La Fioritura di Castelluccio: informazioni e consigli

Ho avuto mesi per immaginare come sarebbe stata la nostra prima gita fuori regione post lockdown. Ho fantasticato a lungo sulle possibili mete, sull’emozione che avrei provato già solo imboccando l’autostrada, su quella sensazione di libertà che solo i viaggi in macchina sembrano regalarmi, anche se brevi.

Scegliere di andare a vedere la Fioritura della Lenticchia a Castelluccio di Norcia è un’idea di per sè meravigliosa, ma farlo dopo una pandemia si colora (passatemi il termine) di connotazioni tutte speciali.

Ritrovarmi dopo tanti mesi per la prima volta in mezzo al verde dei Monti Sibillini e a quelle infinite pennellate di colore mi ha dato la sensazione di essere tornata a respirare come non mi capitava da un po’.

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La Fioritura di Castelluccio: cos’è e quando andare

La Fioritura della Lenticchia di Castelluccio di Norcia è un evento che si verifica una sola volta l’anno. Comincia in primavera, intorno a maggio, e via via prosegue fino all’estate toccando il suo apice tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio.

Essendo un fenomeno naturale il periodo è ovviamente indicativo, dipendendo da fenomeni quali il freddo, il ghiaccio, le piogge. Si potrà assistere a fioriture tardive, ad esempio, di durata molto breve o non al massimo dello splendore oppure ad altre dove la natura darà sfoggio di tutta la creatività di cui è capace. Non ho termini di paragone con le fioriture degli scorsi anni, essendo stata per me la prima volta, ma immagino che quella del 2020 sia stata una fioritura in stato di grazia, considerando il tempo clemente degli ultimi mesi e il lungo periodo di chiusura causa covid-19 che ha di certo tenuto lontani uomini, veicoli, smog.

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A rendere questo fenomeno ancora più speciale è che a fiorire non è solo la famosa lenticchia di Castelluccio, marchio IGP, ma anche tutta una serie di fiori selvatici spontanei che quasi come in un coro vanno a supportare la voce principale, rendendone possibile la crescita e creando una meravigliosa sinfonia di colori.

A dare “il la” sarà il giallo della senape a maggio, al quale si aggiungeranno le prime pennellate di rosso dei papaveri, quindi sarà la volta del bianco delle margherite e del viola dello “specchio di venere” (la legousia) fino al blu intenso dei fiordalisi.

A quel punto, tra fine giugno e inizio luglio, i prati dovrebbero essere al massimo del loro splendore e credetemi se vi dico che nessuna foto può rendere giustizia allo spettacolo nel quale sarete immersi.

Fioritura di Castelluccio: dove e come arrivare

Per ammirare le fioriture dovete dirigervi a Castelluccio, una piccola frazione di Norcia (PG) che si erge su una collina con affaccio sui prati del Pian Grande, del Pian Perduto e del Pian Piccolo. Vi troverete in una ampia valle multicolore circondati dai Monti Sibillini, in particolare dalle cime del  Monte Vettore, il più alto di tutti a superare i 2000 metri, e i Monti Guaidone, Veletta e Ventosola.

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La fioritura avviene qui, in questa conca pianeggiante, protetta da queste montagne carsiche dove fattori come temperatura, umidità e ph sono eccezionalmente ottimali e dove il lavoro duro e puro (ossia senza l’uso di pesticidi) e costante degli abitanti del posto hanno fatto sì che questa  lenticchia divenisse un fiore all’occhiello conosciuto in tutto il mondo.

Per arrivare a Castelluccio da Roma in macchina avete tre possibilità:

  • prendere l’autostrada A1 uscita Orte e proseguire sulla Flaminia in direzione Spoleto quindi imboccare la Valnerina fino a Castelluccio.
  • prendere l’autostrada A24 da Roma fino a L’Aquila e poi proseguire verso nord in direzione Amatrice e poi Castelluccio.
  • Prendere la Salaria (SS4) in direzione Rieti e proseguire fino ad Arquata del Tronto fino a Castelluccio.

Fioritura di Castelluccio: cosa fare e cosa non fare

La fioritura permette un’infinità di modi per lasciarsi scoprire. Con la visita fai da te si risparmia perchè l’ingresso è gratuito (forse è superfluo ricordarlo… ), ma volendo sul posto si possono fare tante attività a pagamento come ad esempio montare cavalli, pony o asinelli, affittare mountain bike, fare trekking di gruppo guidati… Ci sono chioschi per rifocillarsi con cibo e bevande, qualche rifugio per i servizi igienici, parcheggi gratuiti anche per camper e roulotte. Meglio andare in mezzo alla settimana piuttosto che nel weekend per evitare le folle.

Importantissimo è non calpestare o raccogliere i fiori, nè sporcare o lasciare in giro rifiuti. Anche questo sembrerà superfluo da ricordare, ma in tempi di mascherine purtroppo ne abbiamo viste parecchie gettate in terra qua e là…

Norcia e Castelluccio di Norcia: due borghi ancora feriti dal sisma

Il borgo di Castelluccio di Norcia è andato distrutto con il sisma del 2016 ed è ancora piantonato dall’esercito. Hanno riaperto poche strutture tra bar, ristoranti e alberghi giusto per far ripartire un minimo l’economia, altrimenti essendo tutto il borgo dichiarato Zona Rossa sarebbero rimasti chiusi anche quelli. Peccato perchè dall’alto dei suoi oltre 1400 metri ha un affaccio privilegiato sui campi fioriti, e vederla ridotta a un cumulo di macerie fa proprio male.

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La Piana fiorita vista da Castelluccio di Norcia

A Norcia però la ferita è ancora più dolorosa perchè c’ero stata anni fa, quando ancora studiavo all’università, e vederla oggi con le mura perimetrali puntellate e il Duomo distrutto mi ha fatto impressione.

All’epoca avevamo inserito Norcia in un road trip dell’Umbria che aveva compreso anche le Cascate delle Marmore/Narni/Spoleto/Cascia, ma a Norcia avevamo passato una notte, avevamo avuto una cena gloriosa, c’eravamo innamorati del suo piccolo, ma perfetto centro storico. Vedere oggi la maggior parte dei negozi del centro spostati fuori le mura cittadine, tutti ammassati in un’unica via, e i vari striscioni di protesta appesi a finestre e balconi per ricordare che sono stati dimenticati (scusate il gioco di parole), è stato un colpo al cuore.

Ho trovato alcune vecchie foto di quel viaggio fatto nel marzo 2007. Ho pensato potesse essere interessante un confronto tra il prima e il dopo sisma.

Norcia e dintorni: cosa mangiare

Oltre alle lenticchie che si preparano in zuppe, in umido o semplicemente come contorno, piatto tipico della zona sono gli strangozzi, un tipo di pasta lunga simile agli spaghetti alla chitarra, conditi con la roveja.

La roveja è una specie di pisello selvatico che bisogna tenere ammollo per almeno ventiquattro ore e poi bollire a lungo. A quel punto si può preparare anch’esso come minestra o come contorno, di solito insaporito con la pancetta.

Norcia vanta una tradizione secolare nell’arte della norcineria e ancora oggi le antiche ricette nel lavorare e insaccare la carne di maiale si racconta che vengano tramandate di generazione in generazione. Quello del norcino è un mestiere antico e nel Medioevo era tenuto in considerazione quanto quello dei chirurghi tanto che spesso, quando questi ultimi mancavano, per piccoli interventi come ascessi o cataratte venivano chiamati i norcini. Il terremoto non ha fermato la tradizione norcina (e per fortuna!) e nonostante le macerie devo dire che c’è ancora un buon profumo di salumi e affettati nell’aria passeggiando per Norcia. Prosciutti, salami, coglioni di mulo e salsicce al metro sono solo alcune delle prelibatezze tipiche del posto e credo che mai come in questo periodo, tra sisma e pandemia da covid, sia importante dare una mano a rimettere in moto l’economia.

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E se la carne non la mangiate potrete sempre scegliere tra altri prodotti d’eccellenza della zona come il formaggio pecorino, l’olio di oliva, il tartufo. Ripartiamo dall’Italia!

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Siete mai stati in questa parte di Umbria? Avete mai assistito alla fioritura di Castelluccio?

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

39 pensieri riguardo “La Fioritura di Castelluccio: informazioni e consigli

  1. E’ il mio sogno post lockdown ma sono molto frenata per l’afflusso di gente che leggo si sta muovendo in zona. Mi sono segnata tutto quello che hai consigliato e spero di andarci molto presto

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    1. Ciao Sabrina! Anch’io ho letto con un po’ di preoccupazione della massa turistica di questi giorni… L’unico consiglio in più che posso provare a darti (oltre a provare a non organizzare durante i weekend) è dormire nelle vicinanze per cercare di svegliarsi presto ed evitare le folle e la confusione. O se ti piace per provare a fare qualche trekking tranquillo. Fammi sapere se poi riesci ad andare. Grazie per la visita!

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    1. Non vorrei sbagliare, ma mi sa che le primissime foto della fioritura le avevo viste proprio da te, Fausto😉 È uno spettacolo particolare, non c’ero mai stata e dicono che quest’anno sia stata particolarmente gloriosa… Non potevo chiedere di più! 😍

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    1. Mi era capitato anni fa di vedere delle foto della fioritura, mi era ovviamente piaciuta, ma non mi aveva granché incuriosito. Stavolta, forse per via della clausura, il bisogno di trovarmi in mezzo alla natura, le montagne e i colori me l’ha fatta tornare in mente… E meno male😉

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  2. Una prima uscita con i colori della speranza! Speranza che mi è morta dentro quando alla fine del post ho visto il confronto di com’era prima questo bel borgo 😦 Ma come dobbiamo fare con questa bestia di burocrazia italiana?
    Invece bellissime le foto della fioritura, come dici giustamente è stata un’annata speciale, priva di ogni tipologia di inquinamento umano. Ma quante lenticchie e quanto prosciutto di Norcia avrò mangiato nella mia vita… madò! Io vivevo a Perugia e neanche conoscevo questo fenomeno cura-occhi! Ma ti parlo di oltre 30 anni fa… non c’era Instagram 😛
    Noooo anche i cavalliiii? Adesso sono in preda al tafazzismo… devo darmi a randellate da qualche parte per farmi del male 😀 😀 😀 Buona serata Alessia! :*

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    1. Mi ricordavo che avessi abitato a Perugia, ma non ti ho mai chiesto per quanti anni. Pensavo fossi nata in Umbria e poi immediatamente portata in Campania, invece mi sa di no… Sì, le foto fanno male, il centro storico di Norcia e Castelluccio non sono granché cambiati dal 2016…Ci credo che la gente sia ancora tanto arrabbiata, e fuori le mura di Norcia sono moltissime le famiglie ancora raccolte nei compound d’emergenza dove posso solo immaginare quanto si muoia di freddo d’inverno… La fioritura e quelle montagne per me sconosciute sono la dimostrazione di quanto possa essere potente e delicata insieme la natura… Io continuo a dire che nn ci meritiamo tutto questo, specie quando davanti al cartello “non calpestare i fiori” vedi poser senza pietà solo per soddisfare dio instagram… I cavalli sono una chicca! Come sai non ci salgo perché ho una fifa nera, ma devo ammettere che sono bellissimi ❤️

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  3. Non sono mai stata in questa parte di Umbria e immagino che nel tuo caso, avendola vista prima e dopo, sia un colpo al cuore.
    La bellezza dei campi almeno cura un po’ in parte il dolore. Sembra di vedere un dipinto, con i fiori che sembrano pennellate di colore. Mi fa sempre un po’ effetto vedere quelle montagne in fotografia perché sono abituata a quelle piemontesi, molto più spigolose e grigie.
    E’ un po presto ma il pensiero di tutte quelle cose buone mi fa venire una fame…

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    1. C’è sempre uno spazio per salumi e affettati, quelli non conoscono orari… Ahahahah! Dei Monti Sibillini sono rimasta stupita dal verde, quasi accecante… Quello più I prati fioriti che manco Monet sono stati un eccellente balsamo anti covid e anti sisma!

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  4. Mi hai fatto sognare con questi campi su intagram…. a proposito… not che non hai incorporato le immagini di instagram questa volta, spero di non averti fatto venire l’ansia!

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  5. Ci sono stata proprio ieri, scegliendo appositamente un giorno infrasettimanale per evitare la folla. Le tue foto sono spettacolari comunque, ma hai ragione: nulla può rendere onore alla bellezza di questo posto!

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  6. La fioritura di Castelluccio è proprio una di quelle cose che vorrei vedere, purtroppo è in un periodo in cui al momento non mi è possibile prendere ferie e non riuscirei ad andarci in un weekend. Per ora mi accontento di guardare le tue bellissime foto.

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  7. Il lockdown ci ha lasciato in eredità un bel po’ di posti da vedere! Purtroppo non ci sono mai stata ma nelle ultime settimane ho avuto modo di seguire la fioritura sui media. La cosa che mi ha fatto imbestialire è stata la stoltaggine delle persone che nonostante i mille avvertimenti, ha rovinato parte delle colture.

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    1. Sì Vale, anche quando siamo andati noi in mezzo alla settimana c’erano parecchi turisti in posa che tranquillamente scavalcavano le recinzioni per lo scatto perfetto da condividere sui social. Leggevo che vorrebbero mettere un numero chiuso di visitatori per i prossimi anni. Quando si dice severo ma giusto.

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  8. Eccoci qui!!! Dopo il lockdown siamo state in diversi posti. qui vicino a casa, ma la verità è che non vediamo l’ora di Castelluccio di Norcia .. saremo lì dopodomani!

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  9. Io, durante il lockdown, sognavo alla grande il mare…infatti, il 4 giugno ero su una spiaggia ligure deserta!
    Però la vostra destinazione, ragazzi, se è più originale!!!
    Non ho parole, che splendore!

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  10. Non ci sono ancora stata, ma con tutte le foto che sto vedendo in questi giorni è un po’ come essere lì. A parte la battuta sono d’accordo con te: dobbiamo ripartire dall’Italia e aiutare luoghi come questi (dimenticati dalla politica) a risorgere.

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    1. In effetti trovarsi la piana fiorita davanti dopo tanti imput fotografici mi ha dato una strana sensazione di deja-vu… Per fortuna è durata poco e mi ha permesso di godermela 😉

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    1. Ahahah! Quest’anno in effetti è stato quasi un pellegrinaggio per i blogger…E’ stato un miracolo aver trovato poca gente quando sono andata io…Ti auguro di vedere la fioritura il prossimo anno, Carmen, è un vero spettacolo!

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