Vienna 2008

Vienna è stata una località più volte corteggiata. Soprattutto nel periodo di Capodanno, quando la immagino sfavillante di luci ed altezzosa nelle sue tradizioni secolari. Ma, ahimè, i prezzi troppo elevati e talvolta anche la scarsa disponibilità di camere libere non ci ha mai permesso di vivere quest’esperienza. Così, abbiamo approfittato di cinque giorni in agosto per visitarla. Su internet abbiamo prenotato volo Roma/Vienna A/R con Airone per 135€ e pernottamento in camera doppia per quattro notti con prima colazione all’Hotel Pension Shermin per 208€.

Il 14 agosto partiamo puntuali da Fiumicino alle 7:15 del mattino. In un’ora e mezza arriviamo a Vienna, coperta di nuvole, e in pochi minuti ritiriamo i bagagli. Aspettiamo che arrivi l’aereo dei nostri amici, partiti da Malpensa, e una volta radunata la truppa prendiamo il treno della linea S-bahn 7 suburbana (3.40€ a biglietto) per raggiungere il centro. Ci sarebbe anche l’alternativa CAT, treni moderni che ti portano in città un po’ più rapidamente, ma abbiamo preferito risparmiare i 9€ del biglietto. Visto che siamo in discorso trasporti dico subito che non abbiamo fatto nessun abbonamento. L’albergo, infatti, era in posizione talmente centrale da permetterci di prendere la metropolitana solo raramente, e cioè per raggiungere Schonbrunn e il Prater. Inoltre, leggendo altri diari di viaggi, ho capito che la Wien Card dà diritto solo a lievi sconti sul prezzo delle comuni attrazioni, e non ad ingressi liberi. Insomma, a conti fatti, secondo me non conviene.

Con la U-bahn 1 (1.70€ a biglietto) arriviamo a Karlsplatz e quindi a pochi passi dal nostro hotel. Una volta sistemati nelle nostre camere ci cambiamo per poi andare ad esplorare il quartiere. Siamo vicinissimi alla barocca Karlskirche, a Stephansplatz, sede del famoso Duomo di S.Stefano, all’Opera, che riaprirà i battenti solo a settembre. Smangiucchiando un goloso kebab veniamo avvicinati da un ragazzo travestito da Mozart, il quale ci propone di comprare dei biglietti per un concerto di musica classica. Il programma prevede quasi due ore di brani di Mozart e Strauss, noti persino a degli incompetenti come noi, così decidiamo di trascorrere un ferragosto diverso acquistando quattro biglietti per 29€ l’uno.

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Passiamo davanti all’Hotel Sacher, dove è stata creata la famosa torta al cioccolato, e quindi all’Albertina, ala dell’Hofburg adibita a galleria d’arte. Entriamo nel Bungergarten, curatissimo parco adiacente alle serre allestite nei primi del Novecento dall’architetto Jungedstidl e dove c’è la celebre statua di Mozart, con una bella chiave di violino fatta di fiori ai suoi piedi. Una volta nel complesso dell’Hofburg, la residenza invernale degli Asburgo, paghiamo un biglietto cumulativo (9.90€) per vedere il Museo delle Argenterie di Corte, il Museo di Sissi e gli Appartamenti Imperiali. Niente di speciale… Con il caldo che fa (nel frattempo è uscita una bella giornata di sole) ci fermiamo a mangiare un gelato nel Volksprater, vicino il Tempio di Teseo, sotto l’ombra degli ippocastani e circondati da roseti multicolore.

IMG_0357Rifocillati, continuiamo la nostra passeggiata nel quartiere dei musei fino ad arrivare al Parlamento, che sembra un luogo di culto greco, e quindi al Rathaus, il nuovo maestoso municipio, dove dal 14 luglio al 14 settembre si organizza il Film Festival. Ordinatamente disposte davanti all’enorme maxi schermo, che, tra l’altro, proietta anche immortali pezzi di opera classica, ci sono tantissime bancarelle che vendono cibo proveniente da ogni parte del mondo (Italia, Croazia, Cina, Giappone, India, America, Grecia, Austria…). Gli odori che si mescolano tra loro stuzzicano talmente l’appetito da decidere di tornare più tardi qui per cenare.

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Così torniamo in albergo per riposarci un po’, e verso le 20:30 torniamo alla ricerca di un tavolo… un’impresa impossibile! E’ già tutto occupato! Potremmo comunque prendere qualcosa e mangiare in piedi, ma perché dover rovinare in questo modo la nostra prima cena a Vienna? Decidiamo di tornare il giorno dopo ad un orario più accettabile e, mentre ci incamminiamo a ritroso, ci imbattiamo nella bisteccheria Krugel. Ci apparecchiano fuori.. dentro il locale è molto caratteristico, tutto in legno, ma senza aria condizionata è impossibile mangiare. Il menù è solo in tedesco, ma troviamo una paziente cameriera disponibile a tradurci in inglese i piatti che maggiormente ci incuriosiscono. Assaggiamo la wiener schnitzel, la loro enorme cotoletta panata, accompagnata da sfiziose patate lesse all’aceto, e i celebri wurstel “rossi”, quelli cioè ripieni di formaggio e avvolti nella pancetta. Con le bibite, l’immancabile birra e i dolci paghiamo circa 20€ a persona.

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La mattina del 15 agosto, sotto un cielo color metallo, andiamo in gita a SchonBrunn. Con la linea U1 sono solo poche fermate. Facciamo il Classic Pass (15.90€) che prevede il tour con audioguida nelle principali stanze della residenza estiva degli Asburgo, la visita ai giardini, compresa la terrazza della Gloriette e il labirinto, e lo strudel show. Cominciamo la nostra visita dai giardini, per paura che più tardi ci sorprenda la pioggia. Saliamo su in cima alla collina della Gloriette, scendiamo verso il labirinto, dove proviamo tutti quei giochini che sarebbero dedicati ai bambini, saltiamo lo zoo e, dopo una sosta, ci inoltriamo nel parco alla ricerca della Voliera, delle Rovine Romane e della Fontana dell’Obelisco, come suggerito dalle nostre guide.

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Compriamo un panino nel bar interno (3.70€ l’uno.. per i prossimi pranzi frugali ci affideremo ai sostanziosi sandwich dei supermercati Billa..) e per le 14:00 assistiamo allo strudel show. Alcuni cuochi all’ingresso dei forni ci danno un pezzetto di strudel alle mele da degustare… ottimo! Prendiamo posto nella piccola cucina, già gremita di turisti curiosi, e veniamo poco dopo raggiunti da uno chef che spiegherà la ricetta dell’originale Apfelstrudel, sia in inglese che in tedesco,  preparandone uno davanti ai nostri occhi con singolare maestria. A questo punto siamo pronti per visitare la reggia, davvero splendida! Niente a che vedere con l’Hofburg, ma inevitabilmente simile a Versailles, per chi l’ha visitata. Siamo stanchissimi e, proprio mentre saliamo sulla metropolitana del ritorno, scoppia quel temporale tanto temuto. In albergo ci riposiamo e ci prepariamo per il concerto di stasera. Verso le 19:00 siamo al Film Festival a gustare dei fantastici piatti indiani e dei wurstel viennesi “bianchi”, ovvero lessati al vapore ed insaporiti di erbette aromatiche e tanta senape.

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E’ un po’ arduo trovare il Palace Theatre, specialmente con la pioggia, il vento e una laboriosa digestione in corso, ma alla fine prendiamo posto nella bella sala concerti, dove ci rendiamo immediatamente conto di essere i più giovani. Meno male che non fosse necessario l’abito scuro! Il concerto comincia puntuale alle 20:15 e tra arie celebri di Mozart e Strauss, alcune delle quale deliziosamente coreografate da ballerini professionisti o accompagnate da due bravissimi cantanti lirici, passiamo due ore emozionanti che consiglio vivamente a chiunque volesse visitare Vienna in maniera diversa.

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Il 16 agosto l’inverno sembra già arrivato a Vienna. Ci avvolgiamo nei nostri K-way e ci inoltriamo nel centro della città fino ad arrivare al duomo di S. Stefano. L’ingresso alla sontuosa chiesa è gratuito, ma per salire sul campanile bisogna pagare 4.50€: vale davvero la pena. Dopo un tè caldo gironzoliamo per le strade più belle, come la Graben, piena di negozi alla moda, ma anche più periferiche, arrivando a passeggiare sulle rive del fiume Wien, dopo una capatina nel mercatino di Nasch. Torniamo in camera a riposare e verso sera andiamo a vedere la chiesa di S. Carlo e il Belvedere, compresi i giardini botanici.

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Siamo infreddoliti ed affamati, così ci fermiamo per prenotare un tavolo nella birreria Salm Brau, proprio nel chiostro della Chiesa delle Salesiane, per le 19:30. Che posto fantastico! Qui producono dell’ottima birra da secoli accompagnata da enormi piatti della tradizione locale, come lo stinco di maiale, condito con una golosa salsa di crauti al ginepro e il tafenspitzel, manzo bollito con salsa di spinaci che, si racconta, veniva mangiato tutti i giorni dall’imperatore Francesco Giuseppe. Neanche 20€ a persona… e ci siamo alzati davvero sazi.

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Il 17 agosto torna a brillare il sole, così ne approfittiamo per una giornata di puro sollazzo al Prater! Ci siamo divertiti come matti tra giri sulla storica ruota panoramica, montagne russe e partite al minigolf. Pranziamo lungo il viale di tigli del parco adiacente, quindi affittiamo un risciò per quattro persone con il quale visitiamo il resto del Prater (circa 4 km) in lungo e in largo. Dopo l’ennesimo “un altro giro, l’ultimo” decidiamo di tornare in hotel, anche perché a furia di pagare circa 4-5€ ad attrazione qui rischiamo davvero di lasciarci una fortuna! Ma è stata una giornata meravigliosa!

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In albergo abbiamo solo il tempo di una doccia, quindi siamo di nuovo al Film Festival per gustare altre specialità internazionali. Dopo cena passeggiata vicino la Votivkirche, purtroppo parzialmente in restauro, e nanna.

L’ultimo giorno a Vienna prevede calma. Abbiamo l’aereo per Roma per le 20:35 (i nostri amici per Malpensa alle 18:50), quindi abbiamo tutto il tempo di fare le valigie, pagare l’albergo, lasciare i bagagli al deposito e gironzolare in cerca di ricordini. Assaggiamo la squisita Sacher Torte proprio all’Hotel Sacher con una buona tazza di autentico caffè viennese (con panna liquida e montata, per intenderci), quindi compriamo calamite, cartoline, palle di Mozart e tutto quello che c’è di più commerciale e consumistico: esausti, recuperiamo le valigie e ci incamminiamo verso l’aeroporto.

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Mi è piaciuta tantissimo Vienna, una delle poche capitali europee che è riuscita a mantenere inalterato il suo fascino di grande città imperiale. E chissà che non riesca a rifare una capatina proprio durante il tanto sospirato Capodanno…