Trentino 2014: Pasqua in Val di Ledro

Quest’anno festeggiamo la Pasqua in maniera diversa, andiamo in Trentino! Ultimamente ci sono stati regalati due cofanetti Smart Box, uno per una cena per due, l’altro per un Insolito Fuoriporta, con una notte e una colazione pagata in un b/b o agriturismo. Confrontando i due volumetti, mi accorgo che una struttura in particolare permette il cumulo delle due offerte, e così prenotiamo per un totale di tre notti e una cena presso lo Chalet Rifugio Al Faggio, nella Valle di Ledro.
Partiamo la domenica di Pasqua presto da Roma con la macchina, e valicate le Dolomiti del Brenta, arriviamo a Ledro, nei pressi dell’omonimo, magnifico lago, il cui colore intenso ci lascia a bocca aperta e le cui rive sono popolate da bagnanti in vacanza e gente in bicicletta. Saliamo lungo tornanti ripidi che conducono a tranquilli paesotti deserti, finchè non svoltiamo per un sentiero che sembra portarci nel cuore della montagna. C’è un fiume che scorre alla nostra destra, in mezzo a un fitto bosco di conifere nel quale si intravedono postazioni da picnic.

Arriviamo a un largo spiazzo, dove è impossibile sbagliare, siamo arrivati allo Chalet Rifugio Al Faggio: c’è anche un’elegante siepe davanti l’ingresso principale che ce lo comunica. Parcheggiamo vicino una piccola rimessa, forse la casa del custode, dove fuori è legato un bellissimo pastore tedesco. L’unica cosa che si avverte è il silenzio, interrotto dal cinguettio di qualche uccellino e dal mormorio del ruscello. L’albergo mi piace già da fuori. Ha il tetto scosceso proprio come uno chalet, con balconate tipiche in legno, finestre adorne di gerani, oggetti tipici che rimandano alla vita semplice di montagna tra i tavoli all’aperto del bar/ristorante. Dentro l’ambiente è caldo e accogliente, e al bancone del bar qualche cliente è seduto a bersi una birra. Alla reception c’è una delle due proprietarie, due sorelle che non potrebbero essere più diverse d’aspetto. La ragazza che ci accoglie alla reception ha modi sbrigativi anche se educati, senza convenevoli, e ci manda in camera senza farci attendere troppo. La stanza è molto spaziosa, con pavimenti e mobili in legno, come una baita, anche se è arredata in maniera semplice. La cosa più bella è la vista dal balcone, solo alberi a perdita d’occhio e questo sottofondo dell’acqua che scorre tranquilla.
Usciamo per una passeggiata qui intorno. Il Rifugio è all’interno di una conca ai piedi della montagna sovrastante che si può raggiungere a piedi lungo complicati sentieri alle nostre spalle. Molti di questi sono chiusi, e sono diventati dei depositi di neve sporca dove è impossibile proseguire se non con mezzi speciali. Percorriamo a piedi il corso d’acqua. Ci siamo solo noi, sorpassati di tanto in tanto da qualche escursionista in mountain bike che ci saluta amichevolmente. Si sta facendo buio, quindi decidiamo di rientrare per prepararci per la cena. La sala del ristorante è gigantesca, con delle luminose vetrate lungo tutto il perimetro e un’importante stufa colorata proprio al centro. La cena sarà squisita, portate tipiche con prodotti locali come la carne salà in carpaccio, i canederli col burro fuso, la polenta di patate alla griglia con selvaggina.

DSC_0001 DSC_0004 DSC_0005 DSC_0007 DSC_0009 DSC_0011 DSC_0019 DSC_0023 DSC_0028 DSC_0031

Il giorno dopo, Pasquetta, scendiamo piuttosto presto per far colazione. Tra le varie proposte c’è un buonissimo strudel di mele fatto in casa che prendo in porzione doppia e una genuina torta pasqualina. Partiamo in macchina verso il Parco di Adamello-Brenta e per farlo oltrepassiamo la famosa Madonna di Campiglio, senz’altro molto bella nelle sue coltri di neve, ma davvero troppo piena di alberghi. Ci fermiamo per una passeggiata nel centro di Pinzolo, una ridente cittadina piena di gente elegante, dove acquistiamo della biancheria per la casa in un negozio tipico e dello yogurt favoloso da una vending machine! Finalmente arriviamo al Parco di Adamello-Brenta, dalla parte della Val Genova. Facciamo una lunga escursione presso le belle cascate di Nardis seguita da un pranzo al sacco. Catturati da questa natura ci spingiamo fino al Passo del Tonale, percorrendo delle strade splendide. Siamo in località Ponte di Legno, a quasi 1900 metri, fa un freddo che si bela. Ma chi l’ha mai vista tanta neve messa insieme? Come dico sempre, io ho fatto pochissima montagna nella mia vita, e quando mi trovo di fronte questi scenari, mi trasformo davvero in una bambina. Ci fermiamo in un bar pasticceria che ha i tavoli all’interno, al calduccio delle stufe, e ci coccoliamo con due tazze di cioccolata calda con panna e una fetta di torta. Quando torniamo in albergo siamo stanchi morti. Decidiamo di restare a cena qui anche stasera e non abbiamo di che pentirci, vista la qualità e il livello del cibo.

DSC_0044 DSC_0047 DSC_0049

DSC_0055 DSC_0057 DSC_0081 DSC_0083 DSC_0116 DSC_0124 DSC_0126

L’ultimo giorno piove a dirotto, e questo un po’ rovina la gita in programma oggi, al Lago d’Idro, in provincia di Brescia. Peccato. Nel pomeriggio ci ritroviamo sul lago di Ledro a far l’aperitivo in un bar. Non c’è granché qui intorno per mangiare, quindi torniamo di nuovo nel ristorante del Rifugio per nuovi gustosi piatti.

DSC_0140 DSC_0149 DSC_0165 DSC_0167 DSC_0173 DSC_0179 DSC_0182L’indomani mattina facciamo colazione, paghiamo il resto delle cene e dei pernottamenti, e con calma ce ne torniamo a Roma. Prima ripassiamo dal lago per altre foto e per comprare un barattolo di miele locale in una piccola bottega a due passi da qui che avevamo adocchiato da giorni.

DSC_0199 DSC_0202 DSC_0203

Il Trentino non delude mai!