Be My Valentine: I Ponti dei Lucchetti in Giro per l’Europa, Origini E Curiosità

Non ho mai scritto un post sul San Valentino, forse perchè non ho mai dato molta importanza a questa ricorrenza che, da persona pratica, tendo a considerare come ideata più dalle industrie cioccolatiere che non dalla reale esigenza di dover dedicare una giornata all’amore. Le giornate a tema, di qualsiasi genere, mi sono sempre sembrate una mezza ipocrisia, ma questo non significa che non mi interessino i fenomeni di costume ad esse collegate, come, ad esempio, la moda dei lucchetti appesi sui ponti e le cancellate nelle varie città del mondo.

Quando mi imbatto in un ponte dei lucchetti non so resistere all’impatto fotografico che creano, a prescindere che ami o non ami il loro significato, e mi piace portarne a casa almeno uno scatto ricordo.

Ponte dei Lucchetti: origini e tradizioni

Pensavo che la moda di suggellare il proprio amore con un lucchetto fosse nata a Roma, sul noto Ponte Milvio, per via di Federico Moccia e del suo Tre Metri Sopra Il Cielo, romanzo seguito poi dall’omonimo film di successo. Invece sembra proprio che lo scrittore romano non si sia inventato niente di nuovo, essendo questa un’usanza molto più antica e già ampiamente praticata altrove.

Si racconta che le origini del ‘rito’ andrebbero ricercate a Firenze, quando gli ufficiali della Scuola di Sanità Militare in Costa San Giorgio presero l’abitudine di legare i lucchetti dei propri armadietti per sottolineare l’arrivo del tanto agognato congedo oppure, secondo i più romantici, per suggellare una promessa d’amore nei confronti di Firenze, loro città ospite durante l’addestramento.
I lucchetti all’inizio venivano legati ad una cavo elettrico che penzolava da Ponte Vecchio e le chiavi lanciate nell’Arno, ma solo in seguito la tradizione venne adottata dalle coppie di neosposi, soprattutto di origine asiatica, che per motivi di sicurezza sostituirono il cavo con il busto di Benvenuto Cellini sempre su Ponte Vecchio.

Da Firenze quindi la moda sarebbe dilagata a Roma e oltre, portando a scegliere lucchetti sempre più complicati, colorati, decorati, personalizzati.

Un’altra versione invece vorrebbe l’usanza proveniente da una cittadina serba, Vrnjačka Banja. Si racconta che allo scoppio della Prima Guerra Mondiale due giovani si innamorarono e promisero l’un l’altro di incontrarsi tutte le notti sul ponte Most Ljubavi. Ma quando il ragazzo venne richiamato alle armi e si unì a un’altra donna, la giovane morì di crepacuore. Da quel momento le donne della città, per superstizione, continuarono ad andare in pellegrinaggio sul ponte prendendo l’abitudine di scrivere i loro nomi e quelli degli amanti sui lucchetti prima di allacciarli alle balaustre, nella speranza di scongiurare un amore infedele. La poetessa serba Desanka Maksimović scrisse un poemetto al riguardo, ma nonostante la popolarità dell’opera l’abitudine di chiudere e legare i lucchetti al ponte sarebbe rimasta solo sul Most Ljubavi.

Storie tragiche (e corna) a parte però, quali sono i Ponti dei Lucchetti che più ci sono piaciuti in giro per l’Europa (o almeno, quelli che ancora si trovano in giro, visto che per l’eccessivo peso e i rischi legati ai possibili crolli, parecchie città come Parigi e Venezia hanno dovuti rimuoverli?)

A Salisburgo

Nella città di Mozart, visitata nel corso di un on the road che ci ha portato a visitare l’Austria in lungo e in largo, c’è questo bellissimo ponte dalla forma accattivante, modernissima, quasi aerodinamica, che permette di attraversare il fiume Salzburg solo a pedoni e ciclisti.

È anche chiamato Ponte di Makartsteg, in onore dell’omonimo pittore e decoratore nato proprio a Salisburgo e che divenne famoso per opere romantiche come Romeo e Giulietta.

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A Praga

Praga resta una delle città più romantiche in cui siamo mai stati, specialmente se visitata in autunno, quando le sue atmosfere sospese fatte di architetture Liberty vengono ancora più messe in risalto grazie ai caldi colori che solo questa magnifica stagione sembra regalare. A Praga il quartiere che mi è piaciuto di più è stato quello di Kampa, proprio sotto il famoso Ponte Carlo, un’oasi di pace nel cuore della città. Qui si possono trovare angoli deliziosi, come il mulino, le cancellate piene di lucchetti, il famoso murale di John Lennon con lo Yellow Submarine, locande tipiche e uno splendido parco.

Kampa, se possibile, è ancora più bello di notte, con le panchine vuote, le coppiette che se ne tornano abbracciate ai loro alloggi, la luce calda giallo ambra dei lampioni che regala mistero ad ogni foto.

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A Colonia

Quello di Hohenzollern è un ponte ferroviario che ai lati presenta due corridoi pedonali e ciclabili. Passa sul Reno e da lì il colpo d’occhio sul sottostante lungofiume e le “Case Gru” di Colonia in lontananza è molto particolare.

È stato completamente ricostruito dopo i bombardamenti, come un po’ tutto in città, tranne la Cattedrale, ed ha la particolarità di essere tappezzato di lucchetti, come simbolo di amore eterno.

Passeggiare accanto a questa distesa di metallo e speranze non può che spingere a fantasticare sui loro volti, sulle loro storie e a domandarsi “chissà come sarà andata a finire…”

Ad ogni modo, a me è piaciuto molto e se trovate i punti esatti al centro del ponte fermatevi, chiudete gli occhi ed esprimete un desiderio. Carino no?

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A Lubiana

Il Ponte dei Macellai a Lubiana, vicinissimo al mercato e forse al più famoso Ponte dei Draghi, divenuto il simbolo della capitale slovena, viene così chiamato perchè un tempo vi si trovavano le botteghe dei macellai che gettavano nelle acque del fiume gli scarti di macellazione. Oggi è un ponte elegante sormontato da statue moderne dall’aspetto un po’ truce, ma che per qualche ragione è stato scelto dagli innamorati della città come il Ponte dell’Amore vista la quantità di lucchetti legati alle balaustre.

A voi piacciono i Ponti dei Lucchetti? Quali vi hanno colpito in giro per il mondo? Ce ne sono nella città in cui abitate?

Raccontatemelo nei commenti.

Pubblicato da

Vivo a Roma, sono farmacista e ho 41 anni. Un bimbo, tre gatti e una reflex da cui non mi separo mai. In viaggio con Vale dal 2004, mi piace pensare che si possa viaggiare anche solo con un buon libro, un film, una canzone. Il blog nasce per la passione di scrivere, fotografare e condividere le nostre esperienze di viaggio in giro per l'Italia e nel mondo. Sono una blogger atipica, molto poco social e detesto apparire in foto. Sogno il Sud America, ma poi con il cuore torno sempre a Parigi.

12 pensieri riguardo “Be My Valentine: I Ponti dei Lucchetti in Giro per l’Europa, Origini E Curiosità

  1. Mammamia, a grappoli proprio! Anche io ero tra le fila di quelli che colpevolizzavano Moccia, non pensavo che le origini di lucchettare i ponti affondassero nella storia… in verità la credevo una frivolezza dei tempi nostri 😉 Non nego che le immagini siano belle e scenografiche, anche io spesso mi lascio andare al “chissà com’è finita”, ma solo in un secondo momento. Diciamo che il primo pensiero va all’aspetto e al fenomeno deturpazione che certe volte è veramente esagerato. Un po’ come il cortile della casa di Giulietta a Verona, pieno di scritte sovrapposte e illeggibili. Che poi periodicamente il reparto manutenzione è costretto a ripulire ed eliminare i lucchetti per esubero. Dovrebbero vietarlo, però poi penso… ma perché togliere a due persone la magia (o l’illusione) di sigillare e mettere al sicuro il proprio amore con un simbolico lucchetto? Mi hai tolto le parole di bocca su Praga, la pensiamo allo stesso modo! 🙂
    Ps: il lucchetto con gli ideogrammi cinesi (o giapponesi) è bellissimo!

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    1. Ti dirò, da quando ho saputo che Moccia non c’entra granché con la moda dei lucchetti, l’ho guardata con occhi diversi. Prima mi era antipatica, tant’è che odiavo passare per ponte Milvio a Roma, per esempio, proprio per non vedere le gesta dei bimbi minchia, poi mi sono resa conto che l’effetto visivo che regalano è notevole e non riesco più a vederlo come deturpazione. Certo, un lucchetto non lo avrei mai messo manco da ragazzina, però come fenomeno di costume devo ammettere che è interessante. Ti abbraccio Orsa😘

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  2. Preferisco la leggenda legata alla cittadina serba, più intrigante. Tuttavia sono un po’ perplesso; ma se le donne di questa cittadina si recavano sul ponte per attaccare i lucchetti non venivano etichettate come traditrici? Comunque sia, trovo il gesto romantico e al tempo stesso vandalico. Non deve essere stato semplice levare tutti i lucchetti da Ponte Milvio, chissà se l’intervento del Comune sia stato addebitato a Moccia 🙂

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    1. Un po’ lo spero che gli sia stato addebitato, anche perchè, diciamolo, quello a Roma è tra i ponti dei lucchetti meno belli mai visti…;)Le donne serbe che legavano i lucchetti scongiuravano il rischio corna, l’ho interpretata come una preghiera del tipo “fa che mia sia fedele”. Anche io preferisco la leggenda serba, tuttavia non riesco a considerarlo un atto vandalico… E’ più libertà di espressione 😉

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  3. Io ho sempre dato la “colpa” a Moccia, non sapevo che ci fossero delle origini più vechhie rispetto ai suoi romanzi. Anche io sono una persona pratica quindi non ho mai celebrato questa festa, anche se è un’ottima scusa per mangiare dei cioccolatini 😉
    Devo dire in certi casi i ponti con i lucchetti danno nell’occhio, però poi penso sempre che magari il peso eccessivo potrebbe far crollare il ponte (sono un po’ ansiosa…) o come minimo rovinarne la bellezza. Ma il fascino è innegabile. Finora ne ho visto solo uno a Parigi ma non ricordo esattamente dove!

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    1. Il fatto che Moccia c’entri poco o niente con questa cosa me li ha fatti quasi diventare simpatici 😉 Non credo avrei mai legato un lucchetto a una cancellata, neanche fossi stata più giovane, ma l’interesse fotografico/visivo è secondo me notevole. A Parigi i lucchetti erano sul Pont des Arts ma li hanno dovuti togliere per rischio crolli…Non sei ansiosa, il rischio in certi casi è reale, però il gesto così diventa ancora più proibito e ribelle e stra romantico…;)

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  4. Non sapevo ce ne fossero così tanti anche all’estero! E sinceramente essendo nata nel 90′ conosco benissimo Tre metri sopra al cielo e Federico Moccia e pensavo fosse nata li questa “moda”!

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  5. Anche a Salerno abbiamo un posto (in zona lungomare) in cui negli anni si sono accumulati un bel pò di lucchetti, penso sia dovuto al panorama romantico. Il posto più strano dove ho trovato i lucchetti? A Lourdes, a pochi passi dal santuario.

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