Molise: un weekend tra mare, borghi e street art

Il Molise esiste, ho le prove. Ne abbiamo avuto un piccolo assaggio qualche weekend fa e, anche se solo per pochi giorni, ci ha fatto proprio una bella impressione.

Non troppo affollato, economico e verdissimo, il Molise conquista anche il visitatore più scettico sfoderando la sua arma vincente che forse è proprio la genuinità.

In attesa di coronare uno dei nostri Travel Dreams, ovvero girare il Molise on the road, vi parliamo del nostro weekend tra spiaggia e ben tre borghi, ognuno con una caratteristica diversa.

Campomarino Lido: spiagge e divertimento per tutti

Nei suoi appena trenta chilometri di costa, scegliamo la località di Campomarino Lido per fare un po’ di mare in Molise, facilmente raggiungibile da Roma percorrendo l’A14 fino all’uscita Termoli. La caratteristica che già adoro di questo lido è la fitta pineta che fa da preludio alla spiaggia vera e propria, lunghe lingue di sabbia fine e mare dai fondali bassi (ma non troppo per essere l’Adriatico) adatti anche ai bambini.

A Campomarino Lido non ci si annoia. Per certi versi mi ha ricordato la spiaggia di Tarquinia, con i suoi risciò, il luna park, i locali all’aperto, solo un po’ più giovanile, dove oltre alle famiglie ci sono anche ragazzi e adolescenti di tutte le età. Ho avuto l’impressione di un posto molto vivace, pieno di cose da fare, uno di quei posti dove forse mi sarebbe piaciuto trascorrere le estati da ragazzina a bordo di una bicicletta per raggiungere il mare. Passeggiare per i suoi vicoli, in effetti, mi ha fatto un po’ tornare indietro nel tempo. I bambini che giocano a pallone in piazza, le nonne sedute fuori la porta di casa a chiacchierare, le ragazzine vestite per lo struscio a curiosare tra le bancarelle, la voce stonata di un karaoke lontano, l’eco di una tv accesa che manda repliche di Mina-Battisti da una finestra aperta. Per pochi giorni ho rivissuto la tipica estate italiana.

Il borgo di Campomarino: la comunità arbëreshë raccontata attraverso i murales

A pochi chilometri dal lido, abbarbicato su una collina cha dall’alto domina il mare e la pianura sottostante, sorge il borgo di Campomarino, anche detto “il Borgo Dipinto”. I muri e le case del centro storico, infatti, raccontano attraverso dipinti storie di vita comune e di personaggi illustri di una delle comunità arbëreshë più antiche e longeve in Italia. A Campomarino tutt’oggi le strade hanno il doppio nome sia in italiano che in lingua arbëreshë e non mi stupirei se la studiassero anche a scuola. DSC_0418Nella piazza antistante la trecentesca Chiesa di Santa Maria al Mare ci sono dipinti che mostrano i costumi tipici di uomini e donne intenti a ballare e a suonare la fisarmonica durante una festa popolare. Su un altro muro Papa Francesco benedice una famiglia arbëreshë e viene ricordata Madre Teresa di Calcutta che era di origini albanesi. Anche la vita semplice della comunità è stata immortalata, dagli antichi mestieri ai vecchi utensili, oppure coloratissime fioriere ad abbellire vecchi muri scrostati dal tempo. La comunità arbëreshë a Campomarino ha messo radici dal XV secolo, quando dall’Albania scappò verso l’Italia per salvarsi dalle scorrerie ottomane provenienti dai Balcani. Si può dire che attraverso la comunità arbëreshë il borgo di Campomarino è non solo nato, ma è anche risorto, grazie a un attento e originale lavoro di riqualificazione urbana.

Termoli: un sorprendente borgo di mare

Termoli dista solo pochi chilometri da Campomarino ed è stata la vera sorpresa di questo weekend. Ne avevo solo sentito parlare per gli imbarchi che dal porto di Termoli partono verso le vicine Isole Tremiti e poco altro, invece è uno scrigno di tesori. Il centro storico è ancora oggi protetto dalle mura fortificate del vecchio Castello Svevo, ormai andato quasi del tutto distrutto, a parte la Torre che oggi è zona militare.

DSC_0467L’affascinante borgo di Termoli si sviluppa su un promontorio che dall’alto abbraccia la marina sottostante, un lungo lido di stabilimenti balneari attrezzati, l’occhio che spazia dall’Abruzzo alla Puglia, e un piccolo trabocco laggiù, sulla destra, con il disegno dell’arcobaleno della quarantena a ricordare che “tutto andrà bene”. Ancora oggi viene usato come macchina da pesca, ma al tramonto ci sono solo dei ragazzi che usano le sue passerelle di legno sconnesso come trampolino per tuffi. DSC_0474

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Inoltrandosi per i vicoli, tra i quali A’Rejecelle- dicono sia il più stretto d’Italia- si rimane affascinati dalla tranquillità che trasmettono queste case, dove il tempo sembra essersi fermato e, contemporaneamente, dalla vivacità dei ristoranti e dei bar che pullulano in centro. La chicca di Termoli, secondo me, risiede nella splendida Cattedrale di Santa Maria della Purificazione (ma quanto sono affascinanti le cattedrali sul mare?! Quasi come in un romanzo di K.Follett), un magnifico esemplare di romanico che all’interno nasconde le spoglie del patrono di Termoli, San Tolomeo, oltre a mosaici di età paleocristiana ancora perfettamente conservati. Le spoglie del santo vennero trovate per caso nel 1945. Erano sepolte nella cattedrale, vicino l’abside, nascoste da una lastra di marmo, e l’iscrizione sulla pietra non lascia dubbi sulla data delle reliquie, 1239. Ancora oggi è un mistero come le spoglie di San Tolomeo arrivarono a Termoli da Costantinopoli, dove erano conservate. Si pensa che qualche fedele partecipante alle Crociate le abbia trafugate per poi regalarle al vescovo della Chiesa di Termoli. Sotto il presbiterio è presente una teca che riporta vari documenti e vestigia in una vera e propria mostra-museo. La statua di San Tolomeo, di origine medioevale, è anch’essa all’interno di una teca, ma viene presa e portata a spasso per le vie del borgo durante la celebrazione in suo onore che prevede persino un palio che si svolge ogni maggio.

Dopo un magnifico brodetto di pesce, una specialità della costa molisana, un piatto che ha origine antiche e che deve tutto il suo sapore al pescato dell’Adriatico, risaliamo verso il moderno corso, fuori il centro storico, dove le statue dedicate al celebre fumettista italiano Benito Jacovitti, autore di Coccobill e originario di Termoli, accompagnano il nostro rientro a Campomarino.IMG-20200718-WA0016_resize_90

Pesche: il borgo presepe

Tornando verso Roma decidiamo di non prendere l’autostrada, ma di passare per la Bifernina, che attraversa la campagna e, in certi tratti, persino la montagna molisane, e spostarci dalla provincia di Campobasso a quella di Isernia.

Ci incuriosisce un borgo in pietra dal nome particolare, Pesche.

Pesche sembra un presepe raccolto e arroccato sul crinale del monte San Marco, a pochi chilometri da Isernia. La sua storia ha origine antiche, addirittura prima dell’anno 1000, e venne costruito intorno alle mura fortificate di un castello per dare scampo alle popolazioni provenienti da Bagno di Isernia dalle scorrerie barbariche. Per la particolare conformazione rocciosa si sentì l’esigenza di costruire case piccoline, l’una abbarbicata sull’altra, a volte sovrapposte, e oggi il colpo d’occhio è davvero scenografico.

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Pesche è ormai un borgo quasi abbandonato e passeggiare nel silenzio dei suoi (spossanti) saliscendi può essere inquietante, ma è di una bellezza unica e rara! Degli antichi fasti però non è rimasto quasi più niente, a parte la Chiesa di San Michele: il castello, le mura, il monastero benedettino, venne tutto distrutto in un feroce sisma nel 1454 insieme ad altri paesini tra Campania e Abruzzo. Per la ricostruzione venne data precedenza alle abitazioni e alle torrette di guardia.

Vicino Pesche passava una delle tratte ferroviarie più belle d’Italia e riconosciuta come patrimonio storico nazionale, la Sulmona-Carpinone-Isernia, oggi meglio nota come la Transiberiana d’Italia.

Conoscete il Molise? Quale altro borgo suggerite per il prossimo viaggio?

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Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

33 pensieri riguardo “Molise: un weekend tra mare, borghi e street art

  1. Non conosco affatto il Molise e le tue parole hanno fatto aumentare la voglia di mare! Cosa che non mi capita spesso perché come sai preferisco il nord, il freddo e la pioggia, ma quest’anno qualche giorno in spiaggia mi ispira non poco. Il Molise forse è un po’ lontano per me, considerando che avrò pochissimi giorni – magari il prossimo anno…
    Sai che non avevo mai sentito parlare del comunica arbëreshë?

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    1. Ce sono ancora di gruppi arbëreshë in Italia, specialmente in Calabria, nella provincia di Cosenza, ma quella che vive a Campomarino pare sia una delle più antiche. Se hai pochi giorni mi sa che il mare lo devi fare vicino casa, ma se non sbaglio hai non lontane le spiagge liguri, giusto? Beh, mica male…;)

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  2. Mi associo a Silvia, nemmeno io conoscevo le comunità arbëreshë, scommetto che quasi quasi il Molise lo conoscono più gli albanesi che noi italiani 😛
    Ti sei presa un piccolo ma gustoso assaggio di Molise, Alessia! Mi hai incuriosita sulle statue di Jacovitti (vignettista che adoro) sparse per le strade e sulla cattedrale sul mare, dopo vado a sbirciare sul buon G. Purtroppo è una regione che non conosco ma so che C’E’, il Molise c’è (come le scritte sui cavalcavia 😀 ). Spero di rimediare presto! 🙂

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    1. Ahahah! Sì, probabilmente hai ragione, lo conoscono meglio gli albanesi che noi italiani…Però è un peccato perchè la sensazione di autenticità che questi tre giorni mi hanno regalato è una cosa rara… Termoli poi è strepitosa, sto seriamente pensando di passarci qualche giorno al mare il prossimo anno…

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  3. Una regione a me ancora sconosciuta il Molise. Ma questo è l’anno giusto per visitare l’Italia in maniera costante, e comincio proprio prendendo nota dei borghi da te proposti. Un road trip a settembre tra questi territori non me lo toglie nessuno.

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  4. Sono passata dal Molise varie vole, sia in macchina che in treno; anche se non mi ci sono mai fermata, sembra un posto molto attraente. Magari una volta o l’altra riuscirò a visitarlo come si deve!

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    1. Per me è stata la primissima volta in Molise e devo dire che tutti e tre i borghi che abbiamo visto mi hanno colpito per il loro carattere così marcato. Voglio tornarci, Federica, ho la sensazione che ci siano ancora tante sorprese in serbo per noi viaggiatori 😉

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  5. Cavolo Ale, pensa che credevo anch’io che non esistesse! Scherzi a parte, tutte le persone che hanno visitato il Molise me ne hanno parlato benissimo! E a giudicare dalle tue righe e dai tuoi scatti non possono che aver ragione. Campomarino con quei dipinti è una chicca; deliziosa anche Pesche! Bel giro 😉

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  6. Ottimo il tuo incipit!!! Simpatico, ma assolutamente, purtroppo veritiero: noi italiani ci dimentichiamo davvero dell’esistenza di questa piccola regione, che studiamo a scuola in quinta elementare, e poi non ci pensiamo più…
    Grazie per il tuo bel resoconto…
    Mi ispira molto, sarà il nome delizioso, il paesino di Pesche!

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    1. Un mio amico che ha origini molisane spesso scherza parlando di “Molisn’t “per dire che questa regione non esiste e a me questa cosa ha sempre fatto sorridere. Forse il fatto che siamo diventati tutti più esterofili ci ha fatto pian piano dimenticare quanto di bello abbiamo nel nostro paese. Io dico che questo è l’anno giusto per ricrederci 😉 Eh sì, Pesche è una meraviglia! Grazie Elena!

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