Madrid 2010

La primavera del 2010 ha visto finire la mia prima, vera, parentesi lavorativa con una bella lettera di dimissioni, consegnata senza nessuna recriminazione e, anzi, accompagnata da una buona dose di liberazione.

Ho imparato tantissimo in questi ultimi quattordici mesi lavorativi durante i quali ho fatto la gavetta, nel vero senso della parola, lavorando sempre a testa bassa a qualunque turno e senza chiedere niente. Ma ho imparato tanto anche dal punto di vista umano … In un certo senso mi sento cresciuta e ho fatto esperienza di quanto possa essere frustrata e insoddisfatta la gente che compone un gruppo di lavoro e le relative linee difensive da adottare… e quando queste non bastano bisogna avere il coraggio di cambiare, come ho fatto io.

Un po’ per distrarmi, un po’ per continuare a mettermi alla prova (tanto si è capito che il 2010 verrà ricordato come l’anno del cambiamento… A questo punto meglio battere il ferro finchè è caldo!), mi concedo un viaggetto per il weekend del primo maggio con una collega.

Strano, non è da me. Di solito non ne sento il bisogno, ma è capitato che fossimo entrambe libere nello stesso periodo… E poi l’idea di organizzare tutto da sola, senza l’ausilio di un uomo, mi intriga non poco, quindi compro guide e leggo diari di viaggio a destra e manca finchè arrivo a una destinazione: Madrid.

Prenotato il volo e l’hotel su internet per una spesa complessiva di 268 euro a persona. Non resta che preparare una piccola valigia e partire.

Partiamo puntuali da Fiumicino con il volo Easy Jet delle 10:45. In due ore siamo a Madrid, sotto un manto di nuvole grigie. Le indicazioni all’interno del terminal per raggiungere la metro sono talmente chiare che è impossibile perdersi. Compriamo un biglietto da 2 euro e, cambiate tre linee, in una quarantina di minuti arriviamo a Palos de la Frontera. La metropolitana di Madrid rappresenta la prima sorpresa. Non la immaginavamo così efficiente e pulita.

L’hotel AC Carlton è ad appena trecento metri dalla stazione. Si tratta di uno strepitoso quattro stelle, con camere moderne e un bagno enorme fornito di tutto.

Ci cambiamo e passiamo al Burger King più vicino per un panino veloce e una volta rifocillate entriamo nel bellissimo Parco del Buen Ritiro. E’ un vero e proprio polmone verde per la città, dove i madrileni vanno a rilassarsi o a fare sport. Ben presto ci renderemo conto che ogni quartiere a Madrid è impreziosito di parchi e giardini. Ma che bello!

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Verso le 18:00 entriamo al Centro D’Arte della Reina Sofia. Paghiamo un biglietto di 6 euro, ma scopriamo che dalle 19:00 alle 21:00 si entra gratis.

Già la struttura è affascinante, con quelle torri-ascensori trasparenti che si affacciano sulla piazza del Conservatorio, dove qualche artista di strada sta suonando una fisarmonica.

Le sale sono minimaliste, grandi e luminose e offrono un’ampia panoramica dell’arte più creativa e bizzarra, da Mirò a Dalì, dai manifesti di propaganda franchista a Picasso.

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Dopo la visita ci raggiunge un compaesano della mia collega che sta studiando nella capitale spagnola grazie al progetto Erasmus. Ci racconta di quanto si trovi bene, della sua scarsa voglia di tornare in Italia, dopo quasi otto mesi passati a contatto con i madrileni che definisce“modaioli nottambuli”. Ci fa fare un giretto a piedi per la città, passando per Paseo del Prado fin su a Plaza de la Cibeles, ma non riusciamo a proseguire oltre: siamo stanchissime. Lo invitiamo a cena, ma purtroppo per stasera ha già un impegno, così lo salutiamo, con la promessa di rivederci tra sabato e domenica, cosa che non avverrà,  e ce ne andiamo a mangiare nel Museo del Jamon… il nome promette bene! Assaggiamo il prosciutto serrano, una deliziosa caciotta locale e l’empanada, una specie di tortino farcito di tonno o di carne. Crolliamo dal sonno.

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Colazione da Starbucks, uno dei pochi locali aperti alle 8:30 del mattino, e passeggiata per il Paseo del Prado per raggiungere l’omonimo museo ma, una volta arrivate scopriamo che oggi, per la Festa dei Lavoratori, è chiuso. Visitiamo allora il centro della città partendo da Plaza de la Cibeles fin giù a Calle de Alcalà costeggiando meravigliosi palazzi dalle cupole dorate, come il Metropolis, e il Casinò.

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A Plaza de la Puerta del Sol, tra manifesti che gridano a una pensione più dignitosa per i lavoratori, ci imbattiamo nel simbolo di Madrid, l’orso che mangia i frutti del corbezzolo. Peccato che abbiamo già fatto colazione… qui c’è la famosa pasticceria La Mallorquina e il profumo che proviene dall’interno è fin troppo invitante. I negozi sono quasi tutti chiusi, tranne qualcuno che vende souvenir davvero molto originali. Da Plaza de Isabel II oltrepassiamo il Teatro Real e ci ritroviamo nella splendida Plaza de Oriente, proprio di fronte al Palazzo Reale. C’è tantissima gente, c’è molta allegria, complice il giorno di festa o semplicemente l’estate che sembra già arrivata in Spagna.

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Visitiamo un altro parco curatissimo, i Giardini di Sabatini, poi, imbattendoci in ballerini di flamenco e improbabili illusionisti da marciapiede, ci inoltriamo per Calle de Santiago e Plaza Mayor, stupenda. Sotto gli archi i locali e i ristoranti sono presi d’assalto da turisti affamati, mentre al centro si sta svolgendo uno spettacolo folkloristico con ballerini in costume che danzano sulle note di nacchere e tamburi. Con questi ritmi è impossibile star fermi! Sono bravissimi, nonostante l’età media sia intorno ai 60 anni, ed è bello vederli alla fine dello spettacolo con un po’ di fiatone e tanta luce soddisfatta negli occhi.

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Per pranzo vorremmo provare le famose tapas a 1 euro l’una nel Mercato di San Miguel, ma a quest’ora è un delirio. Preferiamo fermarci nelle vicinanze in un localino chiamato Los Nobles de Castillia. Assaggiamo delle tapas a base di paella, calamari fritti e patate ali oli, con una gustosa salsa di maionese insaporita all’aglio e al prezzemolo. Sempre a piedi proseguiamo per Plaza de Espana, dove hanno allestito un mercatino per gli adulti e un parco giochi per i bambini. Dalla Gran Via, piena di cinema, ristoranti e teatri rieccoci a Plaza de la Cibeles, quindi tempo di un succo di frutta, e ce ne torniamo in albergo per riposare un po’. La sera andiamo a cena nella Cerveceria 100 montaditos, dove assaggiamo anche dell’ottima birra.

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Passeggiando per il Parco del Buen Ritiro, popolato già alle 9:00 del mattino da corridori, musicisti e scoiattoli, arriviamo al Prado dove, in occasione della giornata della cultura, entriamo gratuitamente. La cartina presa all’ingresso ci guida per le sale del museo, un po’ troppo caotiche nell’esposizione. Principalmente vediamo Goya, Velasquez, El Greco, qualche pittore fiammingo e italiano. Restiamo due ore abbondanti e stanchissime usciamo per andare a pranzo all’Hard Rock Cafè scendendo alla fermata metro Colon. Comprati altri regali per parenti e amici ci buttiamo sul prato del parco dirimpetto al ristorante, i Jardines de Descubrimiento, dove troneggia un’enorme bandiera spagnola.  Una volta riposate, riprendiamo la metro e scendiamo alla fermata Sol per un pomeriggio di puro shopping!

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Spossate, ma contente prendiamo un aperitivo nel Mercato di San Miguel a base di tapas di pesce fresco, vino bianco e frutta e ce ne torniamo in albergo. Uffa, è già tempo di rifare i bagagli!

 

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La sveglia è suonata alle sei e sotto una pioggia leggera prendiamo la metro e raggiungiamo l’aeroporto dove il nostro volo è previsto per le 9:45.

Il trattamento di Ryan Air è stato scandaloso. Ci fanno pagare 35 euro di supplemento a testa perché le nostre valigie sarebbero troppo ingombranti e come noi tanti altri mal capitati che pagano subito con il terrore di non poter salire a bordo. Assurdo, abbiamo fatto il check-in online…le nostre valigie non sono state neanche pesate! La cosa più grave è che le imbarcano nella stiva e non abbiamo neanche dei lucchetti a proteggere i numerosi ricordi conservati al loro interno. Già mi vedo con la valigia vuota al mio arrivo a Ciampino. Le ore di volo sono piuttosto angoscianti, ma passano in fretta e alla fine è filato tutto liscio. A parte questa piccola parentesi devo dire che sono stata benissimo… Amo Madrid!

Certo, è stato strano trovarmi in viaggio senza Vale, ma devo dire che pur da sola, me la sono cavata. Da sola, sì, perchè si può dire che la mia collega è stata invisibile… Si dice che per conoscere una persona devi mangiarci insieme più volte. Io sono convinta che non basti una semplice mangiata, ma un periodo insieme forzatamente a contatto per qualche giorno, proprio come in viaggio insomma. Da questa breve esperienza iberica posso dire con certezza che ho imparato tre cose: mai partire con tipi che anche in vacanza stanno sempre a dieta, (solo frutta e verdura, e mai provare qualcosa che sia diverso o locale), non parlano una parola di inglese (ma proprio le cose elementari), non aiutano da un punto di vista logistico-organizzativo, che so, almeno provare a dire “mi piacerebbe fare questo” .

L’ho detto. Durante quest’anno ho imparato tanto anche dal punto di vista umano.