Scozia 2005

L’idea di andare in Scozia è nata grazie ai racconti di mia suocera. Nonostante fossero passati più di vent’anni da quel famoso viaggio fatto su furgoncino Wolkswagen, in autentico stile hippie, gli occhi le si illuminavano come non fosse passato un giorno da allora.  Così abbiamo comprato una guida  per saperne di più e una volta abbozzato l’itinerario (Edimburgo, Stirling, St.Andrew, Elgin, Inverness, Wick, JohnO’Groats, Dunnet Head, Ullapool, Isola di Skye e poi giù a scendere attraversando i Trossachs), abbiamo prenotato su internet  un volo Ryanair (134euro), un’utilitaria per sette giorni presso la compagnia Sixt per 130 euro e una camera doppia in un b/b di Edimburgo.

Il volo è previsto per le 21:35 da Ciampino. Che bolgia! Alla meno peggio riusciamo ad imbarcarci e a mezzanotte, ora locale, arriviamo a Prestwick. Il treno che dovrà portarci a Glasgow è previsto per domani mattina presto. Preferiamo aspettare in aeroporto piuttosto che spendere dei soldi per dormire neanche poche ore in qualche alberghetto del posto, così ci accovacciamo per terra e cominciamo a contare le ore. Se tornassi indietro credo sarebbe saggio portare con me un sacco a pelo. Nonostante gli abiti pesanti ci siamo morti di freddo!Fortunatamente arrivano le 5:48 abbastanza in fretta. Prendiamo il treno che ci porta a Glasgow Central, quindi un secondo  per Edimburgo. Qui è ancora tutto chiuso e deserto..L’unica cosa che mi auguro è che quelli del  b/b ci facciano posare i bagagli e usare il bagno. Invece, dopo un’interminabile attesa, la padrona del locale ci dice che non si ricorda minimamente di noi e blatera scuse del tipo “ho litigato con mio marito..era talmente arrabbiato da distruggermi il pc e quindi la vostra richiesta di prenotazione”..Pazzesco!Si prospetta un’altra lunga notte appollaiati chissà dove..In questo periodo, infatti, nella capitale scozzese è tutto prenotato per via del Military Tattoo, spettacolo folkloristico correlato di parate militari e deliziosi balletti in kilt a ritmo di cornamusa, e del Festival di Edimburgo, kermesse teatrale abbastanza importante. Poi il miraggio..sulla piazza principale svetta il Clarendon Hotel, un tre stelle da 70 sterline al giorno con camere accoglienti e abbondante prima colazione. Ovviamente accettiamo e, una volta sistemati, cominciamo a gironzolare per la città. Visitiamo tutto il Castello tranne il Museo della Guerra, passeggiamo per il Royal Mile, la via principale, ricca di negozi di abbigliamento e di souvenir, infine Princes Street, nel cuore del centro storico. Siamo stremati..per pranzo un panino all’Hard Rock Cafè, poi doccia e nanna!

img004 Ci svegliamo presto stamattina. Passiamo da Boots per dei tramezzini e dei succhi di frutta e, sotto una pioggia battente,  prendiamo un autobus che in 25 minuti  ci porta all’aeroporto. Al desk della Sixt ci dicono di aspettare un servizio navetta che ci porterà in una specie di autorimessa dove, una volta sbrigate le varie formalità burocratiche  prenderemo possesso della nostra quattro ruote, una Smart ForFour color oro.

Andiamo a Stirling, dove visitiamo il castello omonimo (che in realtà mi ha un po’ delusa..forse perché arricchito con troppi giochini virtuali per bambini del tipo “come era cucinare ai tempi di Wallace”, “come ci si vestiva ..” o forse perché è fin troppo simile a quello già visto ad Edimburgo), mentre saltiamo a piè pari il monumento dedicato a Brave Heart (è una semplice torre..).

 

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Di nuovo su strada, arriviamo nel primo pomeriggio nella suggestiva cittadina di St.Andrew, forse la prima  città “real scottish”da noi incontrata! È piccola, con una secolare tradizione universitaria alle spalle e mille campi da golf perfettamente “pettinati”. Quel che a noi più interessa però sono le rovine del Castello  e, soprattutto, della Cattedrale. Con questo cielo color metallo  c’è un’atmosfera a dir poco mistica.. bellissimo!

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Continuiamo a salire verso nord finchè ci fermiamo a Stonehaven, minuscolo paesino portuale, dove visitiamo il pittoresco Dunottar Castle, o, per lo meno, quel che ne rimane! E’ quasi completamente in rovina infatti, ma ancora tenacemente abbarbicato su uno scoglio a circa 50 metri sul mare. La pioggia battente, la risacca delle onde, le urla stridule dei gabbiani.. è tutto ciò  che si può udire in questo angolo remoto della Terra. A questo punto ci rendiamo conto che è quasi l’ora del tramonto, ma noi non sappiamo ancora dove dormire o dove mangiare. I negozietti che riusciamo a trovare, una sorta di empori dove si vende un po’ di tutto, cominciano già ad abbassare le saracinesche! Facciamo in tempo a comprare gli ingredienti per dei panini al formaggio, ma ora c’è il problema di dove passare la notte. Tutto pieno nei b/b, da Insch fino a Keats, ci dicono, ma ad Huntly, vicino il castello omonimo, troviamo una camera libera:antiquata, con il bagno in corridoio e prima colazione..22 sterline. A questo punto sorge una domanda.. sopravvivrò al freddo?

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Alleluja, stamattina c’è il sole e, soprattutto, non sono morta assiderata! Facciamo una colazione a base di cereali e toast con burro e marmellata per poi andare a scattare qualche foto al maniero locale. Proseguiamo alla volta di Elgin, dove ci sono le rovine di un’altra splendida cattedrale.  Dopo qualche minuto in coda per via di certi lavori stradali, arriviamo ad Inverness e quindi Loch Ness. Lo costeggiamo fino alle rovine del Castello di Urquhart, offrendoci dei panorami meravigliosi! Meglio non capitare all’ora di pranzo però…c’è davvero troppa gente!

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Ci rimettiamo in macchina e continuiamo a salire verso nord, dove la brughiera si fa sempre più viola e il mare è di un blu intensissimo! Piccolo consiglio:fate benzina appena potete perché varcato il lago di Nessie,di distributori se ne trovano davvero pochi!

Per le 19:00 siamo a Wick dove troviamo alloggio al Queen’s Hotel, sulla strada principale. La camera è minuscola, con delle tenui nuances rosa alle pareti..e gli scarafaggi in bagno! Ma c’è poco da fare gli schizzinosi.. siamo stanchissimi e comunque, anche volendo, non credo ci siano altri alberghi in città..

L’atmosfera qui è stranissima. Scricchiolii sinistri provengono da ogni angolo della struttura, mentre all’esterno è silenziosamente scesa una fitta nebbiolina che ha improvvisamente  reso tutto  inquietante… perfino il deserto parco giochi sul quale si affaccia la nostra finestra.. Sembriamo gli ultimi sopravvissuti dopo  un cataclisma..

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Il temporale stanotte non ci ha fatto chiudere occhio, ma ci svegliamo ugualmente presto per far colazione. Lasciamo una Wick grigia e fredda e partiamo alla volta di John O’Groats  e Duncasby Head. Una volta parcheggiata la macchina si deve proseguire a piedi lungo  sentieri popolati esclusivamente da pecore..all’inizio non ce ne eravamo neanche accorti per via della nebbia..poi,una volta diradatesi, si è offerto davanti a noi un panorama mozzafiato!

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Proseguiamo per la A836, costeggiando tutto il confine settentrionale dell’isola, incontrando paesini sperduti, abitati solo da poche anime, per lo più composti  da piccoli agglomerati di case:Dunnett Head,Thurso (dove, volendo, ci si potrebbe imbarcare per vedere le isole Orcadi), Scrabster, Melvich, Bettyhill (dove ci fermiamo in una trattoria locale per gustare un fantastico fish and chips e il tipico haggis, interiora di pecora speziate  a dovere),Tongue, Durness, il villaggio di Scourie e infine Ullapool.

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Qui troviamo alloggio in un b/b. Il  posto è molto carino:un tipico cottage inglese bianco e nero, con camere e bagni pulitissimi..sembra una casa per bambole!Dopo una doccia usciamo per visitare l’area portuale, unico vero ritrovo per turisti alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti o anche solo per comprare qualche ricordino. Non si può restare insensibili di fronte al sole che tramonta lentamente sui gozzi colorati ormeggiati alla banchina. Tappa obbligatoria per gli appassionati di fotografia.

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Ci spiace da matti dover abbandonare questo posto, ma abbiamo ancora un bel po’ di strada da fare. Andiamo a vedere l’Eilean Donan Castle, probabilmente uno dei più immortalati di tutta la Scozia. E’ ovunque..su guide, calendari, cartoline.. La struttura così fiabesca sembra sia stata ispirata da un sogno..o almeno così vuole la leggenda..L’esterno è stato negli anni completamente restaurato, mentre gli interni sono abbastanza moderni, come un albergo di lusso..che peccato! Consiglierei, a questo punto, di vedere più che i castelli nella loro interezza, le rovine… sono sicuramente più affascinanti.. Per pranzo siamo a Broadford, già isola di Skye, sotto una pioggia battente che non ci abbandonerà per l’intero pomeriggio. Nonostante le intemperie però vediamo cose di una bellezza straordinaria, come la Kilt Rock, un’altissima cascata naturale che precipita direttamente nell’oceano.

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Dopo ore  passate in auto su stradine inerpicate sui cuillins, le brulle collinette cosparse di erica tipiche del paesaggio, evitatevi l’ingresso al Dunvegan Castle..la sua facciata austera  non  è un granchè..forse meritebbero i giardini, ma ormai sono talmente infreddolita da desiderare solo una borsa d’acqua calda!Torniamo a Portree, dalle casette color pastello, dove pernottiamo in una modesta guest house.

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Dopo aver scambiato due chiacchiere con dei ragazzi di Forlì, capitati a tavola con noi a colazione, lasciamo l’isola di Skye che, sinceramente, mi è piaciuta poco, soprattutto se paragonata alla costa orientale, di tutt’altro fascino. Visitiamo le rovine dell’Inverlochy Castle, piccolino ma che, in passato, doveva essere stato particolarmente strategico perché proprio in riva al loch. Intorno all’ora di pranzo siamo nella cittadina di Fort William, ai piedi del Ben Nevis, la montagna più alta della Gran Bretagna. Ne approfitto per  comprare un po’ di ricordini per casa,tra i quali una confezione di haggis e degli shortbread al cioccolato davvero squisiti!Mangiamo un panino al McDonald’s del posto, poi siamo di nuovo su strada per vedere altri ruderi:il Dunstaffnage, ancora parzialmente annerito per un antico incendio, quello di Kilchurn, su un isolotto in pieno Loch Awe, e, infine, quello di Inveraray, dalle torri a cono come quello di Harry Potter. Ci fermiamo in un b/b chiamato Bankhouse, vicino le prigioni. La stanza è enorme e bellissima!Andiamo a mangiare un’ottima pizza ananas e prosciutto cotto (provare per credere..) e, stanchissimi, crolliamo dal sonno.

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Avevamo lasciato detto a Norina, l’opulenta padrona del b/b,che stamattina avremmo volentieri assaggiato una vera colazione scozzese. E così,nella grande sala da pranzo apparecchiata per tutti i clienti della casa,(tra i quali due simpaticissimi anziani coniugi svedesi,in vacanza lì per la dodicesima volta!),ci vengono presentate uova all’occhio di bue,bacon,pomodori,funghi e degli hashbrown,il cui sapore ricorda vagamente un wurstel, ma di forma quadrata.

Salutiamo Inveraray e proseguiamo verso sud per vedere la zona dei Trossachs, dove”le Highlands incontrano le Lowlands”,come è scritto su molti opuscoli turistici. Sarà,ma io questa differenza non la noto..L’unica cosa che davvero mi colpisce oggi è la furia della cascate nei pressi di Loch Lommond e di Killin..ma,a parte questo, è solo un noioso viaggio in macchina, come tanti ne abbiamo fatti in questi giorni.

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img029img021Dopo una settimana  la stanchezza comincia davvero a farsi sentire..Decidiamo di fermarci a riposare che siamo già nella tristissima città di Dumburton. C’è un b/b due stelle gestito da indiani..solo 18 sterline per una stanza..compresi asciugamani usati e peli nella doccia!Optiamo così per il motel Milton Inn. Per 33 sterline ci danno una camera che ne varrà al massimo 20,ma siamo troppo stanchi per obiettare. Cena a base di pollo,poi prepariamo le valigie.

Stanotte alle 4:00 ha cominciato a suonare l’allarme antincendio. Per fortuna si è trattato di un falso allarme(probabilmente il temporale..),ma abbiamo comunque perso preziose ore di sonno. Dopo aver fatto il pieno restituiamo la macchina,la nostra cara compagna di viaggio,a quelli della Sixt i quali,organizzatissimi,ci danno un passaggio alla stazione più vicina. Alle 11:30 siamo all’aeroporto di Prestwick, dove aspettiamo pazientemente il volo previsto intorno alle 17:15 il quale,in realtà, subirà due ore di ritardo.

La Scozia è un posto magico, semplicemente. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla sua storia, le sue leggende, la sua natura così selvaggia e prepotente. E a tutti quelli che la criticano per la troppa pioggia beh, io rispondo che è proprio lei a renderla ancora più affascinante, conferendo tutta una serie di sfumature di grigio e di verde che raramente troverete altrove.

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