New York 2006

Fare un viaggio in America ha bisogno di organizzazione. In primo luogo per i prezzi. Prenotare con largo anticipo ci ha sicuramente permesso di vivere questa esperienza straordinaria senza recriminazioni. A febbraio, quindi, abbiamo prenotato dal 22 al 30 agosto su VolaGratis.com un volo A/R con la Swiss Air (Roma/Zurigo/New York) per 550€, pernottamento in camera doppia per 9 notti per 490€ presso i Radio City Apartments e volo A/R New York-Buffalo per un centinaio di dollari per una gita alle Cascate del Niagara. Una volta rinnovati i passaporti non ci resta che aspettare pazientemente il giorno della partenza.

Partiamo da Fiumicino alla volta di Zurigo alle ore 6:35. Arrivati nel lussuoso aeroporto svizzero attendiamo il volo delle 12:10 finchè, dopo una perquisizione accurata, in nove, dilatatissime ore, atterriamo al JFK di New York. L’impatto non è dei migliori. Sembra una città sotto assedio. I poliziotti, con molta poca cortesia, chiedono di toglierci tutto quello che potrebbe far impazzire i metal detector e, successivamente, di rilasciare le nostre foto “segnaletiche” con tanto di impronte digitali. Capisco la prudenza, ma non è il massimo per un pacifico turista che è appena atterrato stanco morto e con le migliori intenzioni.

Facciamo i biglietti per un veloce trenino monorotaia che ci porta alla nostra stazione della metropolitana, quindi, comprata la travel card, entro le 22:00, ora locale, arriviamo al nostro hotel. La camera è piccola ma comoda, con tanto di frigorifero, forno a microonde e ferro da stiro. Ma quel che più mi è piaciuto è stata l’incredibile vicinanza con Times Square! Davvero non potevamo capitare meglio!

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23 agosto: nonostante mi sia svegliata alle 4:00 del mattino sono assolutamente pimpante, e non vedo l’ora di buttarmi nella bolgia della città! Dopo una colazione da Starbucks prendiamo la linea rossa della metropolitana (è stato terribile orientarsi i primi giorni in quell’intrico afoso e puzzolente di numeri e colori! Esistono fermate ed ingressi appositamente congegnati per chi deve andare up town o down town…) e arriviamo alla lower Manhattan. Dopo l’ispezione di rito ci imbarchiamo sul traghetto che, in pochi minuti, ci porta ad Ellis Island per visitare la Statua della Libertà. La sensazione è strana… sembra di incontrare di nuovo una vecchia amica… In realtà, durante il soggiorno, ci renderemo conto che non è solo il suo simbolo, ma è l’intera città a regalare questa forma di scombussolamento, in perenne in bilico tra un set cinematografico e la realtà.

 

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Tornati indietro proseguiamo a piedi per Broadway. La famosa scultura del toro ci avvisa che siamo giunti nel distretto finanziario, e quindi Wall Street con davanti la severa Trinity Church. Continuando la passeggiata arriviamo a Ground Zero, un cantiere a cielo aperto dove credo sia impossibile non commuoversi…

1915202_1290709997402_2998746_nFacciamo qualche foto al ponte di Brooklyn, poi ci inoltriamo per i sobborghi, come ChinaTown e Little Italy, ma la puzza e la sporcizia ci convincono a tornare indietro.. Stanchi e affaticati dal torrido sole di oggi (quanto lo rimpiangeremo.. l’uragano “Ernesto” ha letteralmente flagellato di pioggia tutti i nostri seguenti giorni di vacanza..) decidiamo di mangiare in un fast food e di tornarcene a riposare in hotel.

24 agosto: stamattina gironzoliamo per il Greenwich Village. E’ un quartiere molto carino, con lunghe stradine tranquille e alberate. I palazzi sono colorati e costruiti alla moda inglese, con cancelli bassi e senza inferriate alle finestre.

Più a sud c’è la famosa Washington Square Park, piena di giocatori di scacchi. Passeggiamo per la mitica 5th Avenue, con i suoi negozi alla moda, quindi ci imbattiamo nel pittoresco Flat Iron Building.

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1915202_1290711037428_3059651_nContinuando la nostra passeggiata arriviamo a Times Square, proprio dietro il nostro hotel. E’ pazzesca! Sembra un enorme flipper… Rimango come ipnotizzata dalle ammiccanti insegne pubblicitarie, luminose oltre l’inverosimile. Pranziamo all’Hard Rock Cafè, tra storici memorabilia, fantastici i completi dei Fab Four, e cibo squisito. Nel pomeriggio facciamo il city pass. Si tratta di un blocchetto di coupon per accedere ad alcune interessanti attrazioni prepagate che potremo visitare senza far file. Ci è stato davvero utilissimo. Torniamo in hotel dopo aver visto il Rockfeller Center e la St. Patrick’s Cathedral con di fronte il magnifico Atlas.

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25 agosto: stamattina presto andiamo al Central Park. Fa impressione trovare tanta natura nel cuore di una metropoli come Manhattan. Il parco, ovviamente, è gigantesco e offre diverse soluzioni a chi desidera vivere un po’ all’aria aperta. Laghetti artificiali con panchine ordinate e animaletti per i bambini, ma anche veri e propri sentieri di trekking o per appassionati di jogging o bird-watching.. Arriviamo al museo Guggenheim, dalla struttura mozzafiato, ma che purtroppo non possiamo immortalare per via di certi lavori di restauro. Grazie al city pass evitiamo la fila, così cominciamo la nostra visita dall’ultimo piano via via a scendere. Il museo è originale ed interessantissimo se vi piace l’architettura: io mi sono innamorata delle linee di Zaha Hadid.

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Intorno alle 13:00 siamo nel museo di Storia Naturale. Rispetto a quello di Londra è più stimolante, specialmente per i bambini che possono davvero far lavorare tutta la fantasia di cui sono capaci.  Ci sono imperdibili aree completamente dedicate ai fossili di dinosauri  e alle gemme ed ai minerali, mentre gli altri piani dedicati alle antiche civiltà o agli animali  diventano irrinunciabili solo se si viaggia con i propri figli.. potrebbe essere molto istruttivo.

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26 agosto: sveglia all’alba oggi perché dobbiamo andare in aeroporto per la nostra gita a Buffalo per vedere le cascate del Niagara. Dopo un’oretta di volo atterriamo, quindi cerchiamo un taxi per raggiungere il parco, a circa 35 minuti da qui. Chiedete prima di salire a bordo quanto costerà la corsa.. all’andata non lo abbiamo fatto e ci hanno tolto un bel po’ di dollari.. Il parco è molto ben tenuto. Le indicazioni sono chiare, i negozi di merchandising forniti e per tutte le tasche (con quel tocco di kitsh tipicamente americano..) e viene offerta qualunque possibilità per vedere al meglio le Cascate: in battello, tanto pericolosamente vicino da sentire le urla dei turisti a bordo anche dall’alto, in mongolfiera, in arrampicata, in perfetto stile montanaro protetti da impermeabile. Noi scegliamo la via classica ed economica, cioè a piedi. Bello, anche se, probabilmente dal territorio canadese la visuale è migliore.

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Pranziamo all’Hard Rock Cafè, poi verso le 17:00 ci incamminiamo a ritroso prendendo un passaggio da un taxista indiano. Il volo è un po’ angosciante perché passiamo nel bel mezzo di una tempesta, ma poi, sani e salvi siamo di nuovo a New York. Non nego di aver provato un minimo di apprensione nel tornare in hotel in metropolitana. Saranno state le 22:00 e con tutte le storie che avevo sentito sulla criminalità sotterranea.. Invece è tutto molto tranquillo, anzi, per essere abbastanza tardi c’è un sacco di gente, soprattutto ragazzine di colore, molto belle che ballano seguendo il ritmo da grosse radio.

27 agosto: altro acquazzone in corso, ma c’è da dire che New York è affascinante anche sotto la pioggia. Stamattina visitiamo il Museo di Arte Moderna, o MoMa per gli amici. Un posto meraviglioso dove siamo rimasti delle ore a godere di capolavori visti soltanto sui testi scolastici: Andy Warhol, De Chirico, Mirò, Gauguin, Van Gogh.. C’era anche un’interessante mostra sul Dadaismo all’ultimo piano, ma è stato impossibile fare foto.

1915202_1290715837548_7723093_nNel pomeriggio ce ne andiamo a spasso per negozi. Mai vista tanta fantasia nelle esposizioni o nell’allestire vetrine! Ad esempio, nel negozio di giocattoli c’è un’enorme ruota panoramica: con 1 dollaro a biglietto i bambini fino ad una certa altezza possono fare un giro. Oppure, in quello dedicato all’NBA c’è un vero campetto di basket, con tanto di poltrone sugli spalti per vedere la partita, o, infine, nel Disney’s Store, troneggia una Statua della Libertà composta di tanti piccoli Mickey Mouse di peluche. Troppo bello! A parte i negozi vediamo anche il Chrysler Building (con i gargoil che ricordano i film su Batman), che di sera è una meraviglia!

28 agosto: comincia a farsi sentire un po’ di stanchezza, ma cerchiamo di non badarci perché le cose che ci siamo ripromessi di fare sono ancora molte. Oggi visitiamo Macy’s, il più grande negozio del mondo con i suoi undici immensi piani.  C’è troppa nebbia per salire sulla cima dell’Empire State Building, così, sperando che il tempo migliori, inganniamo le ore facendo la crociera intorno all’isola di Manhattan con la Circle Line (è compresa nelle attrazioni prepagate): l’ho trovata un po’ noiosa. Nel tardo pomeriggio saliamo sulla cima del grattacielo di King Kong. Foto indimenticabili dall’86esimo piano, proprio durante il passaggio dal tramonto alla sera. Compro qualche altro pensiero per casa, poi cena da Wendy’s quindi nanna.

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29 agosto: oggi tutto shopping, un “must” a New York con tutta la scelta che c’è e, soprattutto, con il cambio favorevole. Abbiamo riempito le nostre valigie di abiti, scarpe, cappotti, ma se tornassi investirei anche in materiale tecnologico. Visitiamo Bloomingdale’s, dai prezzi esorbitanti, e altre griffe per lo più made in Italy. La giornata vola. Torniamo in hotel e cominciamo a preparare i bagagli.

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30 agosto: ultimo giorno a New York. Siamo tristissimi, ci siamo trovati davvero molto bene. Il nostro volo è previsto per le 18:10, quindi abbiamo ancora tempo per gironzolare intorno a Times Square. Ci rendiamo conto, però, che ormai conosciamo questo quartiere piuttosto a fondo, quindi, una volta pranzato con dell’ottima pizza “italian home made”, ci riposiamo nella hall dell’albergo per poi raggiungere l’aeroporto. Partiamo con un’ora di ritardo, ma il viaggio è stato comunque piacevole. Inoltre, quelli della compagnia area ci hanno letteralmente viziato, offrendoci senza invadenza addirittura delle ottime barrette di cioccolato. A Zurigo è una bella giornata fredda ma soleggiata. E’ terribile dover aspettare un’altra coincidenza, ma pensiamo che ormai il più è fatto. Non nascondo che è stato un viaggio davvero stancante, ma credo che abbiamo visto il meglio che questa mitica città possa offrire. Il problema è che una volta che sei stato non puoi quasi più farne a meno, come un irresistibile richiamo al caos e ai grandi spazi..Forse esiste  una specie di mal d’America..