Firenze 2009: Capodanno con il Biancone

Per festeggiare il Capodanno partiamo per Firenze con una coppia di amici. Prenotiamo all’hotel David, recensito molto bene sul fido sito TripAdvisor, e il 30 dicembre lasciamo Roma. Cielo terso, aria limpida… tutto molto ben augurante! Con la musica dei Dire Straits arriviamo in albergo per le 13:30. C’è un parcheggio interno gratuito, wi-fi compreso nel prezzo, happy hour a partire dalle ore 18:00 senza un euro in più, ma, soprattutto, camere accoglienti, calde e ben arredate.

Tempo di lasciare i bagagli e può cominciare l’esplorazione lungo l’Arno. Gli scorci che la città offre sono meravigliosi. Il fiume è così placido e romantico e il Ponte Vecchio che si staglia all’orizzonte sembra messo lì appositamente solo per essere immortalato, come un pezzo di presepio rilucente nelle sue botteghe orafe. Difficile immaginarlo come uno dei luoghi più fetidi della città in passato, quando al posto delle gioiellerie,  vi erano spacci di carne e pesce con il loro inevitabile olezzo.

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Ormai i nostri stomaci protestano a gran voce, così ci fermiamo in una paninoteca chiamata Il Panino del Chianti, dove ci scaldiamo con un buon bicchiere di vino. Gironzoliamo per la città senza meta, trovando molte chiese chiuse, tranne quella di Santa Maria Novella, nella quale, purtroppo, non si può fotografare niente, neanche l’affresco del Masaccio sulla Trinità.

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Quando torniamo in albergo troviamo un bel fuoco che arde nel camino della hall, intorno al quale sono disposte morbide poltrone dalla federe color polvere occupate da una famiglia di americani. Sul tavolino da caffè al centro ci sono riviste e giornali provenienti da ogni parte del mondo, e accanto una tavola imbandita di succo d’arancia, vino bianco, sott’aceti, snack salati e ben tre vassoi di crostini caldi, ai fegatini di pollo, tradizionali e ottimi, alla salsiccia e alla crema di porro. Stanchi, affamati e infreddoliti abbiamo assaltato il buffet, mettendoci comodi sul grande sofà accanto all’albero di natale tutto illuminato a festa e con un originale presepe di pietra assiepato ai suoi piedi.

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In camera ci rilassiamo con una doccia calda quindi ci prepariamo per la cena. Aldilà della strada c’è un locale chiamato Trattoria dell’Orologio. Ci fanno accomodare in una sala fredda e dai soffitti altissimi, dove siedono solo due coniugi, ormai già arrivati al digestivo. Filetto di manzo al sangue con contorno di patate arrosto, torta al cioccolato simil brownie e vino rosso. Slurp!

Il 31 ci svegliamo presto per andare alla Galleria degli Uffizi. Il termometro nel giardino dell’albergo segnala -3 gradi. Prendiamo l’autobus al capolinea e dopo tre fermate siamo arrivati. Alle 8:20 siamo in fila sotto i portici degli antichi uffici di Cosimo I. C’è già una nutrita fila di turisti davanti a noi, ma siamo ottimisti, nonostante i miei piedi comincino a muoversi a fatica all’interno degli stivali. Qui si balla per non assiderarsi! Dopo un’ora di attesa comincio a chiedermi perché nessuno all’interno del museo non stia passando per i biglietti, e quando finalmente riusciamo a entrare è un autentico trauma doverci spogliare dei nostri caldi cappotti per i controlli precauzionali di rito. Ma vale la pena sopportare tutto questo disagio se poi ti aspettano i capolavori di Botticelli, Giotto, Caravaggio…

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Quando usciamo è quasi l’ora di pranzo e passando per piazza della Signoria, parzialmente in restauro, come gran parte delle attrazioni turistiche purtroppo, ci fermiamo a mangiare della pizza a taglio gommosa e cara. Caffettino di rito, quindi entriamo nel Duomo, saltando a piè pari il Battistero e le code per accedere alla cupola del Brunelleschi e al vicino Campanile di Giotto. Torniamo quindi indietro, oltrepassando la statua equestre di Cosimo I e, passando per via Alighieri, dove si dice abbia vissuto il sommo poeta, visitiamo Santa Croce, bellissima con le sue tombe celebri come quelle di Alfieri, Machiavelli, Galilei e Buonarroti. Mi piacerebbe proseguire per la Basilica di San Lorenzo, per vedere le Cappelle Medicee, ma fa molto freddo e poi rischiamo di far tardi per il programma di questa sera.

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Quando torniamo in albergo sono quasi congelata, così ne approfitto per riposare e dopo una doccia calda mi preparo per il cenone di stasera. Abbiamo prenotato in un ristorante consigliato dalla guida Michelin come bib gourmand. Lo raggiungiamo in autobus sotto una pioggia battente che se non altro ha elevato un po’ la temperatura. Il locale si chiama Pane e Vino. E’ piccolo, ma carino, con la giusta penombra a far da atmosfera, tavolini apparecchiati tra gli espositori di vino, quadri di frutta alle pareti e una deliziosa finta terrazza interna guardando in alto, verso il lucernario, dove un alberello di Natale è illuminato a festa. I camerieri sono gentilissimi, e io li ascolterei parlare per ore anche di cose di scarsa importanza soltanto per il loro accento: lo adoro! Ordiniamo del buon Chianti Riserva da bere, poi cominciano ad arrivare le varie portate, tutte finemente decorate e davvero appetitose: pan brioche con salmone marinato all’aneto e burro affumicato al sigaro toscano e cotechino di polpo con salsa al rafano forte, ravioli di gamberi con salsa e carciofi dorati, vitella steccata di asparagi con salsa e patate arrosto al funghetto, tiramisù al panettone con salsa d’arancia e moscato con datteri al rum ripieni di caramello e mascarpone. Gnam gnam! Al momento del brindisi ci hanno portato a tavola una bottiglia intera di ottimo spumante dolce, e con un sottofondo musicale davvero molto soft è arrivato il 2009.

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Torniamo in albergo in taxi, visto l’acquazzone in corso, ma è troppo presto per andare a dormire, così ci cambiamo e ci diamo appuntamento nella hall per una partita a pinella. La tv è accesa su Rete4 dove stanno dando un cartone animato che ripercorre tutta la storia del rock. La signora della portineria è seduta accanto a noi ed è curioso che una vecchietta come lei lo stia seguendo con tanto interesse. Sul tappeto dietro la sua poltrona si sta rotolando una gatta che, ci racconta, ha raccolto dalla strada, cieca ad un occhio per quante ne ha prese dagli altri randagi ed inevitabilmente inavvicinabile da qualsiasi essere umano, compresa lei. Il nostro anno comincia così, con una partita a carte tra amici, una gatta che sonnecchia pigra, la pioggia fuori i vetri della finestra. E devo dire, non è male per niente…. Ma con Lorenzo ci si stanca presto a giocare: ha una fortuna sfacciata!!

Il primo dell’anno ci svegliamo che sono quasi le 11:00. Saltiamo la colazione e, preso un autobus, raggiungiamo Lorenzo e la ragazza a Ponte Vecchio. Vorremmo vedere i Giardini di Boboli o qualsiasi altra attrazione che possa essere aperta oggi ma, ahimè, prendiamo solo freddo e pioggia. Torniamo in albergo e ci buttiamo sul letto a seguire l’ultima parte del tradizionale concerto di Vienna che mi emoziona sempre. Oggi la parola d’ordine è relax.

L’ultimo giorno a Firenze ci svegliamo abbastanza presto per ultimare le valigie, scendiamo per far colazione e una volta saldato il conto, andiamo ai Giardini di Boboli, all’interno di Palazzo Pitti, dove paghiamo un biglietto cumulativo per il Museo del Costume, davvero molto interessante, i Giardini di Boboli e di Bardini, immensi e dai panorami mozzafiato.

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Per pranzo siamo al Burger King della stazione di servizio Chianti Sud. Più di mezz’ora di fila, neanche un posto a sedere se non dopo una lunghissima attesa, ma alla fine basta un morso a quei mega whopper per farti tornare l’allegria e sentirti appagato! La musica degli Abba ci traghetta fino a casa. Che magone, ragazzi, sarà questa pioggia… o forse sono stata fin troppo bene?