Toscana 2009: meravigliosa Val d’Orcia!

Dopo mesi di lavoro sono cotta. In particolare il mese di luglio è stato a dir poco massacrante: un dottore in ferie, un’altra a Napoli per una collaborazione con l’università partenopea e un magazziniere out per un incidente. Investire su più personale non è un’opzione, e così vige la regola del” chi c’è fa il lavoro di tutti”. Risultato: tanta, troppa stanchezza.  Appena possibile ho chiesto una giornata di libertà, così da concederci un rilassante weekend in Val D’Orcia.
A Castiglione d’Orcia, per la precisione, trovo un b/b spettacolare, si chiama Podere Perelli.

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Arriviamo intorno all’ora di pranzo e subito ci vengono incontro le padrone di casa.
La signora Angela avrà una cinquantina di anni, molto ben portati. Magra, occhi chiarissimi, ma quel che colpisce subito è la sua eleganza. Porta un semplice paio di jeans e un maglioncino, ma con il suo portamento sembra vestita da regina. La figlia, Elisabetta, ha trent’anni ed è il ritratto della salute, con i suoi bei capelli rossi ad evidenziare il blu degli occhi, camicia country e jeans a zampa di elefante.

Ci accolgono con calore, facendoci subito sentire a casa. Ci mostrano la proprietà, un bellissimo casolare in pietra circondato da ulivi e boschi dove la mattina presto abbiamo avuto la fortuna di veder correre dei caprioli. Il podere consta di una casa padronale e ben dodici appartamentini, tutti finemente decorati ed arredati.
Ci fanno accomodare al numero quattro, il Pienza, splendido! Un salottino in pietra con un bel tavolo tondo proprio sotto la finestra, una camera da letto decorata come fosse un’antica casa di campagna, un bagno e poi, sul retro, un altro salottino tutto colorato di blu, con una luminosa porta finestra dalla quale si gode una vista incantevole sulla Rocca di Tentennano, un altro comodo bagnetto e un angolo cottura fornito di tutto. Ci diamo una rinfrescata, quindi scendiamo in paese per cercare qualcosa da mangiare.

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Castiglione d’Orcia è piccolino, ma delizioso. Conserva un cuore di strade lastricate pulitissime e casette in pietra che sembrano uscite da un libro di fiabe. Ci fermiamo a mangiare in una trattoria all’aperto, poi ci inoltriamo nel centro storico. Mi sono innamorata della Piazza del Vecchietta, l’antica cisterna del paese. Il pozzo c’è ancora.

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Il tempo comincia a guastarsi. Sotto una pioggia torrenziale arriviamo a Pienza. Parcheggiamo con non poca difficoltà e una volta spiovuto entriamo in centro. E’ tutto concentrato nella piazza principale, ampia e armoniosa secondo i canoni rinascimentali che ne avevano fatto una sorta di “città ideale”. Si affacciano su Piazza Pio II la Cattedrale, il Palazzo del Comune, con i portici a tre archi, Palazzo Piccolomini e Borgia. Particolare il Pozzo detto “dei cani”, sormontato da due colonne e un capitello. Peccato che sia tutto molto affollato…

 

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Torniamo al podere che è tardo pomeriggio e dopo una doccia bollente ci godiamo un po’ di sano relax mentre fuori imperversa il temporale.

Dopocena facciamo un giro notturno a Bagno Vignoni, a pochi chilometri da qui. E’ ancora conservata una delle più antiche vasche termali proprio accanto ad un romantico pergolato dove si elevano piccole nebbioline di vapore caldo che conferiscono allo scenario un non so che di spettrale. Decidiamo di tornare di giorno, per immergerci nella calde acque termali. Ci beviamo una birra e prima di tornare in camera  facciamo un giro per la città vecchia di Bagno Vignoni, ormai quasi completamente disabitata. Sono veramente quattro casette di pietra con cortili interni, una chiesetta, che la nostra immaginazione vorrebbe sconsacrata, e tanti gatti randagi che ci seguono fino al belvedere, un’ incantevole vista sulla vallata giù in fondo. Per stasera può proprio bastare…

 

Domenica ci svegliamo che sono quasi le 11:00. Abbiamo dormito straordinariamente bene! Entriamo nella casa padronale per far colazione e- o mio Dio!- questo posto è meraviglioso! Un grande termo camino in un angolo, morbide poltrone e un divano nell’angolo tv, un bel tavolo apparecchiato con cura, con una composizione di zucche e lavanda proprio al centro. I cani, due trovatelli affettuosi e incuriositi dalla nostra presenza, si avvicinano per una generosa dose di carezze e una volta appagati si accoccolano ai nostri piedi sul caldo tappeto. Mangiamo proprio di fronte alla terrazza e le proposte per la colazione sono disparate:  frutta candita, cereali, succhi, latte e bevanda calde, cornetti, marmellata, pane e burro.

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Incontriamo la signora Angela con la sua opulenta aiutante, la dolce Liuba, e subito ci da’ consigli sui paesini da vedere oggi, e noi, preso congedo, ci incamminiamo verso S. Quirico d’Orcia. E’ un paesino di poche anime, ma che innamora al primo sguardo. Entrando, sulla sinistra, c’è la bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta, con il campanile a bifora, e inoltrandosi per il borgo si rimane affascinati dalla Collegiata dei Santi Quirico e  Giulitta, proprio davanti il roseo Palazzo Chigi, sede del Comune. Sulla piazza principale si trova l’ingresso agli Horti Leonini, un curatissimo giardino all’italiana dove d’estate vengono tenuti dei concerti all’aperto.

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Per l’ora di pranzo siamo a Montalcino, la Toscana per antonomasia, quella che trovi su cartoline e calendari: stradine inerpicate su dolci colline e filari di cipressi e vigneti intorno a splendidi casali d’epoca. C’è una gara di biciclette e l’arrivo è previsto proprio sotto lo splendido Municipio del paese. C’è una grande partecipazione e voglia di stare insieme: bancarelle dove vengono offerte fette di crostata e frutta fresca ai corridori, stand dedicati ai numerosi parenti e amici venuti per fare il tifo, dove è possibile mangiare enormi piatti di pasta, ed anche intorno, gara a parte, non c’è localino o caffè dove si possa trovare un tavolo libero. L’atmosfera è molto rilassata, quasi da domenica di altri tempi. Ci fermiamo in una tavola calda per uno spicchio di focaccia con la porchetta e poi in una pasticceria dove compriamo dei dolcetti da smangiucchiare sulla via del ritorno.

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La guida narra meraviglie di una chiesa che la tradizione vuole fondata addirittura da Carlo Magno e noi non possiamo non vederla. Si chiama Abbazia di Sant’Antimo ed è semplicemente splendida!

Si trova all’interno della suggestiva valle solcata dal fiume Starcia, circondata da ulivi e con un unico cipresso che è una delizia fotografare, con la torre campanaria a far da simmetria. L’interno è semplice, di stile romanico, quello che piace a me, ma non sembra di essere in Italia, sembra la classica abbazia che si incontrerebbe in un paesaggio provenzale. Siamo rimasti a bocca aperta…

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Tornando vorremmo fermarci a Bagni Vignone per provare le mitiche terme (abbiamo portato tutto l’occorrente con noi…), ma troviamo chiuso. Una dipendente ci consiglia di tornare per le 21:00 approfittando dell’apertura serale nei week end estivi.

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Torniamo così stanchi morti al podere dove ci addormentiamo quasi subito dopo una bella doccia. Sotto un acquazzone che rende tutto romantico e suggestivo ci sentiamo come dei rifugiati all’interno di una comoda e solitaria grotta.

 

 

Il mattino seguente, dopo un’abbondante colazione, carichiamo i bagagli in macchina, salutiamo e ce ne andiamo. La signora Angela ci invita a tornare a trovarla il prossimo anno, quando sarà pronta la piscina. Perché no? Deve essere stupendo fare un bagno con la Rocca a far da cornice…