#Raccontidel31ottobre: la bestia della carnia

Sono molte le leggende che popolano la Carnia, un territorio montuoso affascinante dove è facile lasciarsi andare a suggestioni dettate dal silenzio di questi boschi che pian piano cedono il passo ai colori caldi dell’autunno, dal tempo mutevole e dal freddo che già comincia a farsi sentire durante i primi giorni di settembre.

Arriviamo in un lunedì di pioggia in una piccola frazione che sembra abitata solo da gatti non lontana da Prato Carnico, in Val Pesarina, un pugno di borghi l’uno attaccato all’altro bagnati dalle tumultuose acque del Tagliamento.

La Val Pesarina è anche conosciuta come la “Valle del Tempo” perchè la tradizione della fabbricazione degli orologi è molto antica, ma a me sembra che il tempo qui non sia mai passato e che sia rimasto tutto immutato, non solo per l’aspetto delle case che sembrano disabitate, ma anche per la presenza di qualche orologio in giro qua e là, in un giardino privato, in una piazza, su un campanile, fermo all’ora di chissà quale giorno, di chissà quale anno.

L’alloggio che abbiamo scelto su Airbnb per tre notti è un ex stavolo, un’antica costruzione di montagna fatta di legno e pietra che veniva abitata da pastori e animali quando bisognava portarli agli alpeggi ad alta quota o semplicemente per stipare il fieno durante la bella stagione. La casa è abbastanza isolata, è su una strada in discesa che porta fuori il paese, verso il bosco, ed è stata solo parzialmente rinnovata: un’antica stufa a legna in cucina, tre camere da letto di sopra e c’è poi un secondo piano dove la host ci dice che non dobbiamo andare. Le scale terminano in un ambiente chiuso a chiave con due porte. La prima dà su un cortile di servizio sul retro della casa, l’altra, più in alto ancora, su una specie di soffitta. Fuori una montagnola di terra che un tempo doveva fungere da giardino o da orto è talmente a ridosso della parete a est della casa che la finestra della cameretta dal primo piano risulta a pian terreno.

Il nostro alloggio

La casa si presenta da subito fredda, umida, non particolarmente ospitale e non essendoci riscaldamento dobbiamo provvedere con coperte e stufette elettriche che però mandano troppo spesso in tilt il contatore della luce. Prenderemo l’abitudine di stare più tempo possibile fuori casa a fare gite e a provare l’incredibile cucina friulana, magari accompagnata da qualche gustosa storia di folklore locale. E’ a pranzo in un rifugio in quota che il giovane proprietario, tra un piatto di frico e di cjarsons, approfittando della scarsa affluenza per via del brutto tempo, si ferma a parlare con noi al tavolo, lasciandosi andare a racconti popolati di folletti dispettosi e streghe che rubano bambini, krampus e persino di una specie di creatura aliena che sarebbe stata avvistata in queste zone qualche anno fa, attirando l’attenzione degli ufologi di tutto il mondo. La cosa che mi stupisce è il rigore con cui ce ne parla, sembra crederci davvero, e in certi momenti ha l’aria turbata, abbassa la voce come a non voler essere sentito da chissà chi, ma nel locale siamo rimasti davvero solo noi.

La prima notte faccio fatica ad addormentarmi. Forse le storie dell’oste mi hanno turbato più del previsto. Il silenzio intorno a me sembra essersi fatto minaccioso. Fuori non passa una macchina, non un rumore, tutto sembra ovattato. Mi basterebbe un qualsiasi indizio che mi possa dare la sensazione di non essere caduta in un pozzo profondo.

La seconda notte S. è un po’ irrequieto e non c’è verso di metterlo a dormire. Mi dice che non si sente sicuro a dormire da solo, che vuole ascoltare una fiaba prima, così mi infilo sotto le coperte con lui.

La notte vengo svegliata all’improvviso. C’è qualcuno fuori la casa. Piove eppure riesco distintamente a sentire dei passi, primo uno scalpiccio deciso, poi i passi si fanno sempre più veloci, quasi una rincorsa verso la casa. Una raffica di colpi sugli scuri della finestra, come dei pugni velocissimi che non riescono a far breccia (e ancora oggi ringrazio dio o chi per lui), mi svegliano definitivamente. Non sto sognando, sento il cuore che mi rimbalza nel petto e mi sento impietrita dalla paura e indifesa in quel lettino proprio sotto quella finestra a tenermi stretta il bambino, non so se per difendere lui o per farmi coraggio io. Non riuscendo a entrare dalla camera da letto, la cosa balza sul tetto. Deve essere molto agile e velocissima, sento i passi pesanti sulle tegole sconnesse della casa. Fa più di un giro, corre da una parte all’altra del tetto, si ferma, poi ricomincia, come un’anima in pena, quindi precipita. Un gran tonfo che proviene dal retro della casa mi fa capire che si trova in quello spazio di servizio che avevo visto nei giorni scorsi, separato dal resto dell’abitazione solo da una porticina sottile sottile. Comincia ad essere presa a graffi, pugni e calci anche lei. Ormai sono in piedi, scendo le scale con la torcia del cellulare per controllare se abbiamo chiuso per bene la porta di casa prima di andare a dormire ed è lì che la sento, una specie di grugnito lieve nel rumore della pioggia. E’ stato solo un momento, ma credo che qualsiasi cosa sia stata abbia fiutato la mia presenza e se la sia svignata… con mio enorme sollievo. Non so per quanto tempo sono rimasta lì così scalza nell’ingresso, con le mani ancora a voler tenere bloccata la porta. Quando tutto si è fatto silenzioso, solo allora ho dato una sbirciatina timida dalla finestra della cucina per scorgere un angolo di strada nella speranza di non vedermela spuntare di nuovo all’improvviso. Ancora oggi mi domando di cosa si sia trattato, in quale bestia selvaggia ci siamo mai imbattuti o forse se siamo semplicemente caduti vittime di qualche antica superstizione montana.

NB: #Raccontidel31ottobre nasce da un’idea di Daniela del blog https://www.orsanelcarro.it/.

Immagine copertina by David Menidrey, Unsplash.

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 40 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. Curiosa come una scimmia, considero il viaggio una necessità. Con la testa sono sempre altrove. Sogno di girare il mondo.

14 pensieri riguardo “#Raccontidel31ottobre: la bestia della carnia

  1. Signore mio, io mi sarei squagliata di terrore! Ma giusto i primi 2 minuti. In seguito avrei detto a V e S: “TU e TU, CON ME!” e sarei andata a caccia di quella “cosa” 😛
    No a parte scherzi, a metà racconto ho sgranato gli occhi! Ho quasi sentito i graffi disperati di quell’essere sulla porticina, come avete fatto a mantenere la calma? Ma l’indomani non avete pensato di cercare eventuali tracce nel perimetro di casa? Ma pensa che colpo al cuore trovarci per davvero delle orme “strane”! Certo che il posto, la casa e anche il folklore popolare si prestano a provocare infarti gratuiti, ma io non attribuisco mai tutte le colpe alla sola suggestione! E l’oste che abbassa la voce come per non farsi sentire… brrrr O_O
    A proposito, sai che “le storie dell’oste” mi piace? Che ne dici, potremmo farla diventare una bella rubrica, perché di osti e ristoratori chiacchieroni in viaggio ne abbiamo conosciuti a pacchi! Io poi becco sempre l’italiano meridionale emigrato a 13 anni 😀
    Bene, con il racconto di Silvia avevo già acceso tutte le luci di casa… con il tuo vado a chiudere e barricare balconi e finestre! O_O
    Grazie per averci raccontato la tua storia, Alessia! 🙂

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    1. No, non sarei uscita per tutto l’oro del mondo, mi si è veramente accapponata la pelle anche perchè eravamo isolatissimi, fosse successo qualcosa non so davvero a chi avremmo potuto chiedere aiuto, anche perchè in casa non c’era campo, manco per chiamare il padrone di casa. La cosa strana è che ho pensato a una persona, non a un animale, per il modo in cui colpiva e camminava… tant’è che quando ho svegliato Vale ho detto “c’è qualcuno” e non “qualcosa” fuori. Il giorno dopo ho provato a cercare orme o tracce strane, ma era piovuto talmente tanto che non si vedeva più niente. Mi è preso un colpo comunque… Bella sarebbe la rubrica! E sai una cosa? Era di Amalfi il nostro oste, emigrato in Trentino e poi approdato in Friuli 😉

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  2. Non so come mai ma non ho ricevuto la notifica di WordPress del tuo articolo? Coincidenza o altro fatto misterioso? Scherzi a parte, ma sai che io sarei MORTA di infarto? E sai che nell’articolo precedente stavo, dove avevi citato la casa in un cui avevate alloggiato, volevo chiederti cosa non vi fosse piaciuto? Ora capisco benissimo, da stare lontani chilometri da quel posto.
    A partire dalla host che vi dice di non andare al secondo piano, al contatore che salta, ai racconti del proprietario del rifugio: tutto diceva chiaramente “andate via di qui”. Poi quei rumori nella notte mi avrebbero dato il colpo di grazia, soprattutto dopo aver visto un film terrificante ambientato da quelle parti e che mi ha tolto il sonno per notti. E anche questa notte mi sa che farò fatica ad addormentarmi 😱

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    1. Misteri di WordPress…Guarda, da quando ha messo questa combo a moduli mi sta sempre più antipatico…
      Mi sono presa una bella paura quella notte, anche perchè ad oggi non sono sicurissima che si trattasse davvero solo di un animale… Avrei sentito zoccoli, zampate, invece tutto dall’inizio mi ha fatto pensare a una presenza di tipo “umanoide” diciamo…
      La casa a cui mi riferivo nel precedente articolo era in Slovenia, vicino a Bled, questa è in Friuli…
      Sì, non siamo stati fortunati con gli alloggi quest’anno….eheheheh!! In pieno stile 2020, anno da paura proprio! 🙂
      Grazie Silvia, un bacione e buona settimana!

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  3. Ma sai che già da come hai descritto la casa io sarei scappata? Sono una fifona, lo ammetto, ma già sapere di non potere accedere a uno dei locali della casa, già il freddo, il silenzio e la pioggia mi avrebbero fatto inquietare. Ammiro il tuo coraggio per essere scesa a controllare la porta, io mi sarei paralizzata dalla paura.. non avete chiesto alla proprietaria? Magari era un cinghiale ma non credo potesse essere così agile da salire sul tetto

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    1. Abitavo in campagna prima di sposarmi e ho abbastanza dimestichezza con gli animali selvatici… Volpi, cinghiali, procioni,erano all’ordine del giorno intorno casa, anche perché eravamo abbastanza isolati. Ma credimi Antonella se ti dico che io non ho mai sentito una cosa così, davvero sembrava un umano solo molto più forte e molto più agile. Il proprietario ha fatto spallucce sul freddo e sulle poche comodità che avevamo in casa, figuriamoci se avrebbe fatto qualcosa per un episodio del genere. Una cosa è certa però. Quella casa era davvero strana. 😉

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  4. Che bello!! Adoro storie di fantasmi, belve, alieni … magari era superstizione, magari invece c’era davvero qualcosa nei pressi della singolare abitazione dove avete soggiornato. Diciamo poi che anche il mal tempo a volte alimenta un po’ la suggestione..

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  5. Sono una fifona, ma in questo caso sarei andata a fondo e avrei cercato in ogni modo di sapere di cosa grugniva dietro alla porta! Non si può rimanere con questo dubbio! Bisogna che qualcuno ci torni e vada a fare chiarezza. Chi si offre?

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    1. Una bellissima idea di Orsa, un tag affascinante ma difficile perchè bisogna essere molto bravi a scrivere in un certo modo per avere la massima resa. E Daniela ci riesce a perfezione, tutti gli anni non sbaglia un colpo!

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