Dove Mi Piacerebbe Tornare: Venezia

In questo lungo periodo di pandemia, tra le mille riflessioni personali, mi sto accorgendo di quanto sia cambiato il mio atteggiamento nei confronti del ricordo. Se durante la prima fase di lockdown il solo pensare ai vecchi viaggi mi procurava un dolore quasi fisico, questo non avviene in questa -seconda? terza?- boh, ho perso il conto…-fase, e anzi ne sto quasi traendo vantaggio.

Il ricordo di un luogo visitato in passato, come lo rivivrei oggi se tutto tornasse improvvisamente alla normalità, sono suggestioni che mi stanno dando più forza e più ottimismo del previsto, al punto che la mia mente si ritrova a viaggiare ancora più irrequieta di prima, quasi non la si potesse ingabbiare, come se l’atto in sè del ricordo fosse diventato un atto di ribellione e di resistenza. Più i DPCM si inaspriscono, più la mia mente vaga libera immaginando posti dove metterei piede per la prima volta, ma soprattutto-e non so spiegarmi per quale ragione-immaginando di tornare in quei luoghi dove mi sono sentita particolarmente bene.

Venezia rientra tra le mie città italiane preferite in assoluto e partire da lei mi viene facile e spontaneo.

L’ultima volta a Venezia è stata nel 2013, un weekend di fine dicembre in una città semi vuota che, se possibile, le ha conferito ancora più fascino. Venezia l’avevo già vista in passato, ma durante quel fine settimana mi ha letteralmente portato via il cuore.

Se tornassi a Venezia: sestieri, musei e librerie

A Venezia siamo stati ospiti di una cara parente che a Venezia Lido possiede una casa di solito affittata ad artisti e agli addetti ai lavori per la Biennale (facilissima da raggiungere da lì). In quel periodo era vuota (strane presenze a parte), e questo ci ha permesso di risparmiare non poco sul soggiorno in una località notoriamente costosa, integrando per di più una parte di Venezia che forse avremmo omesso in pieno inverno, sbagliando. Perchè Venezia Lido è affascinante, soprattutto se come me siete amanti del mare d’inverno, delle spiagge deserte e delle vecchie strutture eleganti che sembrano signore dall’aspetto austero e impeccabile nonostante l’età.

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Se tornassi a Venezia però mi piacerebbe alloggiare per almeno una settimana nei sestieri che più mi hanno colpito, anche se non credo sceglierei quelli di San Marco e San Polo, perchè troppo affollati, no. Forse sceglierei Cannaregio, uno dei sestieri più antichi, così chiamato probabilmente per via dei molti canneti presenti lungo quella che un tempo era una spiaggia fangosa o per le canne che ancora oggi verrebbero utilizzate dai pescatori per togliere via la vernice vecchia dalle barche o per ripararle dal mal tempo.

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Altrimenti sceglierei Arsenale o Castello, luoghi di Venezia dove è ancora possibile vedere vita, panni stesi ad asciugare, gente che va a fare la spesa. Il primo è un quartiere importantissimo per la città, dove avevano sede i cantieri navali deputati a costruire le flotte che hanno decretato l’indiscusso potere della Serenissima, m anche officine e fabbriche all’avanguardia nella produzione di armi. Ben presto questo divenne il sestiere degli operai che scelsero inevitabilmente le case del circondario per mettere su famiglia.

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Castello è invece l’unico sestiere a non affacciare sul Canal Grande, il più esteso, il più popoloso, sede, tra l’altro, di una delle librerie più particolari al mondo e dove tornerei a curiosare volentieri: la Libreria Acqua Alta. Il proprietario ha la gentilezza innata del mercante e sembra un po’ impolverato anche lui, come la moltitudine di libri che lo circonda e che sembrano non avere un ordine apparente. Non puoi fare a meno di immaginarlo a vivere lì dentro, insieme ai suoi gatti e alla sua “venezianità”, fatta di maschere del Carnevale, gondole a grandezza naturale stipate di volumi, cimeli da gondoliere.

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Tornerei a Venezia per una passeggiata a Dorsoduro, per immergermi nelle sue atmosfere vivaci da “quartiere per studenti” essendo vicino l’Università Ca’ Foscari. E tra locali e negozi interessanti c’è la Collezione Peggy Guggenheim, uno dei percorsi artistici più significativi che abbia mai visto. All’interno dello splendido Palazzo Venier dei Leoni, antica abitazione della mecenate, con affaccio privilegiato sul Canal Grande. La Collezione è semplicemente meravigliosa perchè tutto il Novecento è passato da qui, dalle Avanguardie alla Pop Art.

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Tornerei a Venezia per i tramonti che si godono dalla Giudecca, quando con la luce della sera la città appare ancora più fragile e seducente.

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Se tornassi a Venezia: dove mangerei

Quando siamo stati l’ultima volta a Venezia ci siamo lasciati tentare dalla nuova apertura dell’Hard Rock Cafè, affascinati anche dalla posizione privilegiata del ristorante, davanti a un magnifica rimessa per gondole, davvero molto caratteristico, in Bacino Orseolo, non lontano da Piazza San Marco.

Ma se tornassi a Venezia non avrei dubbi a dedicare maggior tempo ai bacari che a fine dicembre abbiamo trovati inesorabilmente chiusi. I bacari sono osterie popolari tipiche di Venezia, luoghi alla buona dove poter assaggiare i “cicheti“, cibo in porzioni più piccole, che forse oggi paragoneremmo alle tapas spagnole, serviti con il vino che non può mai mancare.

Essendo una fan del programma 4 Ristoranti di Alessandro Borghese, ci è capitato in passato di andare a provare i locali messi sotto esame dallo chef romano (a Matera e in Carnia, in particolare), e se tornassi a Venezia non mi dispiacerebbe provare Zanze XVI, un locale interessantissimo che si è piazzato al primo posto proponendosi come un bacaro moderno, ma con un menù curioso e gourmet.

Se Tornassi a Venezia: mercati, gondole e Carnevale

Forse qualcuno storcerà il naso, ma se tornassi a Venezia non esiterei a lasciarmi andare a quanto di più turistico si possa trovare in una città particolare come questa. Ad esempio, non sono mai andata in gondola, e ammetto che non mi dispiacerebbe sentirmi per un giorno come una facoltosa turista americana che si fa traghettare per i canali di Venezia cullata da una sensazione mista di sogno e fiaba mentre sfilano palazzi dall’aspetto opulento e misterioso.

Parlando di mistero ed esperienze turistiche, come pensare di tornare a Venezia se non in periodo di Carnevale? Mi piacerebbe da matti perdermi a seguire maschere di dame e cavalieri, lascerei correre la fantasia mentre con la reflex cercherei di non perdere neanche un frammento di quell’incanto di colori, lustrini e coriandoli.

Un’altra cosa che non mi farei mancare, da buona amante dei mercati quale sono, è andare a quello ittico di Rialto, curiosare tra le bancarelle di pesce e frutti di mare e, come sempre, mescolarmi alla gente del posto. Il Mercato di Rialto è uno dei più antichi, non solo di Venezia, ma d’Italia, e si estende in prossimità del famoso Ponte di Rialto, tra Campo de la Pescaria e Campo San Giacometo.

A voi dove piacerebbe tornare se il Covid-19 sparisse e perchè?

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 41 anni. Mamma, tre gatti per coinquilini, tante, forse troppe passioni. In viaggio con Vale dal 2004, mi piace pensare che si possa viaggiare anche solo con un buon libro, un film, una canzone. Il blog nasce per il piacere di scrivere, immortalare e condividere le nostre esperienze di viaggio in giro per l'Italia e nel mondo. Sono una blogger atipica, molto poco social e non mi piace apparire in foto. Sogno il Sud America, ma poi con il cuore torno sempre a Parigi.

30 pensieri riguardo “Dove Mi Piacerebbe Tornare: Venezia

  1. Mi associo, Venezia anche io! Come non ricordare le presenze a cui ha accennato durante il tuo soggiorno a Lido! 😉 Mi piace la descrizione che ne fai, terrò a mente le tue suggestioni per un eventuale ritorno. Che poi a dirla tutta punterei Venezia Lido anche per tentare (pare sia molto difficile) di visitare l’isolotto di Poveglia, un luogo infestassimo che ospita un ex manicomio abbandonato. E poi anche per raggiungere “l’ottagono”, una struttura difensiva ormai completamente erosa (sempre un isolotto lì vicino).
    Anche io nelle zone più marginali (ma non per questo meno belle) ho visto i panni stesi e ho camminato tra i profumini di buona cucina, tra l’altro la prima volta era proprio carnevale, e ricordo di come l’odore di frittelle mi ha condotta piano piano verso Piazza San Marco. L’Hard Rock era STRAPIENO, impossibile accostarci proprio!
    Ma per titolare della libreria Acqua Alta intendi la persona fisica o il tizio con baffi e coda che staziona sui libri vicino la cassa? 😛 Esci anche tu la foto sulla scala di libri, forza! 😀 😀 😀
    PS: capisco e condivido il tuo sentimento di ribellione!

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    1. Avevo letto di questo isolotto che un tempo ospitava un manicomio, ma non avevo capito che fosse facile raggiungerlo da Venezia Lido…Buono a sapersi 😉 Vedere Venezia durante il Carnevale sarebbe un sogno, neanche oso immaginare quanto possa costare in quel periodo, ma tant’è che siamo in discorso sogni e allora sogniamo, e per bene anche…;) Mi spiace deluderti, ma non ho nessuna foto sulla scala dei libri…ma un po’ lo sapevi già, vero? Ahahahah!! Ovviamente il padrone assoluto della libreria era il bello micccione sulla cassa che aveva appena finito di mangiare (e da me prontamente stalkerato ♥). Buona settimana Orsa!

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  2. Anche a me piacerebbe da matti tornare a Venezia perché ci sono stata una volta sola da bambina e ricordo che non stavo nemmeno tanto bene, quind devo assolutamente rimediare. Non a Carnevale però, perché è una festa che non sopporto 😉
    Ricordo benissimo il tuo racconto di quel soggiorno a Venezia con tanto di presenze inquietanti: il setting perfetto per un film psycho-horror!
    Complimenti per le fotografie perché come sempre riesci a cogliere quel fascino decadente che mi piace tanto.

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    1. C’è da dire che Venezia è tra le città più fotogeniche dove sia mai stata e penso che le foto vengano bene a chiunque però ti ringrazio per il complimento, Silvia 😘Il Carnevale non è simpatico manco a me, però immagino quello di Venezia come completamente diverso, come un’esperienza unica che forse puoi vivere o là o in Brasile… Chissà… 😉

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  3. Per essere sincera, non amo molto Venezia; è una città bellissima, su questo non ci sono dubbi, ma per una come me che ci ha vissuto e lavorato, ha perso molta della sua poesia!

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    1. Tutti i luoghi quando ci vivi e ci lavori per un po’ forse perdono fascino e poesia…Io stessa che ho sempre vissuto a Roma non riesco a considerarla come la città più bella che ci sia come spesso viene definita ;)Tra l’altro penso che vivere a Venezia non sia affatto facile…

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  4. Devo ammettere che tornerei anch’io volentieri a Venezia, sono passati almeno 5 anni dall’unica volta che l’ho visitata e mi sono persa un sacco di cose interessanti come perdermi alla scoperta di scorci suggestivi e meno turistici, soffermarmi in un bacaro per provare i cicchetti, assistere al carnevale veneziano poi sarebbe il top 🤩🤩🤩

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  5. Ho visitato 2 Venezia ma è una città che mai mi annoia e che anzi vorrei rivedere con occhi diversi: ci sono stata alle superiori per una rassegna corale, poi 7 anni fa. Magari quest’anno è l’anno buono per ritornare! La sua bellezza del resto… Lascia senza fiato!

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    1. Sono d’accordo con te Eliana, Venezia sembra non invecchiare mai, anzi, forse col tempo si fa sempre più interessante. Ci tornerei seduta stante, sotto Carnevale poi pensare a lei mi viene ancora più naturale 😉

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  6. Venezia mi trasmette sempre pace e bellezza. Ci andrei più spesso, se fosse permesso. Una volta ci sono andata in houseboat, noleggiata per un paio di giorni per navigare in laguna. Può essere un’idea diversa, anche se costosa…

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    1. wow, neanche immaginavo si potesse prenotare una house boat in laguna! che idea sfiziosa mi hai dato! vado a curiosare su google per vedere di cosa si tratta e a farmi buttare giù dai prezzi sicuramente per me troppo alti….ahahahah!!!

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  7. Stupende le tue fotografie! Sai che mi hai proprio fatto venire la nostalgia di Venezia? Ci sono stata ormai qualche tempo fa e non ero riuscita a vedere tutto quello che avrei voluto, soprattutto la libreria Acqua Alta. Appena si potrà tornare a viaggiare, andrò sicuramente in questa splendida città.

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  8. Anche noi avremmo voluto provare il ristorante in gara da Alessandro Borghese, ma era chiuso causa disastri dati dall’acqua alta, che qualche settimana prima, a novembre scorso, aveva devastato un po’ tutta la città. Infatti, non eravamo neppure sicuri fino all’ultimo se saremmo potuti andare visti i disagi ma alla fine, ovviamente a casa non siamo rimasti, ed abbiamo trovato, come te, una Venezia semideserta tutta da godersi!
    Siamo andati con un’altra coppia di amici, a dicembre scorso, poco prima di scoprire che ero incinta. E quanti Spritz ho bevuto, me li son proprio goduti, quasi sapessi che di lì a poco…..!!
    Tu come stai? A proposito, a quando il lieto evento?

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      1. Noi stiamo bene… Diciamo che mi immaginavo il mio anno di maternità decisamente diverso, costellato di gite e viaggetti brevi,.. invece così mi sembra un po’ sprecato… 😦
        Anita è vispissima … e ha il suo bel caratterino deciso! 🙂

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  9. Mi hai fatto tornare nostalgia di Venezia: ci sono stata tante volte, da piccola, da adolescente e diverse volte da adulta. Ma, non so per quale misterioso motivo, non mi ha mai stancato, e ogni volta mi lascia con la voglia di tornare. Proprio qualche giorno fa con mio marito parlavamo di un prossimo viaggio a Venezia, anche per goderne ora che è meno “trafficata”, per godere con maggior serenità di ogni suo angolo, passeggiare nei vicoli, visitare vecchi e nuovi musei, pasteggiare nei bacari. Già sono partita con la mente

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    1. Quando si dice “fascino senza tempo” in effetti poche città mi tornano in mente, ma tra queste sicuramente Venezia. Tornare a visitarla sarebbe un sogno ma in questo periodo, quasi vuota, secondo me è unica. Approfittane 😉

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  10. È pazzesco come a volte sia necessario ripercorrere con la memoria le tappe di un viaggio che ci ha particolarmente coinvolto emotivamente e immaginarci come sarebbe riviverle ora. Venezia è senza dubbio uno di questi viaggi.

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    1. In tempi di non viaggi come questo direi che sia assolutamente necessario, per far correre la fantasia, la curiosità, per evasione o semplicemente per avere un progetto di viaggio futuro… Anche perché sì, torni in un posto, ma con le modifiche che faresti con l’esperienza… Interessante no? 😉

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