleggiando gli slittini e pagando un biglietto a parte (che costa meno dopo pranzo) si può accedere all’area Family Fun Park, una pista sicura per chi vuole divertirsi sullo slittino e una separata per chi vuole scendere con dei gommoncini alla velocità di un bob. Ci siamo divertiti come bambini!

Una Passeggiata a Castelrotto

Castelrotto, dove abbiamo scelto di alloggiare, è un paesino di montagna strategico all’interno del Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio. Trovandosi a un importante crocevia pullula di ristoranti, pizzerie, supermercati, bancomat… Se dovessimo tornare in queste zone per periodi più lunghi non esiteremmo a sceglierlo di nuovo perché lo abbiamo trovato molto comodo.

Fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, cosa che mi è sembrata un po’ esagerata visto che sì, si tratta di un paesino piacevole per una passeggiata serale, ma niente di più.

Di nota è l’alto campanile che domina la valle vicino la Chiesa di Santi Pietro e Paolo. Deliziosi però i vialetti acciottolati, l’antica fontana, le botteghe e i begli alberghi eleganti del centro nonchè gli edifici in stile che mi hanno ricordato località come Innsbruck e Brunico.DSC_059320200124_20003120200124_19595720200124_19574220200124_19563720200124_19553220200124_200333

Bolzano: cosa vedere e dove mangiare in mezza giornata

Avendo il treno del ritorno alle 17, approfittiamo di mezza giornata per vedere il capoluogo altoatesino.

Non so per quale motivo non mi aspettassi granchè da Bolzano, invece mi è piaciuta moltissimo! Sarà per quella sua aria da benestante città di montagna, sarà che siamo capitati di sabato mattina, nel pieno della vita di mercato, fatto sta che ho trovato molto piacevole girare per le sue strade.

A Bolzano, secondo me, sono immancabili da vedere:

Il Caffè Loacker, che si affaccia a metà tra la centralissima Piazza Walther, cuore a dicembre dei mercatini di Natale, e il Duomo di Bolzano, con le riconoscibilissime tegole colorate. Qualsiasi cosa si ordini da mangiare qui dentro verrà accompagnata da una buona porzione di crema alla nocciola (indovinate di quale marca?), mentre un piccolo ma fornito angolo merchandising vi permetterà di comprare i souvenir dell’ultimo minuto.

Piazza delle Erbe è sede di un antico e ancora affascinante mercato di fiori e cibo. La cosa curiosa è che si chiama “piazza”, ma in realtà si tratta di una strada, stretta e lunga, che a sua volta conduce ad atre due strade importanti nel centro di Bolzano, Via dei Portici e Via del Museo. Proprio all’incrocio una fontana che è stata inserita tra le 100 più belle d’Italia, quella del Tritone, sorta nel XVIII secolo lì dove c’era la gogna per i contadini disonesti.

Se avete voglia di fare shopping proseguite per Via dei Portici, se volete incontrare Ötzi prendete per il Museo di Archeologia del Sud Tirolo.

Ötzi è una mummia vissuta nell’età del rame, nel 3300-3100 a.C., un uomo tra i 40 e i 50 anni morto probabilmente assiderato al confine tra Italia e Austria (venne ritrovato vicino Innsbruck nel territorio dell’Ötztal, da qui il diminutivo di Ötzi).

Si conservò perfettamente nel ghiaccio fino al suo ritrovamento, nel 1991, durante un’escursione. Si tratta di una scoperta incredibile perchè ha permesso di sapere molto di più su un’era particolarmente misteriosa, sugli uomini che la vivevano, come si vestivano, cosa mangiavano e cosa usavano per andare a caccia.

Gli abiti e le armi di Ötzi sono anche loro in ottimo stato e non avete idea della curiosità che tutto questo alimenterà nei vostri bambini. A fine visita ci siamo resi conto che si era creato quasi un bonding speciale tra nostro figlio e la Mummia di Similaun, preoccupato che sentisse freddo nella sua riproduzione di caverna con il corretto tasso di umidità e tutto il resto. Non si possono fare foto, quindi andate di persona. Vi emozionerà e il biglietto costa solo 10 euro.DSC_0917DSC_0918

Se dopo tutto questo camminare vi fosse venuta fame fermatevi a mangiare alla FranziskanerStuben, un locale storico nel centro di Bolzano adiacente alla Chiesa dei Francescani, dove si mangia cucina tradizionale, speck, canederli, goulash, strudel. La storia vuole che i frati fecero erigere un muro per separarli da quei laici produttori di birra, ma dall’ultima sala è ancora possibile sbirciare nel giardino dei francescani che ho immaginato coloratissimo in primavera.

Siete mai stati in queste zone? Quali altre escursioni consigliereste se dovessimo tornare per più giorni?